Aspertini Amico


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Amico Aspertini nasce a Bologna nel 1474 in una famiglia di artisti.
Il padre, Giovanni Antonio, aveva una bottega di pittura a Bologna, presso la quale, con molta probabilità si sono formati i figli Amico e Guido, anche lui pittore. In questa prima fase va collocato il primo spostamento a Roma che Amico compie insieme al padre, nel 1496. A Roma viene in contatto con Filippino Lippi e Pinturicchio e scopre la sua passione per il mondo antico, iniziando a raccogliere appunti e disegni su taccuini, chiamati "vacchette", molti dei quali tutt'ora conservati, che documentano la ricchezza dei suoi interessi culturali e la fantasia delle sue realizzazioni.
Amico Aspertini studiò anche a Firenze la pittura di Filippino Lippi, molto vicina al suo gusto. Dal Lippi apprende molto, ma mantiene sempre una sua visione personale e autonoma. Tra il 1500 e il 1503 la presenza di Amico Aspertini è documentata nuovamente a Roma, dove lavora per il papa Alessandro VI. L'opera più importante di questa fase è il Presepe di Berlino.
Tornato a Bologna prosegue la sua formazione dapprima presso Francesco Francia poi presso la bottega di Lorenzo Costa. Questi ultimi sono i protagonisti che aprono la pittura bolognese del XVI secolo, seguendo una linea decisamente classicheggiante. Aspertini inizialemente sembra accostarsi ai modi del Costa e del Francia, ma la sua particolare vivacità, fantasiosa e bizzarra, si manifesta molto presto, minando la visione equilibrata del classicismo dei maestri. Conclusa la sua formazione, Amico Albertini sviluppa uno stile personalissimo, superando tradizioni e mode, con venature ora satiriche - nel suo modo di sfidare le regole rinascimentali - ora tenere - nella sua sensibilità di descrivere affetti e sentimenti - ora tragiche - spezzando l'ideale compostezza classica.
Realizza opere sempre vivaci, forti nell'impatto visivo, piene di vitalità, con un gusto "divertito" ed espressivo.
Amico Aspertini si inserisce con successo nell'ambiente bolognese, entra in stretti rapporti con la famiglia Bentivoglio e ottiene incarichi importanti. Sono gli anni in cui realizza  alcuni splendidi ritratti, i pregevoli affreschi della piccola Chiesa bolognese di Santa Cecilia, e la Pala del Tirocinio, oggi alla Pinacoteca di Bologna.
Nel 1506, in seguito all'esilio della famiglia Bentivoglio da Bologna, Aspertini soggiorna a Lucca. Esegue gli affreschi di San Frediano, del 1508, e quelli nella cappella voluta da Pasquale Cenami, nella chiesa di Sant'Agostino.
Nel secondo decennio del Cinquecento, Amico Aspertini diventa uno dei maggiori esponenti dell'arte bolognese. La città è ora sotto il dominio della Chiesa e la sua opera è molto richiesta anche dal governo ecclesiastico. Aspertini dipinge la Pala di San Martino, del 1510-12 e gli affreschi (ora perduti) di San Michele in Bosco, risalenti al 1514. Nel 1510 viene chiamato, insieme ad altri maestri, per realizzare le decorazioni scultoree per San Petronio, che lo occuperanno per oltre dieci anni. Il prezioso dipinto della Pietà di San Petronio risale al 1519. Nel 1529 viene incaricato di progettare gli apparati celebrativi per l'ingresso di Carlo V e Clemente VII. Negli anni Trenta realizza una serie di affreschi di carattere mitologico nella Rocca di Minerbio.
Negli ultimi anni della sua vita non ci sono più opere documnetate, probabilmente una grave malattia gli ha impedito di lavorare. Amico Aspertini muore a Bologna nel 1552.

A. Cocchi


Biliografia e sitografia

W. Bergamini Scultura emiliana: vitalità primitiva e incontro di esperienze, in: AA.VV. Arte in Emilia Romagna. Electa editrice, Milano 1985
C.C. Malvasia. Le pitture di Bologna. Edizioni Alfa, Bologna, 1969
A. Ottani Cavina, Lezioni di Storia delle Arti, Università di Bologna, 1984
G. Silvestri Amico Aspertini, pittore di traverso. Anticlassico nella Bologna del '500. in: www.Repubblica.it
C. Tarozzi Amico Aspertini, un eccentrico classicista bolognese, in: www.faronotizie.it
C. Volpe. La pittura nell'Emilia e nella Romagna. Raccolta di scritti del Cinque, Sei e Settecento. Artioli editore, Modena 1994
C. Volpe Vicende pittoriche dal Gotico al Manierismo, in: AA.VV. Arte in Emilia Romagna. Electa editrice, Milano 1985
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:Amico Aspertini, pittura, scultura, decorazione, Alessandra Cocchi, .

Stile:Cinquecento.

Per saperne di più sulla città di: Bologna

 



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A. Aspertini. Affreschi della Sala di Marte. 1538-42. Part. del soffitto. Rocca Isolani, Minerbio


Amico Aspertini. Seppellimento dei santi Valeriano e Tiburzio. 1505-06 Bologna, oratorio di Santa Cecilia


Amico Aspertini. Martirio dei santi Valeriano e Tiburzio. 1505-06 Bologna, oratorio di Santa Cecilia

disegni da colorare

 

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