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Sfinge di Giza

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Le sfingi egizie
La sfinge di El Giza
Caratteristiche strutturali della Sfinge di El-Giza
La scoperta della Sfinge di El-Giza
 Interpretazioni sulla Sfinge di El-Giza
 La sfinge e le stelle

 Mappe concettuali

Bibliografia

 

Le sfingi sono sculture che rappresentano il faraone o una divinità protettrice; derivano dall'espressione egiziana "ankh", che rappresenta un'immagine vivente.

 


Sfinge di El-Giza. Veduta laterale

 

 

Le sfingi egiziane generalmente hanno un corpo leonino e una testa che può avere sia sembianze umane, sia quelle di un animale che simboleggia una divinità.
La grande Sfinge di Giza è uno di quei monumenti diventati simbolo della Civiltà Egizia
Rivolge lo sguardo verso il sole nascente all'orizzonte, la sfinge ha affascinato tutti i visitatori e gli appasssionati di archeologia.
Venne scolpita in se la triplice forma della divinità solare durante il suo percorso divino. 
Con il passare dei secoli la sabbia del deserto ricoprì lentamente la Sfinge fino a seppellirla completamente.

C. Saglietti, S. Medri, A. Quarta

 


 

La Sfinge di El-Giza                                                                                         

 

La pianta del complesso funerario di El Giza mostra la posizione della colossale Sfinge che si trova a circa cinquecento metri dalle piramidi di Cheope e Chefren, destinata a fungere da custode della necropoli. Opera databile fra il 2625 e il 2510a.C.ca., è senza dubbio la più grande e la più celebre delle sculture dell'antichità che ci sia pervenuta.
In origine, secondo diversi studi, la Sfinge era posta di fronte a un tempio dedicato al dio solare Harmakhis (Horo all'orizzonte).
La monumentale opera e il tempio di Harmakhis erano architettonicamente separati, ma formavano un complesso simbolico unitario, esaltando la manifestazione divina del faraone e la sua origine solare.
La Sfinge è il risultato di un singolare abbinamento di forme umane e animali: un leone accovacciato, con le zampe anteriori distese, e la testa di un faraone. Il corpo leonino e la testa umana (con il volto incorniciato dal nèmes - il copricapo del sovrano costituito da un tessuto a righe) con le fattezze di Chefren (altri attenti studi iconografici lo hanno invece attribuito a Cheope), simboleggiano l'unione della forza belluina e dell'intelligenza umana del dio solare Harmakhis, protettore della necropoli.
Alcune tracce di colore sul volto hanno portato gli studiosi a credere che in origine fosse interamente dipinta.
Scolpita direttamente in una collinetta calcarea, la Sfinge ha un'altezza di circa 20 m per 57 m di lunghezza. Per molti secoli questa scultura è rimasta sepolta nella sabbia, oggi rimangono visibili solo la testa e parte del corpo. Nonostante il degrado causato dall'inquinamento della zona del Cairo e da alcune cannonate responsabili della perdita del naso, la Sfinge ha mantenuto intatta la sua severa maestà, diventando il simbolo di una imperturbabilità proverbiale.
Statue di sfingi poste alle estremità dei viali di accesso ai templi o, come in questo caso, davanti al tempio stesso, indicavano la via dal profano al sacro e allo stesso tempo la posizione del sovrano tra uomo e divinità.

Il valore simbolico della sfinge cambia nel tempo, infatti mentre gli Egiziani la videro conme simbolo di forza e di saggezza, nella mitologia greca si identifica con una creatura femminile che divorava i passanti incapaci di risolvere i suoi indovinelli.

I restauri della celebre scultura iniziarono già all'epoca di Thutmose IV, che, come narra la stele visibile tra le zampe del felino, sognò di dover spazzar via la sabbia che si era accumulata sulla figura.
Il monumento è stato più volte sottoposto a opere di recupero per scongiurare l'inesorabile degrado per l'azione erosiva del vento: oggi grazie alle moderne tecnologie si è riusciti a ricostruire al computer tutti i punti di superficie mancanti, ricostruendo virtualmente la vera "pelle" del volto del faraone.

 A. Cocchi


 

Caratteristiche strutturali della Sfinge di El-Giza

 

 

 


Egitto, complesso di El-Giza, veduta frontale della Sfinge, sullo sfondo la piramide di Chefren.

