Arte bizantina


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Santa Sofia: struttura e decorazioni

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Santa Sofia è indubbiamente uno dei più splendidi monumenti di tutti i tempi. Quello che colpisce maggiormente di questo straordinario monumento, ora non più usato per scopi religiosi, è la geniale suddivisione degli interni, che sorprende ancora di più delle dimensioni, della grandezza e dei colori dei marmi utilizzati per ricoprire i muri. Viene definita l'ottava meraviglia del mondo.

Esterno.

Prima di entrare nella basilica di Santa Sofia, è consigliabile compierne il periplo dall’esterno, così da notare anche alcune belle case in legno, attualmente in corso di restauro in seguito ad un programma di salvaguardia avviato dal Touring Club di Turchia.
Superato il cancello d’ingresso si nota nel cortile un edificio costruito sotto Maometto II per ospitare delle cucine, quindi la fontana per le abluzioni.
Sul fondo, a sinistra, sono conservati i resti di un portico appartenente ad uno dei primi templi eretti nell’area occupata successivamente da S. Sofia.

La facciata della basilica è orientata ad ovest; davanti si possono vedere alcuni resti dell'antica costruzione di Teodosio II e le rovine del campanile latino eretto dai crociati dopo la presa di Costantinopoli.
L’esonartece, assai stretto e allungato, serviva come passaggio tra l’atrio, oggi scomparso, e il nartece. Vi si accedeva da cinque porte, aggiunte dopo il crollo del 558. Si passa nel nartece, ampio vestibolo che misura 60 metri di lunghezza per 11 di larghezza. Delle cinque porte che danno accesso alla navata, la più celebre è quella centrale: la tripla Porta Imperiale, un tempo usata solo dagli imperatori.


Interno.

All’esterno della costruzione, piuttosto articolato e pesante, corrisponde un interno grandioso, di straordinaria, unica, armonia. Grande è il fascino che da allora esercita la sublime maestà della sua chiesa. La decorazione interna è notevole fin nelle parti più minute e nascoste. Marmi policromi vennero utilizzati a profusione, a ricoprire l’intera struttura, fin sopra le gallerie, mentre nelle navate laterali e nel nartece sussistono ancora oggi, nonostante la storia e il tempo, mosaici a fondo d’oro risalenti all’epoca dello stesso Giustiniano. Sopra l'arcata dell’ingresso principale vi troviamo uno dei primi grandi mosaici bizantini datato IX secolo: quello del Cristo seduto al trono, con vicino l'imperatore inginocchiato (che si suole identificare in Leone VI il saggio, imperatore bizantino nel 866).

La navata centrale si presenta come un vasto ambiente coperto da una cupola centrale, cui due semicupole laterali conferiscono pianta ellittica. Le due semicupole poggiano in parte sui quattro grandi pilastri e in parte su pilastri secondari; sono segnate da altre nicchie minori, che terminano in quattro piccole absidi agli angoli della navata centrale. Lo slancio verticale, aggiunto alla sovrapposizione di volumi sferici, conferisce all’insieme dell’edificio una grande leggerezza ed un’estrema eleganza, ben difficile da supporre nell’osservare l’edificio dall’esterno.

Fiancheggiano la navata centrale due navate laterali, sormontate da tribune. Complessivamente si contano nella basilica, alte all’incirca 20 metri, 107 colonne, numero mistico ritenuto di buon auspicio per il sostegno dell’edificio. Si notino i capitelli finemente scolpiti, alcuni dei quali recano il monogramma di Giustiniano e Teodora in mezzo a foglie di acanto.
Grandi lastre di  marmo rivestono attualmente il pavimento, che al tempo di Giustiniano era coperto di mosaici abbinati a marmi di diverso colore.
Su entrambi i lati dell’ingresso sono presenti due grandi urne di alabastro, risalenti all’epoca classica.
Nella navata laterale si trova la cosiddetta Colonna sudante di S. Gregorio, che secondo la leggenda aveva il potere di guarire le malattie della vista e favorire la maternità. Sotto la cupola è posta la Tribuna dei cantori, ornata di decorazioni in argento e avorio, impreziosita da pietre preziose.

In origine ed originariamente riservata alle donne, la galleria meridionale, cui si accedeva direttamente dall’attiguo palazzo del patriarca, fu riservata ai membri della famiglia imperiale perché potessero partecipare ai riti religiosi lontano dallo sguardo della folla.

