Arte greca


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Ceramica Geometrica greca

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La ceramica del periodo geometrico è particolarmente importante per l'arte greca, perchè comprende oggetti di qualità molto alta.
La maggior parte degli oggetti ceramici risalenti a questo periodo (tra 900 e 700 a. C.) sono stati ritrovati nelle necropoli, poichè facevano parte dei corredi funerari delle tombe ad incenerazione presenti presso i maggiori centri dell'antica Grecia. Si tratta di un consistente numero di reperti che mostrano anche un'accelerazione costante dei ritmi produttivi dell'artigianato di allora: prova di un incremento economico e commerciale via via più importante.

Dal centro propulsore di Atene, importanti laboratori ceramici si diffondono in Attica, ma anche a Corinto, Argo in Laconia, Eubea e nella Grecia orientale.
Diversi di questi erano molto famosi non soltanto per la raffinatezza dei loro prodotti ma anche perchè rappresentavano delle vere organizzazioni di artigiani che portavano avanti una particolare linea artistica. 

Per trovare un ordine in una situazione quantitativamente e qualitativamente così complessa, fra le tante facies dell'età geometrica, gli archeologi hanno preso a riferimento la ceramica attica. Seguendone gli sviluppi, sono stati individuati i tre momenti stilistici della ceramica greca geometrica:

Rispetto alla fase protogeometrica i vasi geometrici riflettono sia una continuità sia una evoluzione.
Le forme dei recipienti, soprattutto all'inizio, riprendono quelle già introdotte nel protogeometrico, si evolvono la lavorazione e i dettagli plastici come orli, anse, pomelli, piedi, oltre alla decorazione pittorica, che mostra un sorprendente sviluppo.
Aumenta la perfezione tecnica, l'abilità dei singoli vasai permette la realizzazione di oggetti miniaturizzati come di ceramiche di grandi dimensioni quali le anfore alte quasi un metro e i crateri di 50 centimetri. Viene inoltre sviluppata la fantasia, sia nelle decorazioni che nelle forme: soprattutto nei vasi più piccoli gli artisti si sbizzarriscono realizzando oinochoai miniaturizzati e aryballoi con forme di animali o mostri mitologici.

La ceramica geometrica del Primo Stile

Nel Primo Stile geometrico la vernice nera ricopriva il vaso ancora in larghe zone, lasciando solo le zone più importanti, come la spalla, la pancia o il collo, interessate dalle decorazioni geometriche. Si tratta comunque di eleganti fasce in cui si alternano secondo ritmi gradevoli e propozionati, quadretti, triangoli, losanghe, cerchi, linee spezzate, meandri.

La ceramica geometrica del Medio Stile

Nella prima metà dell'VIII secolo le figure si moltiplicano sul vaso in numero e varietà fino a ricoprire  tutta la superficie con un minuto e accuratissimo ricamo, come ad esempio nelle anfore funerarie.
La superficie del vaso viene suddivisa in spazi equidistanti alternati ritmicamente e con misure perfette, ottenute mediante calcoli precisi.
Il gusto per la composizione razionale, la perfetta simmetria e l'ordine ritmico fanno parte di una sostanziale ricerca di armonia basata su forme geometriche semplici: linee, triangoli, svastiche, meandri.
Si tratta di elementi decorativi che poi verranno applicati in tutti i campi dell'ornamentazione, dalle stoffe all'architettura.

Alla fine dell'VIII secolo cominciano ad apparire figure umane e di animali che entrano a far parte di scene figurate, ma sempre con proporzioni, forme e stilizzazioni che riprendono la geometria dell'insieme. Un fondamentale principio di coerenza fonde insieme narrazione e valori ornamentali.
I soggetti delle scene sono lamentazioni funebri, battaglie, momenti di vita quotidiana, episodi di marineria.

 

La ceramica geometrica del Tardo Stile

Nell'ultimo quarto del VIII secolo diversi vasi d'uso non funerario mostrano un'ulteriore evoluzione stilistica. Le composizioni sviluppano orizzontalmente la narrazione secondo il fluire delle vicende. Si tratta di storie anche complesse, spesso arrichite di aneddoti e dettagli. Soprattutto si attinge alla mitologia: le storie di Eracle, le centauromachie, quelle degli eroi dell'Iliade e dell'Odissea.

Anche i racconti di mare, con storie di viaggi e naufragi e l'esperienza coloniale offrono numerosi spunti per gli artisti. Altre scene sono invece tratte da episodi di vita quotidiana.
Questi reperti rappresentano gli esempi più antichi di narrazioni figurate dell'arte greca, di qui in avanti si svilupperà un genere figurativo che avrà importanti conseguenze non solo nell'arte greca, ma anche in quella etrusca e romana. Le storie si presentano a fregio continuo, cioè in un'unica fascia che  gira attorno al vaso oppure divise in singoli episodi successivi.

In questo periodo si assiste anche ad una specializzazione dei laboratori ceramici.

I più importanti sono i laboratori attici, corinzi, argivi, e quelli delle isole come Eubea e le Cicladi.

 

Concluso il periodo tardo geometrico, in seguito, con il periodo arcaico, la ceramica greca attraversa  un'altra impoortante fase evolutiva. La decorazione presenta scene riferite soprattutto al repertorio mitologico con grandi figure e composizioni più libere.

 A. Cocchi


Bibliografia:

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
R. Felsch, Kalapodi, in : Enciclopedia dell'Arte Antica Treccani.
M. R. Poopham, Lefkandi. in: Enciclopedia dell'arte Antica Treccani.
G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 


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Anfora del proto-geometrico iniziale. X-IX sec. a. C.  Atene, Museo della ceramica.




Cratere funerario. 740 ca. a. C. Proveniente dal Dypilon. Ceramica dipinta. h. 123 cm. Atene, Museo Archeologico Nazionale.




Anfora del lamento funebre (804). Proveniente dalla necropoli del Dipylon. 760-750 a. C. Ceramica dipinta. h. cm. 155. Atene, Museo Archeologico Nazionale.





 

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