Arte egizia


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I sarcofagi egiziani

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Il termine “sarcofago” deriva dal greco “sarcophàgos” che significa “mangiatore di carne”.
Viene attribuita la nascita dei primi sarcofagi egiziani alla fine del periodo Neolitico.

La prima forma di sarcofago viene riscoperta a Deyr Tasa; costruito “a paniere” rettangolare composto da bastoni e coperto poi da una stuoia.

I primi esemplari sono composti in argilla o in legno e sostituiscono quelli con forma a “paniere”.
Per quanto riguarda la civiltà egizia, durante le prime due dinastie il corpo del defunto era sepolto rannicchiato, mentre dalla terza dinastia l’asportazione dei visceri ha originato una posizione distesa all’interno del sarcofago e quindi una forma strettamente rettangolare.
Presso gli egiziani fondamentale importanza veniva riscontrata dalla fama in vita del defunto e in base a questo venivano sovrapposti anche più di due sarcofagi per onorarne il proprietario.
Nel caso della famiglia reale il sarcofago era costruito in pietra (ad esempio in basalto, calcare, granito o alabastro…) mentre per le persone appartenenti ad un ceto sociale medio-alto veniva utilizzata argilla o legno di varia tipologia: salice, palma dum, acacia, carrubo, giuggiolo, fico sicomoro, palma di datteri…
Il popolo, invece, veniva ancora sepolto in cesti di legno.

Dalla quarta-quinta dinastia in poi i sarcofagi cominciano ad essere decorati  principalmente con l’uso di iscrizioni geroglifiche riguardanti la vita passata a futura del defunto o tratte dal famoso “Libro dei Morti”.
In questo periodo il nome del faraone, per quanto riguarda i sarcofagi reali, veniva incluso all’interno di altre decorazioni.
Presente in tutti i “coperchi” era la raffigurazione, non totalmente somigliante, del corpo e del viso del defunto, poiché secondo la religione egiziana l’anima solo in questo modo aveva la possibilità di reincarnarsi.

Dal Medio Regno i sarcofagi assunsero una forma antropoide; mentre dal Nuovo Regno quelli destinati ai faraoni assunsero la forma del cartiglio (elemento decorativo scolpito o dipinto racchiuso nell’immagine di un rotolo cartaceo).

Durante la diciannovesima e ventesima dinastia il sarcofago veniva dipinto con colori molto vivaci su uno sfondo chiaro, principalmente giallo e con scene raffiguranti riti sacri funerari e cerimonie religiose.
 
Con l’avanzare delle dinastie venivano costruiti sempre più massicci e resistenti.

Dopo il periodo Tolemaico e l'epoca Tarda a partire dal 30 a. C. i Romani conquistarono l’Egitto, di conseguenza le arti delle due grandi civiltà si intrecciarono originando sarcofagi di stile "misto": con disegni e iscrizioni geroglifiche secondo la tradizione egiziana, ma con il ritratto del defunto secondo lo stile naturalistico romano.

C. Bertozzi, F. Ravaioli, M.Tani (alunni del Liceo Monti, Cesena)


Bibliografia e sitografia

Giorgio Cricco, Francesco Paolo Di Teodoro  Itinerario nell’arte, edit. Zanichelli, Ozzano Emilia (Bologna),  2009

digilander.libero.it/ombradeglidei/sarcofagi.htm

www.anticoegitto.net

www.labottegadelpittore.it/artesegreta/fayoum

 

Approfondimenti:C. Bertozzi, F. Ravaioli, M.Tani, sarcofago, tomba, morte, archeologia, egittologia, Liceo Monti.

Stile:Arte egizia.

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Sarcofago egiziano decorato.Seconda sala del Museo Egizio di Torino.


Mummia della regina Hatshepsut Da Luxor, Valle dei Re XVIII din., 1470 a.C.


Sarcofagi. Schema grafico


Sarcofago della regina Nefertari.


Ritratto di giovane donna. ca. 160-170 d.C. Encausto su legno di cedro con foglia d'oro. 44,3X 20,4cm. Dalla necropoli di er-Rubayat(Fayum nord-orientale. Londra, British Museum.



 

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