Arte del Neolitico


Architettura neolitica


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Architettura neolitica

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Architettura neolitica

Palafitte e terramare

Stohenenge

Mappe concettuali

Bibliografia

 

 

Proseguendo nell'evoluzione dei sistemi costruttivi introdotti durante il Mesolitico nel Neolitico l'architettura si  definisce e si sviluppa in diverse tipologie di costruzioni. Le caratteristiche di queste prime forme di architettura sono determinate soprattutto dalla loro funzione. Lo scopo pratico della costruzione determina quindi le scelte delle forme, delle dimensioni, dei materiali ecc.

 


Disegno ricostruttivo di villaggio terramaricolo.

 

- Esistono le costruzioni abitative: le capanne, le palafitte, e le terremare . Interessanti sono gli esempi del villaggio terramaricolo ricostruito al Parco Archeologico di Montale.  Sono costruzioni soprelevate da terra, su pali, tutte realizzate in legno, canne, fango e argilla. Hanno forma generalmente rettangolare e a volte anche divise in diversi ambienti interni. Sono riunite in villaggi abitati da più famiglie, via via più attrezzati e organizzati, spesso difesi da fossati e recinti.
Tali villaggi rispecchiano anche l'organizzazione sociale con una gerarchia e una divisione dei ruoli.

 


Il soppalco con la dispensa all'interno di una terramara.
Età del bronzo (Ricostruzione) Montale.



- Esistono costruzioni difensive: terrapieni fossi e palizzate venivano innalzati a protezione dei villaggi.

- Tra le costruzioni funerarie esistono tombe di tipi differenti: scavate nella roccia (tombe rupestri), a fossa, a pozzo o costruite con pietre.

- Tra le costruzioni d'uso pratico si trovano i magazzini, le fornaci, laboratori.

-Vengono realizzate anche le prime architetture di carattere sacro, come templi, santuari, ambienti dedicati a riti religiosi.

I dolmen (dal bretone antico: tol=tavola; men=pietra; tavole di pietra) sono enormi blocchi di pietra squadrati a parallelepipedo, che formano una struttura composta da 2 o più monoliti verticali che sostengono un elemento orizzontale detto architrave.
I gruppi con tre elementi (2 verticali + 1 orizzontale) si chiamano anche triliti. Anche questi si trovano in tutta Europa, compresa l'Italia; famosi sono quelli di Bisceglie, presso Bari.

I cromlech sono dei complessi di dolmen (spesso triliti) e menhir disposti in cerchi e allineamenti. I più famosi sono quelli di Stonehenge in Inghilterra, quelli della Bretagna in Francia e quelli della Sardegna, presso Cagliari.
I cromlech rappresentano uno dei più interessanti misteri della preistoria e sorprendono per la grandiosità e la complessità delle tecniche di realizzazione, oltre che per la testimonianza di conoscenze scientifiche-astronomiche così sviluppate.

Il livello evolutivo cambia a seconda delle diverse popolazioni, e durante il Neolitico si sviluppano già le prime importanti civiltà. Particolarmente sviluppata è la Civiltà nuragica della Sardegna, così chiamata perché capace di costruire i nuraghi.

I nuraghi sono costruzioni megalitiche a forma  tronco-conica come enormi torri, composte da grandi blocchi di pietra. Avevano funzioni diverse (abitazioni, templi, laboratori, regge, rocche difensive, ecc.), potevano essere edifici isolati o collegati tra loro in un unico complesso. Attorno a queste costruzioni sorgevano imponenti mura difensive.

I tumuli irlandesi sono costruzioni megalitiche ma ricoperte di terra, come collinette artificiali. Avevano uso prevalentemente abitativo.

 

 


 

Palafitte e Terramare

 


Ricostruzione di palafitte del tardo Neolitico, Lago di Ledro (Molina), Trentino

 

La palafitta

Tipica costruzione neolitica, che rimane in uso fino all'Età del bronzo, la palafitta è una struttura di carattere generalmente abitativo costruita su pali e posta sull'acqua, presso fiumi, laghi o zone paludose. 
Tracce preistoriche di palafitte sono state trovate in Europa e in Italia, in Asia, in Africa e in America del sud. 
I pali, impermeabilizzati con bitume o altre sostanze grasse, venivano inseriti nei fondali per sostenere una piattaforma rettangolare ottenuta con tronchi di legno legati strettamente insieme in modo da formare una pavimentazione. Sulla piattaforma poteva essere costruita una o più capanne disposte regolarmente. Le capanne, rettangolari, erano costruite con un sistema ad incastro di tronchi, provviste di tetto a spioventi rivestito con graticci vegetali, paglia e fango. All'esterno veniva lasciato uno spazio libero in cui spesso si tenevano gli animali da cortile, inoltre il perimetro della piattaforma era chiuso da un parapetto.

 


Disegno ricostruttivo di palafitta con tre capanne

 

L'accesso dalla terraferma avveniva per mezzo di un molo, presso il quale si tenevano spesso ormeggiate delle imbarcazioni.
Esistono diversi tipi di capanne, a seconda del grado evolutivo della popolazione e delle caratteristiche ambientali: le più semplici sono composti da un unico ambiente nel quale ogni zona assume una diversa funzione (cucina, riposo, laboratorio, ecc.). Le più complesse presentano spazi divisi in più "stanze" con funzioni diverse e anche più livelli con soppalchi interni. In alcuni esempi un ambiente veniva adibito al focolare e rappresentava la "zona soggiorno", altri locali vengono usati come magazzino, o come zona di riposo, ecc.
Tra le aperture, oltre alle porte potevano essere realizzate anche finestre e botole per gettare i rifiuti.
Nelle abitazioni neolitiche sono state trovate anche tracce di arredi come letti, culle, sedili, piani d'appoggio, ecc. e numerosi oggetti d'uso in pietra e ceramica, attrezzi da lavoro, armi, oltre a resti di pelli lavorate, tessuti e funi.

