Arte greca


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Statuaria arcaica

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La prima novità importante è la comparsa della scultura monumentale, cioè di statue in pietra a grandezza naturale o di maggiori dimensioni a partire dal VII secolo, che vennero depositate come ex-voto nei templi e nei santuari più importanti della Grecia.
Precedenti a queste esistono solo rari esempi di sculture in legno rivestite in lamine di metallo: gli xoana, risalenti ai periodi geometrico e orientalizzante. Ma la stragrande maggioranza delle sculture dei periodo protogeometrico e geometrico erano di piccole dimensioni, avevano funzione votiva ed erano realizzate in materiali diversi come ceramica (le più comuni), bronzo, avorio, pietre pregiate. I primi e ancora rari esempi di sculture monumentali in pietra si rintracciano  nel periodo orientalizzante.  

In una originale fusione tra il gusto orientalizzante e il primo arcaico, nell'isola di Naxos, particolarmente aperta agli scambi commerciali e culturali con l'Egitto, vengono realizzati altri tipi di sculture monumentali, sia con funzione votiva che con destinazione funeraria.  Uno degli esempi più importanti è la Sfinge dei Nassi, del 550 a.C. proveniente dal santuario di Apollo a Delfi e oggi esposta al Museo di Delfi.

Altra zona artistica che comincia a produrre grandi sculture è l'Attica da cui proviene la Stele funeraria del Metropolitan di New York risalente al 530 a. C.

Diverse sono le ragioni che portano allo sviluppo della scultura monumentale arcaica.
I rapporti e gli scambi con altri popoli hanno stimolato una maggiore apertura culturale e sperimentazione. La diffusione dei culti presso i santuari ha contribuito al nascere di numerosi laboratori artistici per la produzione di oggetti votivi. L'affermarsi dell'aristocrazia e la conseguente distinzione sociale  ha provocato la richiesta di oggetti sempre più raffinati e pregiati che potessero manifestare il prestigio personale. La tendenza alla competizione tra individui e città ha spinto intere comunità cittadine a gareggiare con le altre per offrire agli dei i doni più preziosi.

Tema esclusivo della scultura arcaica è la figura umana.
Nello stile inizialmente le statue arcaiche risentono dell'influenza della statuaria egizia. I primo esempi ne riprendono anche la tecnica di lavorazione, la composizione simmetrica, la generale  fissità  e staticità. Ma si tratta di una somiglianza solo esteriore e che vale soltanto per una breve della fase iniziale. Dai quei primi esempi le statue greche si evolvono in forme molto diverse perchè rispetto alle sculture egizie hanno un significato diverso. Mentre il simulacro egizio rappresentava la sede dell'anima del defunto, la statua greca rappresenta una figura umana ideale. Per questo viene avviato un processo di "perfezionemento": gli artisti cercano di raggiungere proporzioni e forme perfette con un'attenzione sempre maggiore all'anatomia del corpo umano. Le forme anatomiche perfette nella statuaria greca corrispondono all'idea di perfezione morale. In un primo tempo questa perfezione è identificata con la geometria (quindi le forme anatomiche sono più geometriche), in seguito la perfezione morale si identifica sempre di più con la bellezza fisica ideale.
Una conseguenza di questa rappresentazione dell'umanità idealizzata è che nelle statue arcaiche non esiste il ritratto, la somiglianza all'individuo, il realismo, ma si tratta sempre di figure generiche, corrispondenti ad un'idea astratta di bellezza.

Vengono quindi elaborati due tipi di statue: il kuros (il giovane) e la kore (la giovane), che rappresentano i corrispettivi maschile e femminile di un offerente ideale o di una divinità (poichè nella religione greca gli dei erano assimilati a forme umane). Quando rappresentano una divinità, di solito le statue hanno dimensioni maggiori.

