Arte greca


Periodo di Formazione dell'arte greca Arte Protogeometrica greca Centauro di Lefkandì Ceramica protogeometrica Architettura protogeometrica L'architettura funeraria protogeometrica Le abitazioni protogeometriche Le tombe protogeometriche Sito di Lefkandì Heròon di Lefkandì Arte del periodo geometrico Primo Stile Geometrico Medio Stile Geometrico Tardo Stile Geometrico Cavallino votivo di Berlino Ceramica Geometrica greca Gli idoli-campana Il grande Cratere del Metropolitan Il tempio nel Periodo Geometrico La Bottega del Dipylon L'anfora 804 dal Dipylon Scultura geometrica greca Tripodi e lebeti del periodo geometrico Urbanistica nel periodo geometrico L'esempio urbanistico di Emporios L'esempio urbanistico di Megara Iblea L'esempio urbanistico di Smirne Periodo orientalizzante Periodo orientalizzante: i centri artistici Architettura del periodo orientalizzante Scultura orientalizzante e dedalica Kore di Nikandre Periodo dedalico Periodo arcaico greco Statuaria arcaica Il kuros La kore Ornamentazione plastica arcaica Sfinge dei Nassi Hera di Samo Kléobis e Biton di Polymedes Moscophoros


Opere di questo stile

torna indietro: Stili

Architettura del periodo orientalizzante

Storia dell'arte  >  Stili

Anche nel Periodo orientalizzante (750-650 a. C.) l'architettura è testimoniata da tracce e pochi resti ricomparsi sotto altre costruzioni più recenti. Queste testimonianze dimostrano il proseguire della sperimentazione di forme e soluzioni già iniziata nel Periodo geometrico.
 
L'architettura civile e con funzione abitativa rimane sostanzialmente invariata e anche tra i materiali costruttivi prevalgono ancora il legno per le strutture, l'argilla cruda per le pareti e la paglia per la copertura dei tetti.

Tra le costruzioni sacre, prosegue lo sviluppo e definizione di forme e strutture già avviata nel periodo geometrico. Accanto al più semplice tempio in antis, si trovano tracce di templi con peristasi e altre costruzioni di carattere sacro come le sale del banchetto.
L'uso del propileo e del portico, e alcuni elementi decorativi, come il timpano o le metope in terracotta cominciano a caratterizzare l'architettura sacra, distinguendola dagli edifici civili.

Il tempio nel Periodo orientalizzante

Intorno alla metà del VII secolo avviene una metamorfosi importante: si verificano i primi esempi di "pietrificazione" dei templi, avviando un processo che si svilupperà gradualmente, tra il VII e il VI secolo, fino a compiersi con l'epoca arcaica. La trasformazione avviene dal basso in alto, si comincia dai basamenti, già in pietra, poi si passa alle colonne e ai muri portanti, infine alle trabeazioni.
La pietra squadrata, oltre ad essere più durevole, consente un taglio preciso e forme più regolari. Anche il tetto si trasforma: passa dalle coperture in paglia al rivestimento con le tegole e si trova una giusta inclinazione del 33-25 %, sostituendo sia la soluzione con tetto piatto in terracotta che quella con la forma troppo acuta degli spioventi ricoperti di canne e paglia. Lungo gli spigoli si inseriscono le antefisse per bloccare le tegole e gli acroteri a coronamento dei vertici del timpano. Il definirsi del frontone triangolare offre un altro stimolo per realizzare composizioni scultoree per concludere e decorare le facciate.

Coerentemente con il gusto orientalizzante che caratterizza la pittura vascolare si sviluppano gli elementi decorativi: meandri file di foglie, racemi, volute, palmette, insieme a metope figurate sono i motivi più diffusi, riprendendo modelli micenei o orientali.

Nel complesso si verifica una situazione molto flessibile, in continua evoluzione.

Aumentano anche le dimensioni di tutti gli elementi del tempio, mentre il naos, con l'affermarsi del culto, comincia ad accogliere anche i primi esempi di scultura monumentale greca, con le prime statue che rappresentano la divinità.

Un'altra importante novità, che sarà piena di conseguenze, è la ricerca costante di un "ordine" un sistema costruttivo efficace che potesse mettere in sinergia tutti gli elementi dell'edificio con l'obiettivo di creare un organismo armonioso, di forme e proporzioni perfette. Ne deriva il differenziarsi dell'edificio sacro in stili regionali che nel VI e V secolo porteranno agli ordini architettonici greci, basati su regole precise; i primi saranno il dorico e lo ionico.

In questo momento Verranno anche costruiti i primi templi dei santuari di Olimpia e Delfi: nel primo caso il Tempio di Zeus e il Tempio di Apollo a Delfi.
Negli anni seguenti intorno ai templi principali verranno costruiti altri templi ed edifici sacri che andranno a costituire via via i grandi complessi dei santuari. Tra questi i tesori, piccoli sacrari con la funzione di raccogliere e conservare i doni (ex-voto) che i fedeli, giungendo da ogni parte della Grecia venivano ad offrire agli dei.
Altri edifici dovevano accogliere le grandi folle che si riunivano nei santuari in occasione delle gare, dei congressi e dei giochi panellenici.

Durante il periodo orientalizzante, oltre alle nuove costruzioni, si verificano numerosi ampliamenti e ricostruzioni di templi e strutture precendenti, soprattutto nei santuari più importanti come Olimpia, Delfi, Delo, ma anche nei nuovi centri di cultura e d'arte sempre più importanti come Efeso, Samo e soprattutto Corinto. Uno di questi primi esperimenti è rappresentato dalla ricostruzione del Tempio di Hera a Samo, i cui muri interamente in pietra erano ornati con un fregio inciso e dipinto a più colori con rappresentazioni  di guerrieri.

Alla fine del VII secolo ad Olimpia venne costruito il terzo Heraion (tempio dedicato ad Hera) con colonne di pietra di proporzioni ancora rozze, ma che sostituirono le precedenti colonne di pietra.

A. Cocchi.


 

Bibliografia:

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
A. Pinelli. Le ragioni della bellezza. vol. 1 Dalla preistoria all'apogeo dfel mondo romano. Loescher Editore, Torino 2011
C. Bertelli, A. Corallini, A. Gatti. La storia dell'arte. Vol. 1 Dalle origini all'età carolingia.  Edizioni scolastiche Bruno Mondadori. Arte, Milano,Torino 2010
V. Terraroli. Arte 1. Dalla preistoria al tardogotico. Skira Bompiani editori, Milano 2012
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
R. Felsch, Kalapodi, in : Enciclopedia dell'Arte Antica Treccani.
M. R. Poopham, Lefkandi. in: Enciclopedia dell'arte Antica Treccani.
G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 

 


 

Questa categoria è in via di definizione.
La ricerca sull'arte greca è ancora in corso.
I contenuti sono soggetti a revisioni, correzioni  modifiche, approfondimenti.


 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Greci, civiltà, archeologia, architettura, arte, .

Stile:Arte greca.

Per saperne di più sulla città di: Grecia

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 



 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK