Arte egizia


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Sarcofago di Takhaaenbastet

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Nel campo della scultura lignea della scultura egizia, particolare rilievo assumono i sarcofagi. Spesso, a seconda dell’importanza del defunto, si impiegavano fino a tre sarcofagi inseriti uno dentro l’altro, per poter proteggere il corpo del defunto in essi contenuto.
Tra i tanti sarcofagi una delle maggiori scoperte fu il ritrovamento del coperchio di Takhaaenbastet.

Takhaaenbastet, era la figlia di Pefau, un alto sacerdote che le iscrizione definiscono “purificatore di Amon” e perciò uno dei piu’ importanti sacerdoti.
Proviene dagli scavi che nel 1903 Ernesto Schiaparelli effettuò nella Valle delle Regine, presso l’antica Tebe, fra le gole rocciose sulla riva del Nilo.

All’incirca attribuibile alla  XXIV-XXV dinastia, dunque un periodo già molto tardo (VIII-VII sec. a.C.) il coperchio del suo sarcofago presenta le stesse caratteristiche magico-simboliche di molti reperti di epoche precedenti  a riprova di come nell’antico Egitto le regole dell’arte fossero rimaste sostanzialmente immutate per secoli poiché la situazione politica era statica, infatti il faraone aveva il potere assoluto su ogni cosa, e l’arte era strettamente legata alla religione perciò rigida e immutabile.

Nonostante il legno del sarcofago sia stato annerito da un antico incendio forse provocato dai primi saccheggiatori della tomba, il volto pare modellato con molta finezza e nelle decorazioni si alternano motivi geometrici, iscrizioni rituali e rappresentazioni di carattere religioso.

Nella parte interna del coperchio,infine,sono leggibili alcune importanti preghiere funebri nelle quali si invoca per la defunta a benevolenza degli dei.
Tra l’altro si legge,secondo l’interpretazione dello Schiaparelli:

la tua anima sia in cielo,il tuo corpo nel mondo sotterraneo;siano pani al tuo corpo,acqua alla tua gola,il soffio di vita alle tue narici; possa tu essere privilegiata presso Osiride; possa tu unirti a quelli che sono nei loro tabernacoli”.

Sul sarcofago sono dipinti varie scene della vita quotidiana della defunta, i colori sono vivaci, dal rosso al blu, e inoltre è decorato con figure che rappresentano vari dei, le operazioni di mummificazione e disegni geometrici.

L. Di Nicola, S. Guidi, P.P. Turci (alunni del Liceo Monti, Cesena)


BIBLIOGRAFIA

Giorgio Cricco, Francesco Paolo Di Teodoro. Itinerario nell’arte, vol. I Zanichelli, Bologna 2006
Anne Millard. I Segreti dell’Egitto edizioni Vallardi  2002

 

Approfondimenti:L. Di Nicola, S. Guidi, P.P. Turci, sarcofago, Takhaaenbastet, morte, tomba, archeologia, egittologia, Liceo Monti.

Stile:Arte egizia.

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Coperchio di Takhaaenbastet. VIII-VII sec. a. C: Torino, Museo Egizio.



 

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