Appena superato il Valico dei Mandrioli (se si viene dalla Romagna) o percorrendo la SS 71 (se si viene dalla Toscana), ci si trova all'improvviso in un paesino di montagna immerso nel verde, Badia Prataglia, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (a circa 900 m.s.l.m.), situato nel versante toscano dell'Appennino Tosco-Romagnolo. Nonostante la posizione a cavallo tra Romagna e Toscana, ci si accorge subito che questo paese è piccolo sì, ma ha un'identità tutta sua, un dialetto molto particolare che si avvicina solo marginalmente a queste due regioni e soprattutto è fatto di persone che si conoscono l'un l'altra come fossero una grande famiglia, che nel corso dei secoli si è arricchita di vere e proprie leggende viventi, tuttora sulla bocca di tutti, anche dei più giovani; perché un vero badiano ama raccontare aneddoti di tempi passati, di generazioni passate, per tenere sempre in vita la tradizione di un paese che nei secoli si è ampliato e arricchito grazie soprattutto alla volontà dei suoi abitanti.

La storia di Badia Prataglia è legata alla sua millenaria Abbazia. L'antica costruzione si trova al centro dell'abitato e risale al 986, quando alcuni monaci benedettini, incaricati dal vescovo di Arezzo Elemperto, fondarono l'Abbazia di Pratalia nei prati sottostanti il Monte Acuto (o Monte Cucco), alcuni anni prima della fondazione di quella dell'Eremo di Camaldoli, con cui si creò da subito una certa rivalità. L'8 Settembre 1008 l'abbazia di Badia Prataglia fu consacrata a Santa Maria Assunta. Attorno all'abbazia si sono poi sviluppate tutte le altre abitazioni, espandendosi in varie zone, a formare i cosiddetti “castelletti”, cioè agglomerati di case, ciascuno con un nome e delle caratteristiche propri.
A partire dal '900 alla principale fonte di ricchezza, cioè il bosco, con il legname e la selvaggina in grado di sostentare intere famiglie, si è aggiunta un'altra fonte di ricchezza, il turismo, e la creazione di pensioni, case in affitto, hotel e, negli ultimi anni, bed & breakfast ha fatto sì che Badia Prataglia divenisse una meta molto apprezzata dagli amanti della natura.
Nella stagione estiva in particolare i turisti possono godere di piacevoli passeggiate immersi nella pace e maestosità delle foreste da cui è circondata. Qui si possono trovare molte specie animali e vegetali (come non rimanere estasiati imbattendosi in una mamma di cinghiale che attraversa la strada a pochi passi da noi, sempre vigile sui suoi piccoli, o trovandosi di fronte all'imponente sequoia presente nell'Arboreto Siemoni, accanto alla chiesa?).
A richiamare numerosi turisti sono ad oggi anche le iniziative che le associazioni del paese organizzano nei mesi estivi: le più importanti sono la “Mangialonga” (passeggiata attraverso i “castelletti” di Badia, durante la quale si possono gustare piatti tipici locali, uno per tappa) e la “Festa dei Fochi”, il 7 Settembre, in onore di Santa Maria Assunta, da cui prende il nome l'Abbazia, che ogni anno attirano partecipanti da tutta la vallata casentinese e non solo...
La “Festa dei Fochi”, con il suo grande falò e i “fochi” artificiali segna simbolicamente la fine della stagione estiva, e apre le porte al lungo inverno caratterizzato da abbondanti nevicate che rendono Badia un luogo unico, circondato dal silenzio e da un paesaggio sicuramente invidiato da tutta la vallata.
Badia Prataglia ha quindi radici antiche, a cui i suoi abitanti sono fortemente legati, tuttavia si sa adattare ai tempi che corrono reinventando le sue tradizioni per sfruttare pienamente le ricchezze di cui da sempre è fornita.


 E. Zoni

Badia Prataglia


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