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La Valle delle Regine

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Di fronte a Luxor, l'antica Tebe, sulla riva occidentale del Nilo, si estende una vasta area archeologica ricca di antiche testimonianze che vanno dal Nuovo Regno fino all'età cristiana. E' la regione che comprende la Valle delle Regine, che negli antichi testi è indicata come Ta set neferu, non lontana dalla Valle dei Re.
 
La Valle delle Regine, come la vicina Valle dei Re è stata scelta dagli antichi faraonoi egizi come luogo di sepoltura per la presenza del Monte el-Qurn e della Grotta-Cascata, ai quali erano attribuiti importanti valori sacri.
Il Monte el-Qurn, chiamato dagli egizi "la Cima" o "La Grande Cima", oggi nota anche come Cima Tebana, rappresenta la sede della dea Mert-seger, indicata negli antichi testi come "Colei che ama il silenzio" e rappresentata come una donna con testa di serpente cobra.
Al confine della Valle delle Regine, la Grotta-Cascata è l'altro punto sacro, segnato dai numerosi graffiti in ocra rossa e nero, dedicati al culto della dea Hator, la "Vacca sacra", e risalenti al Nuovo Regno. Nella religione egizia la dea Hator presiede alla rinascita solare dei morti e la cascata probabilmente era considerata come un segno divino. Era vista come una sorgente soprannaturale, che si generava solo in occasione delle piogge, faceva nascere il fiume che attraversava la valle e a volte allagava la zona. Questo fenomeno naturale era considerato un segno celeste, immagine simbolica del ventre della "Vacca Divina". Secondo l'antica religione le necropoli erano quindi sorvegliate e protette dalle due divinità.

La Valle delle Regine si allarga in direzione est-ovest, in un'area rocciosa di circa 450 chilometri e comprende uno straordinario complesso archeologico. Le prime scoperte risalgono all'inizio del '900, quando vennero effettuati i primi scavi della Missione Archeologica Italiana, guidata da Ernesto Schiaparelli e Francesco Ballerini. Dopo la clamorosa scoperta della tomba di Nefertari, le indagini archeologiche si sono susseguite nel tempo con un secondo scavo sistematico negli anni '70, condotto dal gruppo franco-egiziano di archeologi del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica e dell'Organizzazione delle Antichità Egizie, che ha ridefinito la storia della necropoli e recuperato migliaia di dati archeologici.
In questa zona è stata via via riportata alla luce una necropoli immensa, in cui sono state ritrovate innumerevoli tombe sia reali che private, con oltre un centinaio di ipogei e tombe di differenti tipologie, e che vanno da quelle risalenti alla XVIII dinastia fino alle tombe dipinte della XX dinastia.
Le tombe più antiche della ta set neferu risalgono alla XVIII dinastia, agli inizi del Nuovo Regno e furono destinate quasi esclusivamente ai "figli di re", principi e principesse reali, solo raramente si trovano sepolture di alti dignitari di corte, molto vicini al faraone.
Gran parte di queste sepolture sono pozzi funerari privi di ornamenti con una o più camere sepolcrali, a seconda del numero degli infanti appartenenti alla stessa famiglia. Facevano parte del corredo funerario i canopi, vasellame, statuette sacre dette "ushabti", mobili in legno, abiti, ornamenti personali, alimenti e giochi, come ad esempio la sernet, una specie della nostra dama.

Presso le necropoli nella Valle delle Regine si trovano anche alcuni villaggi operai, abitati dalle maestranze impegnate nella costruzione e decorazione delle tombe. Tra questi ilpiù noto è il villaggio di Deir el-Medina, una rara testimonianza di urbanistica e di architettura civile del Nuovo Regno, in cui sono ancora visibili le mura di cinta, le strade, le abitazioni e persino il posto di guardia dell'antica polizia del faraone.

Ad alcuni resti romani  si aggiungono i reperti di età cristiana, in particolare i resti dell'antico monastero di Deir Rumi e le numerose celle dei monaci eremiti, scavate nella roccia.
Numerosissimigli oggetti, le opere d'arte e le mummie reperiti dagli scavi, alcuni dei quali particolarmente preziosi, oggi conservati nei più prestigiosi musei del mondo.
Per la ricchezza e l'eccezionale qualità artistica, la Valle delle Regine rappresenta uno dei siti archeologici più famosi del mondo, oggetto ancora oggi di ricerche e studi.

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
www.francescomorante.it
www. Grandeportale-artecultura.it

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Valle delle Regine, archeologia, egittologia.

Stile:Arte egizia.

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Veduta aerea della Valle delle Regine. Luxor, Egitto


Il Monte el-Qurn, la "Grande Cima" o "Cima Tebana".


Veduta di alcune tombe nella necropoli di Ta set neferu.



 

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