Kuros e Kore sono figure generiche perchè non hanno particolari attributi, caratteri distintivi nè intenzioni ritrattistiche. Non compiono gesti e non sono mai impegnati in azioni particolari, tranne l'atteggiamento di offerta. Anche nello stile non sono mai realistiche, ma rispondono sempre a regole generali. La figura è chiusa in una posizione eretta, molto composta, austera, solenne. Esprime un senso di dignità, equilibrio, di eleganza e civiltà per la kore e di energia contenuta, potenziale per il kuros. Per tutto il periodo arcaico nelle statue manca il dinamismo, ma viene sempre sottolineata la presenza fisica dell'oggetto nello spazio attraverso un carattere di concretezza e solidità fisica.

Un'altra componente importante della statua greca arcaica è la nuova concezione di autonomia. A differenza della statuarie di altre civiltà come ad esempio quelle medio-orientali o egizie, il kuros e la kore, per la loro funzione di omaggio esteriore del devoto alla dinvinità, non subiscono alcun assoggettamento esercitato dal potere politico o religioso: la statua non greca non è più nè un idolo nè un simulacro, ma il semplice dono di un fedele, e il fatto più importante e senza precedenti nel mondo antico è che il suo valore non è più nel tema rappresentato ma nella qualità artistica.

Altra novità assoluta è lo spirito di ricerca e sperimentazione formale dell'arte greca. Nelle altre civiltà gli artisti sonopiù legati a schemi fissi per rappresentare soggetti diversi. Quindi si ripetono le forme sostanziali e si variano i temi, anch'essi definiti.

L'arte greca invece usa per lungo tempo lo stesso tema della figura umana ma variandolo continuamente fino a produrre modificazioni e interpretazioni infinite dello stesso tema.
La rispondenza ad un canone rappresentativo è soltanto una caratteristica iniziale, che verrà subito interpretata con molta libertà dalle diverse facies e dai singoli artisti fino ad ottenere un'infinita ganmma di rappresentazioni diverse dello stesso tema della figura umana. Durante il periodo arcaico si coglie una continua evoluzione stilistica e tecnica, la maggiore conoscenza anatomica si esprime nel perfezionamento delle forme del corpo in un processo di graduale conquista dell'apparenza naturale, che procederà anche nel periodo successivo.
La tecnica inizialmente è ripresa dalla scultura a tutto tondo in uso nella civiltà Egizia. Da un blocco di pietra squadrato in una forma regolare venivano disegnate le quattro vedute su ogni faccia. Quindi si procedeva con la sbozzatura con la mazza. Il lavoro veniva continuato con lo scalpello, passando dalla punta più grossa alla più fine. Per alcuni particolari veniva usato il trapano, l'ultima fase era la levigatura. Infine le statue venivano dipinte a colori vivaci. Ma anche questo procedimento verrà perfezionato nel corso del periodo arcaico.

Per quanto riguarda lo stile, analogamente agli ordini architettonici, si possono individuare tre grandi correnti scultoree principali, che si sviluppano tra il VII e il VI secolo a. C:

 Le tre correnti espressive manifestano differenze di gusto e variazioni nelle tecniche di lavorazione.

La scultura dorica si riconosce per le forme squadrate e compatte e le proporzioni volutamente massicce, con un effetto di grande solidità ed energia contenuta. La lavorazione iniziava da un blocco squadrato di forma parallelepipeda.

Le forme più affusolate e tondeggianti della corrente ionica derivano invece da una prima preparazione di un blocco cilindrico. Le forme sono sempre semplici, ma risultano più elastiche e le proporzioni più slanciate. Il modellato è più dolce e nell'insieme l'effetto è di maggiore eleganza.

La corrente attica si manifesta a partire dal VI secolo a. C. ed è più attenta ai particolari, precisa nella lavorazione e attenta nello studio delle proporzioni e delle caratteristiche anatomiche. Rispetto alle altre correnti presenta anche maggiori variazioni rispetto al modello generale.

All'interno di ogni corrente si distinguono anche gli stili personali degli artisti, i cui nomi e la cui fama è giunta fino a noi.

 

A. Cocchi.


 

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Approfondimenti:Alessandra Cocchi, civiltà, archeologia, architettura, arte, scultura, kore, kuros, .

Stile:Arte greca.

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