Arte bizantina a Ravenna


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Basilica di San Vitale. Architettura e mosaici

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 I mosaici di San Vitale

Teofania

Corteo di Giustiniano

Corteo di Teodora

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I migliori gadget dei mosaici di San Vitale

Bibliografia

 

 

 

 

La Basilica di San Vitale a Ravenna risale al VI sec., iniziata sotto il regno dei Goti, e proseguì sotto quello del Bizantini che avevano conquistato Ravenna nel 540 e fu terminata durante l'impero di Giustiniano.   Venne fondata dal Vescovo Ecclesio, tra 525 e 532, appena arrivato da Costantinopoli dove si era recato per una missione.
La chiesa sorge nel luogo in cui secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, è stato ucciso San Vitale, ed è dedicata a lui. I lavori sono stati finanziati da Giuliano l'argentario (banchiere greco arricchitosi nella guerra greco-gotica) si pensa che fosse un agente di Giustiniano, incaricato di promuovere grandi imprese costruttive per affermare il dominio bizantino anche culturale in Italia.
E' stata consacrata dal Vescovo Massimiano nel 547-48.
Nelle sue forme, San Vitale si richiama soprattutto ai grandi edifici paleocristiani, come il San Lorenzo di Milano, ma mostra anche spunti di ispirazione rispetto alla Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Nonostante la ripresa dai modelli, è comunque un monumento originale, unico nel suo genere.


Esterno


Basilica di San Vitale. Esterno. VI sec. Ravenna

 

Ha una forma complessa: è formato da un corpo ottagonale più largo e più basso che racchiude una torre ottagonale (tiburio) più alta.
Il corpo più esterno è su due ordini, presenta finestre e lesene molto sporgenti. Poi si aggiungono due torri scalarie, il nartece sulla facciata, e l'abside con due corpi cilindrici (diaconicon e protesis) sul retro. Da notare i pilastri angolari che salgono fino al tetto e i timpani in cima.
La muratura è con mattoni a vista, realizzata con i mattoni sottili tipici dell'epoca di Giustiniano, con uno strato di calce di spessore uguale.
Il campanile, aggiunto sopra una delle due torri scalarie, risale al X secolo ca., ma è stato ricostruito dopo il terremoto del 1688. I contrafforti che contrastano le spinte delle volte interne risalgono al IX secolo ca.

 


Pianta e funzioni dei percorsi

 


Pianta della Basilica di san Vitale a Ravenna



La pianta ottagonale, originariamente era preceduta da un quadriportico, oggi perduto. Di esso rimane l'ardica a tenaglia, insolitamente disposta non in asse con l'ottagono, ma tangente a uno spigolo della pianta centrale.
Sia la forma sia la disposizione del nartece di San Vitale rappresenta una soluzione funzionale e simbolica insieme. Funge  da accesso monumentale alla chiesa, da filtro tra esterno (mondo terreno) e interno (mondo divino), ma denota anche una chiara funzione psicologica sul visitatore che entra.
Gli ingressi infatti, sono diversi e accompagnano differenti percorsi. I primi due percorsi sono quelli corrispondenti agli intercolumni più estremi e presso le due absidiole: due porte laterali non portano direttamente nella chiesa, ma conducono nelle torri scalarie, gli accessi che anticamente erano riservati alle donne per salire ai matronei.
Nella parte più centrale del portico si aprono altri due ingressi: entrando in quello di destra ci si trova nel deambulatorio. Qui si ha la percezione di uno spazio circolare e si è portati a girare nella galleria anulare.
Entrando nell'ingresso di sinistra ci si trova in asse rispetto al corpo della chiesa e direttamente davanti al presbiterio. Qui si ha la percezione di uno spazio longitudinale.
Avanzando verso il centro della chiesa si avverte infine la disposizione radiale e centralizzata dello spazio.
Tutto concorre a creare un'impressione di spaesamento e disorientamento nel fedele che entra. Non si riesce ad afferrare subito la forma e le direzioni di questo monumento.


Interno

L'ampio interno è caratterizzato da dai ritmi articolati delle masse e dei numerosi archi che rendono meno chiara la forma geometrica e fanno apparire indeterminato lo spazio.

 


Cupola. Basilica di San Vitale. Ravenna

 


Il grande ambiente centrale  è coperto da cupola emisferica sorretta da otto grandi arcate su giganteschi pilastri a ventaglio. Un'arcata si apre verso il presbiterio.  Le altre sette formano grandi esedre, divise in due ordini di archetti su colonne.
All’ordine superiore corrisponde il matroneo, all’ordine inferiore l’ambulacro ottagonale, che gira tutto intorno e si interrompe in corrispondenza al presbiterio.

 


Basilica di San Vitale a Ravenna. Veduta verso il presbiterio


Queste forme danno un’impressione molto particolare: le architetture e la loro disposizione creano un effetto di espansione dal centro verso l’esterno. E’ come se le esedre si gonfiassero per via di un’energia misteriosa, lo spazio centrale vuoto tende a dilatarsi. Si avverte anche un ripetersi di onde concentriche e di ritmi, per via di tutti questi archi. Queste esedre non hanno una funzione strutturale, ma una funzione estetica e simbolica, appartengono a una concezione metafisica dello spazio. Rinviano al concetto di Dio come potenza infinita, che si espande ovunque, in tutte le direzioni.

 


Basilica di san Vitale a Ravenna. Le esedre e i matronei.


In origine la decorazione era molto più ricca: il pavimento era in mosaico, ma di esso rimangono pochi frammenti. I capitelli delle colonne, finemente scolpiti a rilievo e a traforo, presentano il pulvino.

