Arte greca


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L'anfora 804 dal Dipylon

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Dalla Necropoli del Dipylon di Atene è riemersa l'Anfora 804, un oggetto di dimensioni eccezionali, alto un metro e 55 centimetri, usato come sema, cioè contrassegno di una tomba femminile.
Si tratta di un reperto di grande importanza, sia per la qualità artistica che per l'ottimo stato di conservazione. Inoltre è l'esempio più antico di decorazione ceramica con scene figurate. Appartiene allo stile tardo-geometrico e risale al 760-750 a. C., si trova presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.

L'Anfora 804 è un capolavoro attribuito ad un artista di cui non si conosce il nome, chiamato per convenzione Maestro del Dipylon, personalità di spicco della celebre "Bottega del Dipylon" un laboratorio attivo in età geometrica e specializzato in segnacoli e grandi vasi funerari. Lo stile decorativo di questo famoso laboratorio si distingue per la decorazione geometrica a fasce in cui sono inserite anche scene figurate.

L'elegante forma di questo oggetto si compone di un grande corpo ovoidale che si restringe in basso per appoggiarsi su un basso piede cilindrico. Sulla spalla spicca un alto collo leggermente svasato in alto. Le due anse, lavorate a parte e applicate al vaso in fase di modellazione, hanno una caratteristica forma a "omega rovesciata", presente anche in altri oggetti provenienti dallo stesso laboratorio.

Le proporzioni rispondono ad una razionale suddivisione delle grandezze per ottenere un'armonia impeccabile. Il collo è alto esattamente la metà del corpo del vaso, e il diametro dell'anfora corrisponde alla metà dell'altezza complessiva.

Sullo sfondo rosso della terracotta è applicata la decorazione che ricopre tutto il vaso, eseguita con vernice nera lucida mediante un pennello sottilissimo.
La composizione è sviluppata a fasce parallele le cui altezze sono proporzionate alla forma del vaso secondo un sostanziale principio di misura e armonia.
I motivi geometrici - triangoli, meandri, losanghe e linee nere - si alternano tra loro formando un fitto e delicato ricamo, eseguito con una precisione sorprendente.
Sul collo del vaso sono presenti due fasce figurate con motivi di gazzelle stilizzate: una a circa un terzo dall'orlo, l'altra alla base del collo.

La fascia figurata più importante è al centro dove viene rappresentata la prothesis, l'esposizione del defunto. La scena è inserita in un riquadro rettangolare allungato, al centro si nota il corpo di una donna deposta su una kline, il letto funebre. La quadrettatura che sovrasta la donna allude probabilmente ad un baldacchino. Presso la kline si vedeno due donne in ginocchio e due uomini seduti, mentre lateralmente si dispongono in modo simmetrico altri personaggi, tutti con le braccia levate appoggiate alla testa, in segno di dolore. La figura più piccola, che stringe con una mano una gamba della kline, sembra un bambino, forse il figlio della donna defunta.
Nonostante l'estrema semplificazione stilizzazione delle forme il maestro che ha realizzato questa decorazione ha saputo interpretare l'evento rappresentato nella sua natura drammatica, inserendovi anche una sottile sfumatura psicologica.
La rappresentazione dello spazio è bidimensionale, il ribaltamento del piano riferito al baldacchino è simile a quello usato nella pittura egizia.
Le forme seguono rigorosamente lo stesso criterio geometrico del resto della decorazione: le teste hanno forma a cuneo e nelle figure maschili viene indicata la barba, i busti sono triangolari, gli arti riprendono i parallelismi degli altri motivi, secondo una coerenza perfetta. Il bacino e le gambe mostrano una maggiore attenzione anatomica rispetto al resto del corpo.

A. Cocchi.


Bibliografia:

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N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
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C. Bertelli, A. Corallini, A. Gatti. La storia dell'arte. Vol. 1 Dalle origini all'età carolingia.  Edizioni scolastiche Bruno Mondadori. Arte, Milano,Torino 2010
M. Bona Castellotti Dimensione arte. 1: Dalle origini a Giotto. Electa scuola-Mondadori, Milano 2012
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Approfondimenti:Alessandra Cocchi, ceramica, anfora funeraia, decorazione, .

Stile:Arte greca.

Per saperne di più sulla città di: Atene

 



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Anfora 804. Proveniente dalla necropoli del Dipylon. 760-750 a. C. Ceramica dipinta. h. cm. 155. Atene, Museo Archeologico Nazionale.


Anfora 804. Proveniente dalla necropoli del Dipylon. 760-750 a. C. Part. della Prothesis. Ceramica dipinta. h. cm. 155. Atene, Museo Archeologico Nazionale.


Anfora 804. Proveniente dalla necropoli del Dipylon. Dett. dell'ansa. 760-750 a. C. Ceramica dipinta. h. cm. 155. Atene, Museo Archeologico Nazionale.



 

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