Si esce da Santa Sofia passando dal vestibolo, accesso un tempo riservato all’imperatore. Si notino la porta di bronzo attribuita al regno di Teofilo o di Michele III e soprattutto un prezioso mosaico della fine del decimo secolo, nel quale è visibile la Vergine Maria con il bambino Gesù, affiancata dall'imperatore Costantino che le mostra una modello della città e Giustiniano che a lei offre la stessa basilica mentre i monogrammi a destra e a sinistra della Madonna significano “Madre di Dio”.
Uscendo, sulla sinistra, si trova l’antico Battistero, edificio quadrangolare la cui costruzione è anteriore a quella dell’attuale Santa Sofia. Più oltre, sulla sinistra sorgono varie tombe che ricordano sinistre usanze: la turbe di Selim II che in seguito aveva anche fatto costruire nel 1577 un mausoleo dall’architetto Sinan, decorato con splendide piastrelle di Iznik.


I mosaici e i medaglioni

Dal piano terra, e ancora meglio dalle gallerie, si ha modo di ammirare gli splendidi mosaici di Santa Sofia, risalenti al periodo bizantino e cristiano successivo e raffiguranti il Cristo, la Vergine Maria, Santi, imperatori e imperatrici.
Tra gli altri mosaici si ammirano anche quello della Vergine con bambino dell'abside di Theotolos, notabile in alto, nella parete della cupola superiore e classificato come uno dei primi ad essere creati (venne inaugurato nel 867, nonostante pare sia una ricostruzione di quello che andò precedentemente distrutto). Si accompagnano ad esso, il mosaico dell'imperatore Alessandro III e il mosaico dell'imperatrice Zoe, con nel mezzo il Cristo e l'imperatore Costantino IX Monomaco.
Del 1122 è il mosaico di Comnenus (nella parete est della galleria meridionale), raffigurante la Vergine Maria vestita di blu, con in grembo il bambino Gesù e affianco lo stesso imperatore Giovanni II Comnenus e imperatrice ungherese Irene, mentre del 1261 è il cosiddetto mosaico di Deisis (che deriva cioè dal tema iconografico bizantino) raffigurante appunto la Vergine Maria, Giovanni Battista e Cristo Pantocratore (Onnipotente).

Dalle parti superiori della chiesa e dalla cupola dalle tante finestre scendeva la luce ad accendere d’oro molti altri mosaici, oggi scomparsi oppure ricostruiti in epoche successive.

Oltre ai mosaici, Santa Sofia emoziona anche per i grandi medaglioni di calligrafia turca presenti, in totale otto, tutti riproducenti i nomi sacri musulmani: Allah, califfo Abu Bakr, Umar, Uthman e Ali, Mohammed, Hasan Husayn. Li troviamo nella più pura espressione arabo-islamica, grandi e circolari, appesi alle alte pareti delle gallerie superiori (quello di Allah accanto all'abside, sotto il mosaico raffigurante l'Arcangelo Gabriele). Furono aggiunte nel XIX secolo durante la restaurazione della moschea. 
La struttura e le decorazioni degli  interni, sembrano proprio raggiungere lo scopo che fu dei suoi padri cristiani e musulmani: l'immagine terrestre del paradiso.

G. Garelli, F. Maremonti (alunni del Liceo Monti, Cesena)



Bibliografia e Sitografia:

- Guide del mondo, Turchia, Touring Club Italiano
- I dizionari delle Civiltà, Islam, Luca Mozzati, Mondadori Electa
- Redazione Grandi Opere di Cultura, Enciclopedia 2003
- Maria Luigia Fobelli. Il tempo per Giustiniano, Santa Sofia di Costantinopoli e la Descrizione di Paolo Silenziario, Biella 2005
- Lo Spazio della Sapienza, Santa Sofia di Istanbul, Guida turistica Meeting Rimini
- G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2006

- www.turchia.cc
- www.wikipedia.com
- www.architetturaeviaggi.it
- www.istanbul.turchia.com

 

Approfondimenti:G. Garelli, F. Maremonti, Santa Sofia, chiesa, moschea, arte.

Stile:Arte bizantina.

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Sezione della Chiesa di Santa Sofia a Istanbul.


Chiesa diSanta Sofia a Istanbul. Facciata.


Chiesa diSanta Sofia a Istanbul. Cupola.


Particolare del mosaico sul timpano della porta centrale: Leone Vi il saggio inginocchiato davanti al Cristo benedicente, Santa Sofia, Istanbul.


Particolare del mosaico del Cristo Pantocratore, Santa Sofia, Istanbul.


Mosaico, secolo X; Vergine Maria con il bambino Gesù, affiancata dall'imperatore Costantino e Giustiniano; Santa Sofia, Istanbul


Mosaico con Cristo affiancato dall'imperatore Costantino IX e l'imperatrice Zoe ; Santa Sofia, Instambul.


Particolare del mosaico raffigurante l’imperatrice Zoe; Santa Sofia, Istanbul.


Veduta interna della chiesa di Santa Sofia con i medaglioni, Istanbul.



 

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