Arte greca


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Sito di Lefkandì

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L'insediamento di Lefkandì, sull'isola di Eubea, è collocato sulla collina di Xeropolis, comprende numerosi resti e tracce archeologiche che rivelano un'occupazione che dall'Età del Bronzo si è estesa per tutta l'Età Geometrica, fino all'inizio del Periodo Arcaico.

Nell'area sono ancora in corso scavi e ricerche archeologiche, portando avanti quelle iniziate nel 1964-68 da un'equipe di archeologi della British Schhool. Finora sono riemerse diverse necropoli, tracce di abitazioni, resti di mura e altri resti appartenenti ad un complesso di carattere religioso.

Il luogo, abitato fin dall'Età del Bronzo, a partire dall'Età Micenea aquisì una notevole importanza. Era infatti presente una città fortificata che ha conosciuto diverse distruzioni, incendi e ricostruzioni con momenti di ampliamento urbanistico in cui le abitazioni si sono disposte a terrazzamenti lungo il pendio della collina.

Gli scavi hanno riportato alla luce ingenti depositi di manufatti ceramici che presentano uno stile particolare, con decorazioni originali in cui compaiono immagini di animali mitologici, come  ad esempio i grifoni.
La produzione di oggetti in bronzo è testimoniata dal ritrovamento di alcune matrici che servirono per realizzare i sostegni per i grandi tripodi usati presso i templi. Tra i numerosi oggetti ritrovati, spesso preziosi e di alta qualità,  in ceramica, oro, ferro, bronzo, una cospicua quantità proviene da Cipro, da Babilonia o dall'Egitto, ciò rivela l'esistenza di un'importante attività commerciale che ha determinato una considerevole ricchezza.
La città di Lefkandì continuò ad essere abitata fino alla fine del Periodo Geometrico Tardo, finchè verso il 700 a.C. venne distrutta da un incendio.

L'episodio è forse riferibile alla guerra in cui si scontrarono le vicine città di Calcide ed Eretia, tra le quali si trova Lefkandì.

L'importanza di Lefkandì nel mondo antico era legata anche al santuario, collocato nella parte più alta della collina, i cui resti, risalenti ad epoche diverse, connotano la frequentazione del luogo sacro fin dall'età del bronzo.
Qui sono state riconosciute le tracce di un antico tumulo, di altari, di numerose tombe e soprattutto di un grande heròon, un edificio monumentale dedicato al culto di un eroe. Si tratta di un esempio architettonico di fondamentale importanza perchè rappresenta un modello da cui discenderà il tempio greco.

A. Cocchi.


Bibliografia:

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
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M. R. Poopham, Lefkandi. in: Enciclopedia dell'arte Antica Treccani.
G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, archeologia, civiltà, città, .

Stile:Arte greca.

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