Bernini Gianlorenzo


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I gruppi di Villa Borghese

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Il cardinale Scipione Borghese sarà il committente che affida a Gianlorenzo Bernini, ancora giovanissimo, una serie di gruppi scultorei di soggetto mitologico e biblico che rappresentano una seconda fase stilistica dell'artista, in cui si compie lo straordinario sviluppo dell'espressività berniniana.
Bernini esegue l'Enea e Anchise nel 1918-19, il Ratto di Proserpina del 1621-22, il David del 1623 e l'Apollo e Dafne del 1622-25. Nella successione si può seguire anche lo sviluppo di Bernini.
Tutti i gruppi sono destinati alla decorazione di Villa Borghese a Roma, dove si trovano tutt'ora.
Ma diventa importante considerare che al lavoro di progettazione concentrato su ognuna delle singole opere va aggiunto anche il lavoro di regìa complessiva attuato da Bernini, che ha una certa somiglianza con l'abitudine della "messa in scena" con cui Caravaggio preparava i suoi dipinti.
Nell'ideazione di queste opere, Bernini si attenne ad una precisa organizzazione. Fondamentale per lui era la collocazione delle opere negli spazi della villa, che purtroppo non corrisponde più a quella che possiamo vedere attualmente.
Per le sue sculture egli immaginava una precisa orchestrazione di posizioni nello spazio, che potessero permettere punti di vista, determinati effetti di illuminazione e persino percorsi da parte degli osservatori, al fine di valorizzare al massimo il senso del movimento nello spazio. Tutto doveva essere calibrato nel modo migliore migliore perchè le sue statue potessero suscitare la massima impressione e quasi convincere di entrare dentro uno spettacolo teatrale con attori o "statue viventi". Bernini si dedica con grande attenzione allo studio approfondito dell'illuminazione proveniente dalle finestre, dei percorsi e del modo di avvicinarsi, di girare e muoversi attorno all'opera.
In questa occasione quindi, Bernini potè approfondire lo studio delle relazioni tra l'oggetto scolpito e l'ambiente che aveva già iniziato a sperimentare con il Nettuno e Glauco. Quest'ultimo lavoro, era stato realizzato nel 1620 per il cardinale Alessandro Peretti, e inserito nel complesso contesto scenografico della fontana della sua Villa Montalto. Ma anche in questo caso questo legame tra scultura e ambiente è andato perduto, perchè la grandiosa fontana di Villa Montalto non esiste più. La statua venne acquistata dal pittore inglese Joshua Reynolds nel 1786, e ora è conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

La struttura compositiva serpentinata e l'uso manieristico di più blocchi di marmo per realizzare figure che si espandono nello spazio, con contorni articolati, sono elementi appresi dal padre e da esempi manieristici.  Ci sono riferimenti anche alla scultura ellenistica e alle figure della Volta di Palazzo Farnese affrescate da Annibale Carracci a Roma nel 1597-'600.
Ma propri di Gianlorenzo sono il senso di energia e l'altissima precisione esecutiva. Inoltre si esprime una nuova visione: in tutte queste opere l'azione è colta in un momento culminante e transitorio, e tutto sembra avvenire con grande naturalezza. Questa spontaneità e i dettagli realistici seducono lo spettatore e suscitano grande impressione: Bernini ha creato statue che sembrano cambiare sotto i nostri occhi.

A. Cocchi


Bibliografia.

R. Wittkower. La scultura. Dall'antichità al Novecento. Giulio Einaudi editore, Torino 1985
R. Wittkower. Arte e architettura in Italia 1600-1750. Einaudi, Torino 1972
P. Portoghesi. Roma barocca. Editori Laterza, Roma-Bari 1984
O. Ferrari. Bernini. Dossier Art. Giunti, Firenze 1991
C. Lachi. La grande storia dell'arte. Il Seicento. Gruppo editoriale l'Espresso. Roma, 2003P. Adorno. A. Mastrangelo. Arte. Correnti e artisti. Volume secondo, Dal Rinascimento medio ai giorni nostri. Casa editrice D'Anna- Messina- Firenze 1998
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
A. Ottani Cavina, Lezioni di Storia delle Arti, Università di Bologna, 1984
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004

 

Approfondimenti:Bernini, Scipione Borghese, Alessandra Cocchi.

Stile:Barocco.

Per saperne di più sulla città di: Roma

 



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Gianlorenzo Bernini. Ratto di Proserpina. 1621-22. Marmo. Roma, Galleria Borghese


Gianlorenzo Bernini. David. 1623. Marmo. Roma, Galleria Borghese



 

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