Bernini Gianlorenzo


La produzione artistica di Bernini L'opera del Bernini (video) Bozzetti di Bernini Gli inizi di Bernini Giove nutrito dalla capra Amaltea I gruppi di Villa Borghese Apollo e Dafne David Le fontane a Roma prima di Bernini Le fontane di Bernini Nettuno e Tritone Fontana dei Quattro Fiumi Fontana del Moro Fontana del Tritone Fontana delle Api Opere degli anni '20 San Longino Santa Bibiana Chiesa di Santa Bibiana Il Barocco maturo del Bernini La fase classica di Bernini L'opera di Bernini negli anni della maturità Cappella Cornaro ed Estasi di santa Teresa Estasi di santa Teresa (video) Sant'Andrea al Quirinale Il ventennio finale di Bernini Colonnato di San Pietro I ritratti di Bernini


torna indietro: Artisti

I ritratti di Bernini

Storia dell'arte  >  Artisti

Nella produzione artistica di Gianlorenzo Bernini, un settore particolare è rappresentato dai ritratti, a cui si dedica per tutto il corso della sua carriera.
Un consistente gruppo di essi si concentra soprattutto nel periodo giovanile, perchè durante l'intensissima attitività dei decenni successivi l'artista è assorbito da lavori di maggiore impegno, e i ritratti vengono eseguiti tra un'impresa e l'altra. Un altro gruppo, molto interessante anche per le implicazioni storiche e politiche, appartiene alla maturità e al periodo finale.

L'incredibile galleria di tipi umani che ci ha lasciato Bernini, oltre a rivelarci una straordinaria sensibilità di analisi psicologica, permette di risalire alla rete di relazioni professionali e umane che costituivano la vita dell'artista. Inoltre, nel loro insieme, ci offrono uno spaccato molto attendibile dell'ambiente aristocratico - soprattutto romano, ma non solo - di quegli anni.

Un altro aspetto importante riguarda il rapporto con la realtà e in particolare il tema della somiglianza al soggetto. Per chiarire l'atteggiamento dell'artista alle prese con il ritratto ci viene in aiuto lo stesso Bernini che sosteneva che per poter cogliere la vera essenza di una persona bisogna studiarla nella sua vita di tutti i giorni e nelle occupazioni e atteggiamenti abituali, e non attraverso una messa in posa artificiale.
Da testimonianze dirette sappiamo che infatti Bernini frequentava i suoi personaggi per osservarli in movimento, nei vari momenti della giornata. In queste occasioni realizzava una serie di schizzi, studi, disegni e bozzetti in argilla dei suoi modelli, fino ad ottenere una specie di reportage visivo. Questa accurata documentazione gli serviva per familiarizzare con il suo soggetto, e comprendere la sua personalità. I bozzetti avevano quindi un puro scopo conoscitivo e non venivano più utilizzati nell'esecuzione in marmo, poichè Bernini non voleva rinunciare alla spontaneità di atteggiamenti ed espressioni e sosteneva di non voler copiare sé stesso ma creare un originale. Solo attraverso questo rigorosissimo lavoro poteva arrivare ad una sintesi di tutte le impressioni raccolte per trasmetterle nell'opera.
Altre considerazioni spiegate dallo stesso Bernini riguardano il problema del colore reale dei tratti di un viso da tradurre sul bianco del marmo. Egli sosteneva che sarebbe molto difficile riconoscere qualcuno se per ipotesi questo si tingesse faccia, capelli occhi e sopracciglia di bianco. Perciò lavorare un ritratto sul marmo è difficilissimo ottenere la somiglianza. Perchè un soggetto sia riconoscibile è necessario inserire delle varianti, dei tratti che non appartengono al modello reale, ma che nella versione "in bianco" gli somigliano di più, perchè suggeriscono quei colori che sono propri del viso. Quindi non basta una pura imitazione, ma deve intervenire una capacità di interpretazione, una grande esperienza tecnica e la consapevolezza degli effetti che un determinato tipo di lavorazione produce sulla luce e nello spazio.

Il risultato di tutto ciò è che i suoi ritratti possiedono un dinamismo particolare, riescono a trasmettere una personalità, attraverso le spressioni, i modi di volgersi, di guardare e di atteggiarsi, sono immagini instabili, in movimento, sembrano delle istantanee di marmo.
Alcuni tra gli esempi più noti sono il Ritratto del cardinale Scipione Borghese, colto mentre sembra che stia parlando, l'interpretazione assolutamente spontanea della Costanza Buonarelli, l'atteggiamento di superiorità  di Luigi XIV, il volgersi distratto del Thomas Baker, fino al pathos del Gabriele Fonseca.

A. Cocchi
 

wilsocn  Bernini - Power of Art 2  un video da You tube


Bibliografia.

R. Wittkower. La scultura. Dall'antichità al Novecento. Giulio Einaudi editore, Torino 1985
R. Wittkower. Arte e architettura in Italia 1600-1750. Einaudi, Torino 1972
P. Portoghesi. Roma barocca. Editori Laterza, Roma-Bari 1984
O. Ferrari. Bernini. Dossier Art. Giunti, Firenze 1991
C. Lachi. La grande storia dell'arte. Il Seicento. Gruppo editoriale l'Espresso. Roma, 2003P. Adorno. A. Mastrangelo. Arte. Correnti e artisti. Volume secondo, Dal Rinascimento medio ai giorni nostri. Casa editrice D'Anna- Messina- Firenze 1998
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
A. Ottani Cavina, Lezioni di Storia delle Arti, Università di Bologna, 1984
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004

 

Approfondimenti:Bernini, ritratto, scultura, marmo, Alessandra Cocchi.

Stile:Barocco.

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Gianlorenzo Bernini. Costanza Buonarelli. 1636 ca. Marmo. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.


Gianlorenzo Bernini. Francesco I d'Este. 1650-51. Marmo. Modena, Galleria Estense.


Gianlorenzo Bernini Urbano VIII. 1632. Marmo. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini.



 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK