Arte greca


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Sfinge dei Nassi

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Una delle prime statue monumetali dell'antica Grecia è la Sfinge dei Nassi, risalente al 550 a. C., conservata al Museo Archeologico di Delfi.
L'opera, realizzata in marmo di Nasso, è collocata su una colonna ionica, alta 12 metri  ed è stata ritrovata presso il Santuario di Delfi, secondo alcuni studiosi,  forse si trovava slla tomba del serpente Pitone.  Si tratta di un monumentale ex voto, offerto dai cittadini dell'isola di Naxos al Tempio di Apollo a Delfi e testimonia il perdurare del gusto orientalizzante nella produzione artistica nesiotica. In particolare, è evidente il legame con la cultura figurativa egiziane, da cui è stata desunta l'immagine della sfinge. Grazie ai frequenti scambi tra l'isola di Naxos e l'Egitto in età orientalizzante, la sfinge, divinità protettiva dell'Egitto, simbolo di forza e saggezza è stata assimilata dalla cultura greca nel mito di Edipo, divenendo l'inquietante inquietante creatura che divorava i passanti incapaci di risolvere i suoi indovinelli. Rappresenta comunque una divinità dell'oltretomba ellenico e fa parte dell'arte funararia.
Appartiene al periodo arcaico, ma lo stile mostra una forte impronta orientalizzante.
La Sfinge dei Nassi ha un corpo stilizzato di leonessa o di cagna, testa di donna e ali d'uccello dalla forma falcata. La figura, ieratica, è in posizione seduta, composta. La composizione è perfettamente simmetrica e segue un chiaro ordine geometrico: tutta la figura è iscritta in un quadrato nel quale la linea del corpo  e quella delle ali corrispondono alle diagonali e suddividono il quadrato in triangoli.
Le forme sintetiche e rigide, i volumi compatti, squadrati e arrotondati ai bordi, sono caratteristiche tipicamente arcaiche, come anche l'anatomia approssimativa. Le superfici sono lavorate con modulazioni molto contenute, ad esempio sono appena percettibili le costole. Al nitore delle superfici levigate si cotrappone il delicato contrasto del piumaggio delle ali, inciso seguendo una scansione modulare, geometrica e di effetto decorativo.
La testa, per i volumi un po' squadrati, il "sorriso arcaico", gli occhi grandi e la capigliatura a trecce ricadenti sulle spalle, corrisponde al modello della kore arcaica.
Anche la colonna ionica, dal fusto alto e percorso da sottili scanalature e capitello basso e schiacciato, rispetta proporzioni arcaiche.

Bibliografia:

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G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
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F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
A. Pinelli. Le ragioni della bellezza. vol. 1 Dalla preistoria all'apogeo dfel mondo romano. Loescher Editore, Torino 2011
C. Bertelli, A. Corallini, A. Gatti. La storia dell'arte. Vol. 1 Dalle origini all'età carolingia.  Edizioni scolastiche Bruno Mondadori. Arte, Milano,Torino 2010
V. Terraroli. Arte 1. Dalla preistoria al tardogotico. Skira Bompiani editori, Milano 2012
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
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G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, civiltà, archeologia, architettura, arte, scultura, sfinge, .

Stile:Arte greca.

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Sfinge dei Nassi. Dett. 550a.C. Proveniente dal Santuiario di Apollo a Delfi. Marmo. h 232 cm.Delfi, Museo Archeologico.




Sfinge dei Nassi. 550a.C. Proveniente dal Santuiario di Apollo a Delfi. Marmo. h 232 cm.Delfi, Museo Archeologico.

 



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