 

 

Nel volto della Sfinge di El Giza si può notare una mascella leggermente spostata in avanti lontana dal modo di rappresentare egizio. La fronte inoltre è bassa e assomiglia a quella di una bestia. Due particolari come il copricapo e il parasole fanno pensare alla criniera di un leone che in seguito è stata modificata dalla mano dell'uomo.

 


Egitto, complesso di El-Giza, veduta frontale del volto della Sfinge, sullo sfondo la piramide di Chefren.

 

 


Scienziati ed archeologi hanno trovato un incongruenza poichè gli egiziani non avrebbero avuto nessun motivo di rappresentare in tal modo la costellazione del leone.


La struttura interna

 


Egitto, complesso di El-Giza, veduta della Sfinge.

 

Il giorno 30 Gennaio 1929, il docente ed esperto in egittologia dell'Università di Harvard, il professore Reisner, dichiara di aver finalmente scoperto la tomba di Menesse o Menes (considerato il primo faraone della storia del popolo egizio). Il ritrovamento presso il Tempio del Sole, è chiuso e protetto dal peso della colossale Sfinge di Giza. 
Ma fino ad allora da tutti i ricercatori era stata negata l'esistenza di "camere segrete" all'interno del corpo del leone. il Professor George Anrew Reisner (Indianapolis, USA, 1867-Giza, Egitto, 1942) era uno dei più geniali egittologi ortodossi, ha contribuito alla fondazione della moderna ricerca archeologica.  Allora come mai era riuscito a rendere noto il suo ritrovamento noto già 70 anni fa? E poi non si è più parlato di una scoperta così eccezionale? 
Per cercare delle risposte a questi quesiti è stata avviata una ricerca più approfondita sul lavoro del professor Reisner  che è ancora in corso. 

C.Saglietti, S.Medri, A.Quarta.

 

 


 

La scoperta della Sfinge di El-Giza

 


Sfinge di El-Giza. Suollo sfondo la Piramide di Chefren

 

La Sfinge di Giza è una grande statua monolitica che risale a 4500 anni fa.
Rappresenta una bestia mitologica con il corpo leonino e la testa umana. Essa si trova nella valle della piramide di Cheope. La statua è lunga 73 metri, larga 6 metri e raggiunge un'altezza di 20 metri.

Il volto raffigurato è stato attribuito a Chefren, sovrano della IV dinastia (2630 a.C. - 2510 a.C.)

Dopo che la necropoli fu abbandonata, la Sfinge fu ricoperta di sabbia fino alle spalle.
Il primo tentativo di disseppellirla fu fatto verso il 1400 a.C. da Thutmose IV, al quale sarebbe apparso in sogno il dio-sole Ra-Harakthi, che gli avrebbe promesso il regno, se avesse liberato la statua dalla sabbia.

Bisogna aspettare però il 1817 quando Giovanni Battista Caviglia intraprese i lavori di scavo per liberarla dalla sabbia. Augusto Mariette nel 1853 riprese i lavori in seguito a un'interruzione e Gaston Maspero li terminò nel 1886. La Sfinge fu resa visibile al pubblico nel 1925.

La scomparsa del naso, secondo Frederick Lewis Norden, sarebbe da attribuire al XIV secolo.

 

 R. Castellani, A. Bianchi, G. Vigilante, A. Fattori 

  


 

 

Interpretazioni sulla Sfinge di El-Giza

 


Sfinge di El-Giza.Veduta laterale. Part. della testa.

 

