Arte egizia


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Arte Predinastica egiziana

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Il periodo Predinastico egizio

Arte predinastica

Lo sviluppo stilistico

 

Il periodo Predinastico va dal 5.000 fino al 3.000 a. C. circa, e si passa dalla prima divisione in tribù e in città-stato, governate da capi-tribù e re, fino all'unione in un unico regno.
In Egitto verso il 5.000 a. C. il clima cominciò a inaridirsi per avvicinarsi sempre più a quello attuale, e le popolazioni, costantemente in lotta per la loro sopravvivenza, cercarono rifugio nella Valle del Nilo, che offriva condizioni di vita più favorevoli.
Nacquero così i primi agglomerati proto-urbani che si stabilirono in due aree precise: a nord (Basso Nilo) e a sud (Alto Nilo).

 

 Paletta con animali. Naqada III. Parigi, Louvre.

 


A sud gli stanziamenti avvennero in una regione situata a monte della futura città di Tebe, a nord nella parte occidentale del Delta nilotico e nel Fayum, la verde regione in cui un ramo del Nilo forma il lago Qarun.
I due gruppi si svilupparono in modo diverso e indipendente dando un'impronta dualistica all'Egitto, che sarà ben presto chiamato ''il doppio paese'' o ''le due terre''.
La vita di queste prime comunità si svolse con un ordine e un'organizzazione sociale. Si definisce così la figura del capo che si trasformerà in seguito nel re: colui che garantirà la sopravvivenza del suo popolo, organizzerà il lavoro e la difesa contro i nemici esterni. 
La creazione di un re e quella di un potere centralizzato furono gli elementi che permisero in Egitto la formazione dello stato dinastico.
Questa fase di formazione della civiltà egizia è detta Periodo Predinastico, occupa il V e il IV millennio a.C., e giunge fino al momento in cui i due regni vengono unificati sotto un unico capo: il re Narmer.
Al Periodo Predinastico risalgono migliaia di reperti, ritrovati nei siti di Ballas, Naqada e Hu, accuratamente studiati e classificati dall'equipe di archeologi guidati dall'egittologo inglese William Mattews Flinders Petrie.

A.Cocchi

 

Arte Predinastica Egizia

 

 


Idolo femminile detto "Danzatrice di Brooklin".
Proveniente da Ieracompoli. 3500-3400 ca. a. C.
Terracotta dipinta. Brooklin Museum

 

 

 

Gli oggetti d'arte risalenti al Periodo Predinastico sono compresi tra migliaia di reperti, ritrovati nei siti archeologici di BallasNaqada e Hu, dall'equipe di archeologi guidati dall'egittologo inglese William Mattews Flinders Petrie. A questi si aggiunge l'importante sito di Ieracompoli, in cui erano presenti alcuni villaggi, una necropoli e forse un tempio.
Nonostante risalga ad un tempo molto antico, si tratta di un'epoca così ricca artisticamente, che gli esperti egittologi l'hanno suddivisa in fasi e sottofasi. Gli oggetti ritrovati mostrano una sostanziale diversità tra le varie aree geografiche in rapporto alle diverse economie ( più agricole quelle settentrionali, più guerriere e artigianali quelle delle regioni del sud) oltre a sviluppi stilistici, tipologie, forme e dimensioni molto diverse tra loro. Basti pensare che il Petrie aveva trovato 700 tipi diversi di ceramiche che vennero raggruppate in nove stili diversi.

 


Coltello di Gebel el-Arak. Rilievo con scena di caccia.
Manico in avorio (canino di ippopotamo). Retro.
3300-3200 ca. a. C. h. cm 25,5.P Parigi, Louvre

 

Le tombe sono differenti per forme e dimensioni. Inizialmente presentano forme ovali, poi vengono costruite sepolture rettangolari, disposte con orientamento nord-sud, a volte rivestite con assi di legno o mattoni crudi. I cadaveri venivano solitamente deposti rannicchiati sul lato sinistro, con la testa a sud e lo sguardo a ovest e avvolti in stuoie, teli o pelli e circondati dagli oggetti del corredo funebre.

Nel corredo funerario di molti sepolcri sono stati trovati:

In questi reperti sono già evidenti alcune caratteristiche tipiche del gusto egizio:

A. Cocchi

 

 

 Sviluppo stilistico dell'arte predinastica

 

Lo sviluppo stilistico del Periodo Predinastico dell'Egitto si suddivide in tre fasi: Naqada I, II, III, prendendo a riferimento i reperti rinvenuti nel sito di Naqada, ordinati cronologicamente.

