Arte greca


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Il kuros

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Il kuros

Il kuros (dal greco: il giovane) arcaico è una scultura greca con funzione votiva destinata i santuari, ai templi o alle tombe. Il termine kuros in greco indica un giovane nel pieno del suo sviluppo fisico e interiore.
La statua veniva scolpita a tutto tondo partendo da un blocco di pietra o marmo, precedentemente squadrato e sbozzato. Nelle dimensioni il kuros greco generalmetne è a grandezza naturale, o a volte maggiore.
Rappresenta una figura maschile in piedi, nuda, priva di qualsiasi riferimento indivuduale, è l'immagine generica e ideale di un uomo giovane.
E' perfettamente simmetrica rispetto al suo asse verticale, ha un corpo proporzionato e di conformazione atletica. La testa è eretta e perfettamente frontale, i capelli divisi a treccioline cadenti sulle spalle, (secondo la moda del periodo) in modo da formarre un triangolo. Le braccia sono stese lungo i fianchi e le mani chiuse a pugno, il piede sinistro leggermente avanzato rispetto al destro.
Questo lieve incedere allude ad un lento procedere verso il tempio, come in una processione sacra.
Il lieve sorriso chiamato "sorriso arcaico" non rappresenta un sentimento di gioia, ma è un espediente tecnico per suggerire un po' di profondità su un volto che altrimenti sembra troppo piatto. Comunque è un altro elemento che deriva dalla statuaria egizia e verrà superato tra il tardo arcaico e il periodo severo.

 L'anatomia, soprattutto nelle versioni più antiche è approssimativa, le forme tendono alla geometria e viene evidenziata la tensione muscolare. Nel corso del periodo arcaico l'anatomia diventa via via più naturalistica.  In genere non c'è dinamismo, se non il lieve avanzamento del piede, la figura è quasi perfettamente immobile, "chiusa", molto composta, solenne, austera. Trasmette un senso di grande dignità umana, e di energia contenuta, potenziale. Ha un carattere di concretezza, equilibrio e di solidità fisica che sottolinea il suo esistere nello spazio.
La nudità del kuros è simbolica, rappresenta la virtù del coraggio (essere vestiti solo del proprio coraggio al cospetto degli dei), ma è anche funzionale alla rappresentazione della forza fisica che rinvia alla forza morale, intesa come equilibrio e armonia interiore. 
Si tratta di qualità proprie degli eroi, secondo un culto antico che continua anche in età arcaica, e dovevano rispecchiare le qualità del donatore, con un intento autocelebrativo.

 

A. Cocchi.


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M. Bona Castellotti Dimensione arte. 1: Dalle origini a Giotto. Electa scuola-Mondadori, Milano 2012
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Approfondimenti:Alessandra Cocchi, civiltà, archeologia, architettura, arte, scultura, kuros, uomo, .

Stile:Arte greca.

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