Nel 1993 il detective statunitense Frank Domingo, ha condotto una successione di studi sul profilo del viso della Sfinge di El Giza.
Il detective ha comparato il volto della Sfinge con quello dell'unico monumento esistente di Chefren custodito nel museo del Cairo. 
Ha concluso che la Sfinge non è sicuramente stata concepita per raffigurare Chefren e dal suo punto di vista i due volti rappresentano uomini di popoli diversi.
Queste conclusioni hanno dato corpo all'ipotesi che la Sfinge sia in realtà molto più antica di quanto si creda, e risalga addirittura ad una civiltà pre-egiziana vissuta circa 12000-10000 anni fa.
Gli elementi che confermerebbero questa ipotesi sono:
- l'orientamento della statua rispetto alle piramidi;
- la presenza di erosione dovuta all'acqua, possibile solo ipotizzando l'esposizione a piogge prolungate nel tempo, che accadevano in quella zona, oggi desertica, proprio in quel periodo quando essa era ancora fertile. 
- Alcune cavità si sono riempite d'acqua e in una di esse è stato trovato un sarcofago che potrebbe essere di Cheope o di Osiride;
- La mancanza di rapporto fra la testa e il corpo che stride con la tradizione artistica egiziana e 
fa pensare che essa sia stata aggiunta successivamente da Chefren o da un altro faraone, rimuovendo la testa originaria.
Quest'ultima doveva rappresentare un leone. A sostenere l'ipotesi della testa sostituita ci sarebbe 
anche il fatto che questa si è conservata in condizioni migliori rispetto al corpo, che pure è stata 
per molto tempo sepolto dalla sabbia e avrebbe dovuto conservarsi meglio, a riparo dagli sgretolamenti del vento.

 


Testa della Sfinge di El-Giza e Piramide di Cheope


La Sfinge inoltre guarda il sole che sorge.
Gli Egizi avevano un'astronomia più sviluppata della nostra e secondo gli studiosi             
i popoli vissuti prima degli Egizi hanno tramandato la loro conoscenza ad essi.
 Si suppone che la civiltà precedente gli Egizi sia la civiltà di Atlantide, della quale non abbiamo resti, 
ma si ipotizza che la loro scienza sia stata tramandata, anche se attribuiscono queste scoperte al volere divino del popolo egiziano.

R. Matuozzo, E. Fresolone. S. Di Leo 
 


 

La Sfinge e le stelle

 

 


Schema della disposizioni delle piramidi e della Sfinge di El-Giza

 

 

Situata nella piana di Giza, la Sfinge è vicina alle tre piramidi di CheopeChefren e Micerino.
La Sfinge è costruita all'interno di una depressione, circondata da una sorta di vasca calcarea
e raffigura il corpo di un leone e la testa di un faraone, con lo sguardo rivolto a est.
Si pensa che il volto della Sfinge rappresenti Chefren; infatti il faraone avrebbe dedicato il monumento a se stesso, allo stesso tempo la piramide.
Si ipotizza anche che la Sfinge in principio avesse la testa di leone e che fosse stato Chefren 
a volerla trasformare nel proprio ritratto. Si attribuisce anche uno stretto legame tra il faraone e il leone; infatti sul lato della Sfinge è stata trovata una statua che raffigura il faraone sotto forma di leone, come segno di potere.
Lo sguardo rivolto verso est, ovvero dove nasce il sole, rappresenta la divinità, fonte di vita. Dall'altro lato della statua si trova la piramide dell'omonimo Chefren.

 


La costellazione di Orione

 

La Sfinge è notevolmente piccola confronto alle piramidi e nell'intero complesso è l'unica a non rappresentare un concetto divino.
Come le piramidi sembrano tracciare le proiezioni delle stelle al suolo (della Costellazione di Orione), 
così anche la Sfinge potrebbe avere un legame con gli altri. Tale intuizione ci viene da un graffito 
raffigurante il dio Orus e la madre Iside; infatti vi troviamo le tre stelle della cintura di Orione 
e di lato una quarta che coincide perfettamente alla posizione della Sfinge rispetto alle tre piramidi. 
La stella centrale della cintura, che corrisponde alla piramide di Chefren, potrebbe rappresentare un 
luogo dove esiste un pianeta simile alla Terra: un possibile gemello.

C. Biguzzi, M. Brighi 

 


 

 Mappe concettuali

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Bibliografia 

 

 

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
Alberto Siliotti. Egitto. Collana: Le grandi civiltà del passato. Edizioni White Star.
M. Tosi, Dizionario enciclopedico,  collana Seshat, Anonke Tonio editore, 2004
Claudio Barocas. Egitto. Presentazione di Oscar Niemeyer Arnoldo Mondadori editore. prima edizione: settembre del 1970

 

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, sfinge, Egizi, Civiltą, archeologia, scultura, divino, simbolo.

Stile:Arte egizia.

Per saperne di più sulla città di: El-Giza

 



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La sfinge di Giza


La sfinge di Giza e la piramide di Chefren



 

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