 


Capitello con pulvino. Basilica di san Vitale, Ravenna.

 


Tutto l'interno presenta una ricchissima decorazione di marmi pregiati e mosaici.

A. Cocchi

 

 

 

I mosaici di San Vitale sono di epoche diverse ma complessivamente appartengono al VI sec. I più antichi, del tempo di Ecclesio, sono quelli del catino absidale con la Teofania.
Nelle pareti ai laterali dell'abside si trovano i due mosaici con il Corteo di Giustiniano e il Corteo di Teodora. In tutti gli spazi disponibili (lunette, estradossi degli archi, pareti,ecc.) sono ospitati mosaici con scene tratte dalle Sacre scritture.

 

Teofania

 


Teofania. Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 

 

Teofania= manifestazione di Dio. E' un'immagine simbolica, astratta, piena di significati religiosi
Al centro Cristo del tipo giovanile, senza barba, tra due angeli. E' seduto su una sfera azzurra, simbolo dell'universo.
A sinistra San Vitale che riceve da Cristo la corona del martirio con le mani coperte dal mantello.
Da notare i costumi dei personaggi, che sono molto eleganti. San Vitale ha la veste militare, ma non è la tenuta ordinaria, è in alta uniforme (veste bianca, ricami in oro, spalline con i gradi, mantello ricamato).
A destra, il Vescovo Ecclesio che consegna il modellino della chiesa da lui fondata.
Sullo sfondo elementi di paesaggio stilizzati: un prato con fiori, rose e gigli che hanno una simbologia religiosa particolare (rosa selvatica=sangue di Cristo, giglio=verità e fede).
Le quattro fonti ai piedi di Cristo sono i simboli dei quattro Vangeli.
E' un'immagine metaforica e concettuale, presenta una situazione tutta immaginaria, non allude alla realtà. L'astrazione dello stile quindi è perfettamente adeguato a questo concetto.

 

Corteo di Giustiniano

 


Corteo di Teodora.Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 

 

Il corteo dell'imperatore si presenta con tanti personaggi schierati. Però i personaggi al centro sono molto diversi rispetto ai soldati. I soldati sono tutti uguali, si somigliano. Gli altri invece hanno dei tratti e fisionomie molto caratterizzati. Infatti sono dei ritratti. Questi personaggi sono stati ritratti da alcuni artisti di Costantinopoli, i disegni sono stati riportati su cartoni, e poi i cartoni sono stati inviati a Ravenna direttamente da Costantinopoli. 
L'imperatore spicca di più perché è al centro, ha un abbigliamento ricco e appariscente, è davanti a tutti, non è coperto da nessun altro, e ha l'aureola (editto di Costantino). Ha una patera d'oro in mano da portare in offerta per la messa.
Poi si riconosce il vescovo Massimiano, indicato dalla scritta. Tra lui e l'imperatore, in secondo piano c'è Giuliano l'Argentario. Il generale con la barba è Belisario, il conquistatore di Ravenna.
In questo mosaico il processo di astrazione è molto forte. La profondità è completamente eliminata, le figure sono immobili e prive di rilievo, sembrano sagome ritagliate. Le forme tendono alla geometria.
Non c'è una narrazione, non c'è una storia, è una scena celebrativa, una cerimonia tutta simbolica.

 


Corteo di Teodora

 


Corteo di Teodora.Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 

 

La disposizione delle figure è la stessa dell'altro corteo. Queste due scene rappresentano le offerte imperiali alla città di Ravenna. Si tratta di cerimonie simboliche, mai avvenute nella realtà.
Questa scena è più vivace dell'altra perché i costumi femminili sono più variati nelle fogge e nei colori. L'imperatrice si riconosce perché è più alta, ha le vesti e gioielli più ricchi, ha l'aureola. In mano porta il calice d'oro per la messa
Sull'orlo della veste si vede un ricamo con i re magi: è un rinvio alla chiesa di Sant'Apollinare nuovo, dove si trova un mosaico con tema analogo a questo.
Vicino a lei le due dame sono Antonina e Giovannina, la moglie e la figlia di Belisario.
Le altre dame che entrano in scena sembrano essere molte e continuare anche oltre la tenda.


A. Cocchi

 

I migliori gadgets di san Vitale

 

Tra i gadget riferiti ai mosaici di san Vitale a Ravenna segnaliamo quelli che riteniamo i migliori sul mercato:

 

 

 

 


Bibliografia

 

N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984

G. Bustacchini Ravenna. I mosaici, i monumenti, l'ambiente. Edizioni Italcards, Bologna 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Bernini, R. Rota, Uno sguardo sull'arte. Vol. 1 Dalla preistoria al Trecento. Editori Laterza, Bari 2008
G. Dorfles, M.Ragazzi, C. Maggioni, M.G. Recanati, Storia dell'arte. Vol 1 Dalle origini al Trecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Orio al Serio 2008

 

I mosaici di San Vitale

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Bibliografia

 

Approfondimenti:San Vitale, Alessandra Cocchi, A. Sturmer, Giustiniano, Ravenna, architettura, mosaici, basilica, divino, simbolo, oriente, Romagna.

Stile:Arte del Medio Evo, Arte bizantina a Ravenna.

Per saperne di più sulla città di: Ravenna

 



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Basilica di San Vitale. Interno, veduta delle esedre e dei matronei. Ravenna


Lunetta di Abramo.Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 




Agnello Mistico. Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 




Part. della Lunetta di Mosè. Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 




Part. della decorazione di un estradosso. Mosaico VI sec. Basilica di San Vitale. Ravenna 











 

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