 

Naqada I

 


Ceramiche a bordo nero. prima metà del IV millennio a. C.
Il Cairo, Museo Egizio.

 

Gli oggetti d'arte più antichi dell'epoca predinastica egizia sono le ceramiche rosse a bordo nero, del IV millennio a. C.
Si tratta di oggetti appartenenti alla fase di Naqada I, sono modellati a mano, poichè il tornio non era stato ancora introdotto, hanno forme semplici e molto aperte, come ciotole, piatti e vasi conici o globulari. Il fondo rosso è il colore naturale dell'argilla cotta (terracotta), la tipica sfumatura scura e lucente che presentano nel bordo è dovuta alla cottura: venivano messi a cuocere direttamente nella cenere e nelle braci, capovolti. A volte presentano semplici decorazioni a incisione.

 


Figurina femminile. avorio, Predinastico, Naqada I.
4.000-3.600 a.C.. Londra, British Museum

 

 

Allo stesso periodo appartengono anche i vasi rossi che presentano incisioni decorative geometriche o rappresentazioni stilizzate con animali, figure umane, scene di caccia, cerimonie sacre, imbarcazioni.

 

Naqada II

 


Giara decorata con gazzelle e barche. Naqada II.
Terracotta dipinta. Parigi, Louvre

 

Al Naqada II appartengono prodotti realizzati con tecniche più avanzate. Compaiono i primi oggetti in rame, vasi in pietra levigata e in ceramica dipinta con forme e dimensioni differenti che risentono anche di influssi di altri popoli

 tavolozze di forme diverse e decorate nei bordi con teste di animali.
Vengono realizzate piccole sculture con figurine umane: le figurine maschili, rappresentate con la barba e genitali esagerati, probabilmente rappresentano capi-tribù; le figurine femminili, simbolo di fecondità che discende dalla preistoria, hanno figura sottile e fianchi molto ampi. A quest'ultimo gruppo appartiene la codiddetta Danzatrice di Brooklin.

 

Naqada III

 


Coltello di Gebel el-Arak. Rilievo con scena di Battaglia. 
Manico in avorio (canino di ippopotamo). Fronte. 
3300-3200 ca. a. C. h. cm 25,5.P Parigi, Louvre

 

Al Naqada III oltre ad oggetti che proseguono la tradizione ormai affermata, appartengono oggetti di lusso riferiti ad una classe sociale dominante, caratterizzati da raffinatezza di stile e fattura. A questo periodo risalgono le pitture con scene figurate di uomini, animali, barche della necropoli di Ieracompoli, uno dei più antichi esempi di pittura egiziana finora conosciuti da cui discende la tradizione delle pitture funerarie.

In questo periodo vengono prodotti anche i raffinati coltelli con manici in avorio, oggetti di carattere rituale, come il celebre  Coltello di Gebel-El-Arak, del museo del Louvre.  Il manico è scolpito a bassissimo rilievo su entrambi i lati con una scena di caccia e una battaglia. La tecnica e lo stile risentono dell'influenza dell'arte sumerica.

Altra categoria di oggetti tipica di questo periodo è rappresentata dalle tavolette o palette per il trucco. Sono piccole lastre di pietra sagomate in forma di scudo, ovali o a cuneo, scolpite a  bassissimo rilievo con scene di carattere sacro, mitologico o celebrativo. La più nota è la Tavoletta di Narmer, riferita a re narmer, conosciuto anche con il nome di Menes, primo faraone delle dinastie egizie, autore dell'unione dei due regni d'Egitto.

A. Cocchi


 

Bibliografia e sitografia.

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice 
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001

In Egitto verso il 5.000 a. C. il clima cominciò a inaridirsi per avvicinarsi sempre più a quello attuale, e le popolazioni, costantemente in lotta per la loro sopravvivenza, cercarono rifugio nella Valle del Nilo, che offriva condizioni di vita più favorevoli.
Nacquero così i primi agglomerati proto-urbani che si stabilirono in due aree precise: a nord (Basso Nilo) e a sud (Alto Nilo).

 

 

Paletta con animali. Naqada III. Parigi, Louvre.


 

 

Approfondimenti:arte predinastica egizia, archeologia, Alessandra Cocchi.

Stile:Arte egizia.

 



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