Arte greca


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Scultura geometrica greca

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In questa fase storica, sebbene rimanga ancora legata a dimensioni contenute, la scultura rappresenta un settore di considerevole importanza nella produzione artistica greca
L'incremento produttivo, rispetto ai secoli precedenti è molto evidente e risponde a diverse esigenze.  Oltre alla crescita e moltiplicazione delle città e delle necropoli, durante il periodo geometrico i santuari accrescono la loro importanza e con lo svilupparsi e il diffondersi dei templi viene incrementata anche le produzioni di oggettiarredi sacri ed ex-voto

Tra gli oggetti più pregiati sono le figurine in avorio provenienti soprattutto dai labortatori artigianali di Atene.  Quattro statuette femminili realizzate sull'avorio importato dall'oriente, esposte al Museo Archeologico di Atene, sono state ritrovate nella necropoli del Dipylon. Sono rappresentate in posizione eretta e frontale, con le braccia lungo il corpo, i capelli ricadenti sulle spalle a treccioline. Sul capo indossano il popos, un copricapo cilindrico appartenente al costume ionico, decorato con meandri.
 
Accanto alla lavorazione di preziose sculture in avorio, si intensifica e si evolve la tecnica della fusione del bronzo per realizzare oggetti di carattere religioso, armi e corazze o oggetti ornamentali.


La scultura in bronzo

Numerosi sono i bronzetti del periodo geometrico offerti alle divinità come ex-voto. Provengono dai più importanti santuari, in particolare dal Santuario di Olimpia.

Sono piccoli oggetti realizzati con la tecnica della fusione piena che rappresentano numerosi soggetti diversi, ma soprattutto animali, in particolare cavalli, ma anche tori, arieti, uccelli e figurine umane.

Lo stile presenta le stesse forme geometriche e proporzioni appartenenti alla ceramica coeva. Inizialmente più schematici e statici, tra il IX e l'VIII secolo si nota una sempre maggiore osservazione del vero, soprattutto attraverso alcuni accenni di movimento. Ad esempio, alcuni cavallini bronzei mostrano le zampe divaricate, le figurine degli offerenti e i piccoli guerrieri presentano una maggiore libertà nei movimenti.
Le forme sono invece più grafiche che plastiche: arti lunghissimi e busti molto sottili con proporzioni molto allungate. Esiste però sempre una ricerca di equilibrio, evidente soprattutto nei bronzetti che rappresentano guerrieri nudi, a volte con elmo, con lancia o con scudo.

Sulla figura umana si concentra l'attenzione degli artisti in direzione di un maggiore naturalismo. Alla fine dell'VIII secolo il busto comincia ad avere una maggiore consistenza corporea ed inizia la graduale conquista dei valori plastici e dei volumi che avrà pieno sviluppo con il periodo arcaico.


Nel corso del periodo geometrico, si fa strada una maggiore organicità anche nelle composizioni, accanto alle figurine isolate dei guerrieri o ai  soggetti più comuni come i suonatori e gli artigiani, vengono realizzate anche scene narrative composti da piccoli gruppi di figure. Tra gli esempi di questo tipo sono il gruppo del Centauro ed Eracle del Metropolitan di New York, proveniente da Olimpia, e la Caccia al leone ritrovato a Samos ed esposto al Museo Archeologico di Samos.

Tra le offerte votive ritrovate nei santuari, diventano sempre più numerosi anche oggetti di grandi dimensioni come i tripodi monumentali. Si tratta di oggetti pregiati usati nei riti religiosi derivati dai comuni tripodi in terracotta d'uso domestico. Sono formati da una struttura a tre gambe, due manici e un grande bacile rotondo per contenere le braci. I tripodi ritrovati nei santuari più importanti sono in bronzo o in rame, con grande bacile liscio, anse e struttura finemente decorati. I più grandi e raffinati provengono da OIlimpia.

L'oreficeria

L'evoluzione della tecnica metallurgica si avverte anche in altri settori. Nella produzione delle armi si trovano anche oggetti di lusso,  nelle corazze, negli scudi, negli elmi, viene inserita una ricca decorazione.

Nel campo dei gioielli e dell'oreficeria appartengono al periodo geometrico diversi oggetti eseguiti su lamina d'oro a sbalzo e granulazione mentre quelli in pietre dure e avorio riportano motivi a rilievo.  Si tratta di placchette, pendenti, fibule e altri monili. Nelle decorazioni si possono trovare motivi geometrici, fiori stilizzati, o miniature di animali, ma anche scene mitologiche. I principali ritrovamenti si sono verificati nei siti archeologici dell'Attica, della Beozia e del Peloponneso, in particolare ad Argo ed a Corinto.

 A. Cocchi


Bibliografia:

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
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F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
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M. R. Poopham, Lefkandi. in: Enciclopedia dell'arte Antica Treccani.
G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 


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Guerriero e cavallo. VIII sec. a. C. Bronzo. Olimpia Museo Archeologico.


Guerriero con scudo. VIII sec. a. C. Proveniente da Karditsa. Atene, Museo Archeologico Nazionale


Piede di Tripode con metope a rilievo. VIIII sec. a. C. Bronzo. I metopa: Disputa di Eracle e Apollo per il posseso del tripode delfico. II metopa:Leoni affrontati e albero della vita. Olimpia, Museo Archeologico.



 

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