Le palafitte erano organizzate i villaggi e seguivano una disposizione ordinata.

 

 

Le terramare

 


Veduta di due terramare del Parco Archeologico di Montale.
Età del bronzo (Ricostruzione).

 

Molo simili alle palafitte erano le terramare, costruite sulla terraferma e molto diffuse soprattutto in Pianura Padana dal Neolitico all'Età del bronzo. Anche queste erano organizzate in villaggi e disposte regolarmente a "griglia" in modo da formare un reticolo di sentieri interni. In genere il villaggio si trovava presso il mare (diversi ritrovamenti interessano le coste dell'Adriatico) o un corso d'acqua ed era costruito su un terrapieno. Intorno veniva scavato un fossato a cui si faceva arrivare l'acqua per mezzo di un canale. Il perimetro del villaggio era chiuso da un alto recinto di difesa e provvisto di porta d'ingresso. 

 


Veduta dell'ingresso del villaggio delle terremare di Montale.
Età del bronzo (Ricostruzione)

 

 


In alcuni esempi ritrovati in Italia, al centro, di fronte all'ingresso del villaggio veniva posta la capanna più grande del capo-villaggio.  In un'area solitamente centrale si poteva trovare un forno per cuocere la ceramica e poco distante una costruzione adibita a magazzino.

Anche le terramare vanno dalle forme più semplici a quelle più complesse, sorgono su una piattaforma sostenuta da pali e sono rialzate da terra. Erano dotate di scale per accedere all'abitazione. Un'interessante esempio di ricostruzione di villaggio terramaricolo è rappresentato dal parco archeologico di Montale.

A. Cocchi

  


 

Stohenenge

 


Cromlech a Stohenenge. IV-II millennio a. C.

 

Il complesso molto spettacolare è quello di Stohenenge  realizzato in pù fasitra il IV millennio e il II millennio a.C. 
Il complesso megalitico è racchiuso da una ampio fossato circolare, ormai quasi completamente riempito, ma visibile bene dall'alto, profondo 2 m. circa e dal diamentro di 100 m.
Dentro questo cerchio sono state trovate varie buche con resti umani cremati. Quindi nella fase più antica aveva una funzione  funeraria.

Nelle fasi più recenti sono stati realizzati i diversi cerchi con i blocchi di pietre, formanti: una serie di dolmen con architravi  formanti il cerchio ininterrotto dell''anello più estrrno. Poi c'è un giro di menhir più piccoli, una serie di grandi triliti disposti a U, e al centro un altare di pietra.
Inoltre il cromlech è collegato alla riva del fiume Avon, da una strada di circa 3 Km., il cui percorso è segnato da altri megaliti, i cui allineamenti corrispondono al sorgere e tramontare del sole. Altri megaliti disposti dentro al terrapieno circolare si riferiscono ai soltizi e alle fasi lunari.

La presenza del rito della cremazione, l'altare, i riferimenti astronomici, rivelano la presenza di una civiltà che aveva già una cultura complessa, religiosa e magico-scientifica.

Date le dimensioni e il peso dei blocchi (4 tonnellate circa ognuno), e la provenienza delle pietre (di tipo diverso) da cave distanti fino a più di 380 Km, è ancora oggetto di studio tutto il processo estrattivo, il trasporto, e la realizzazione.
I megaliti sono comunque frutto di un lavoro collettivo a cui partecipavano parecchi artefici che lavoravano in una squadra, diretta da un "esperto". Le dimensioni colossali e la comlpessità del lavoro richiedeva una efficiente organizzazione.

Secondo le ipotesi più condivise tra gli studiosi, dopo l'estrazione dalle rocce e la sagomatura in forme regolari, i blocchi venivano trasportati trascinandoli con delle funi e facendoli scivolare  su "rulli ruotanti" composti da tronchi d'alberi.

A. Cocchi

 


 


 

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Bibliografia

 

G.Cricco, F.P.Di Teodoro Itinerario nell'arte Vol. I Zanichelli, Bologna 1996
R. Bossaglia Storia dell'arte Vol. I, Principato editore, Milano, 2003
P. Graziosi L'arte preistorica in Italia, Sansoni editore, Firenze 1973
B. Zevi Controstoria dell'architettura in Italia. Paesaggi e città.Tascabili Newton, Roma 1995
Enciclopedia Universo Istituto Geografico De Agostini, Novara 1975 vol IX voce: Preistoria
S. Bersi, P. Bersi, C. Ricci Educazione artistica Zanichelli editore, Bologna 1992
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte Gruppo editoriale Fabbri, vol. I
F. Negri Arnoldi Guida alla Storia dell'arte Sansoni editore, Milano 2004 vol. I
R. Gianadda Alle origini dell'arte. Preistoria e storia. in: AAVV. la Storia dell'Arte. Vol 1 Le prime civiltà. Mondadori Electa. Gruppo editoriale l'Espresso, Milano 2006
G. Dorfles, M. Ragazzi, C. Maggioni, M: G: Recanati. Storia dell'arte. Dalle origini al Trecento. Vol I. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2007
AA.VV. Le più antiche tracce dell'uomo nel territorio  forlivese e faentino.Comune di Forlì 1987

 

 


 

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Approfondimenti:architettura, dolmen.

Stile:Arte del Neolitico.

 



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Ricostruzione di palafitte del tardo Neolitico. Lago di Ledro (Molina), Trentino.


Dolmen a Bisceglie (Bari)


Tumulo neolitico della necropoli di Bougon, in Francia.


Nuraghe in Sardegna.



 

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