Benedetto Antelami


Lo stile di Benedetto Antelami Pulpito del Duomo di Parma Deposizione Madonna di Fontevivo


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Lo stile di Benedetto Antelami

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Nell'opera di Benedetto Antelami motivi e forme della scultura romanica lombardo-emiliana, della tradizione veneto-bizantina, ma anche delle innovative soluzioni del gotico francese e un raffinato recupero di elementi classici, si fondono in un linguaggio plastico del tutto nuovo e originale. L'arte di Antelami tende alla piena conquista della forma, dello spazio e del movimento, insieme ad una intensa espressività delle figure.
Attraverso le opere giunte fino a noi, Antelami si rivela come un maestro di cultura piuttosto ampia, che oltre alle conoscenze letterarie, evidenti soprattutto nei temi, rivela anche una forte padronanza della matematica e della geometria, riscontrabile nei ritmi e negli eleganti calcoli proporzionali delle sue composizioni.
Nella scultura Benedetto Antelami rivela la conoscenza diretta dell'antichità classica, specialmente di età augustea. Al tempo stesso mantiene una personale capacità di sintesi e di sublimazione dalla realtà, che rappresenta un segno stilistico originalissimo, che lascia nelle sue opere uno stile inconfondibile, che si distingue da quello degli altri maestri attivi nel nord-Italia.
Inoltre, sembra probabile che il maestro Benedetto abbia studiato alla "Scuola di Chartres" dominata da una filosofia di corrente platonica e da un profondo recupero dell'antico.
La ricerca espressiva di Benedetto avvia un processo culturale che caratterizzerà l'Italia settentrionale. Nell'arte si sviluppa un'elaborazione dell'immagine in cui confluiscono recuperi della tradizione, studi sui testi antichi, contenuti ripresi dalla scienza e  riflessioni tratte dalla filosofia contemporanee. In tale contesto si configurano i rapporti con l'Ile de France.
Il neoplatonismo che impronta la "Scuola di Chartes", insieme al recupero dei testi classici latini, corrisponde perfettamente alla cultura di Benedetto e alla sua enciclopedia. L'iconografia del Battistero di Parma trova molte corrispondenze rispetto al Portale Occidentale della Cattedrale di Chartres, molte scene mostrano una derivazione diretta. Tali somiglianze testimoniano anche come il maestro italiano, secondo la pratica medievale degli artisti di allora, dev'essersi servito di album, taccuini da disegno, o altre forme di annotazione.

La vicinanza culturale con la Francia è dovuta anche a motivi ideologici. Nella seconda metà del XII secolo la Chiesa è impegnata nella lotta contro l'eresia catara, particolarmente diffusa nel Nord-Italia, e nella sua propaganda religiosa utilizza soprattutto la forza persuasiva e di suggestione delle immagini.
Benedetto e i suoi allievi, i maestri campionesi e tutti gli altri artisti che operaqno in Italia settentrionale sono coinvolti in questo processo. Ciò spiega l'introduzione improvvisa di iconografie inedite come la Crocifissione, L'ultima cena, e la Majestas Domini, in cui viene ribadita l'importanza di Gesù Cristo contro la negazione del Cristo-Dio dei Catari.   Anche l'iconografia dei Mesi svolge una funzione anti-eresia. Tutti questi temi sono presenti nelle opere di Benedetto.

A. Cocchi


Bibliografia

G.C. Argan. Storia dell'arte italiana. Vol. 1. Sansoni Editore, Milano 1982
F. Negri Arnoldi. Storia dell'Arte. Vol. 1. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1986
A. C. Quintavalle. Tra Parma e Chartres. in: Art e Dossier n. 49, settembre 1990 Giunti, Firenze.
C. Mutti, M. Ravenna. La pietra racconta i misteri dell'uomo. in: Bell'Italia-speciale Parma, suppl. al n. 14, settembre 1989, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano
M. C. Alfieri, R. Cattani, M. Fornari, a cura di: L. Fornari Scianchi. Parma, storia, arte e monumenti. Edizioni Italcards, Bologna.

 

Approfondimenti:Benedetto Antelami, scultura, pietra, Alessandra Cocchi, .

Stile:Gotico.

 



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Benedetto Antelami. Cattedra episcopale. Marmo. Parma, Duomo


Benedetto Antelami. Mese di Settembre. Marmo. Parma, Battistero



 

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