Bosch


Trittico delle delizie


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Hieronymus Bosch

Bibliografia

 

L'attività  di Hieronymus Bosch inizia negli anni Settanta del Quattrocento nella regione del Brabante, la quale aveva acquisito particolare importanza rispetto ad altri centri delle Fiandre a partire dalla metà del secolo. Vero nome è Jheronimus van Aken ma avendo molti committenti di Bruxelles iniziò ad essere designato col nome della sua città natale Hertogenbosch.

 

H. Bosch. Trittico del fieno. Part. Sportelli del Cammino della vita. 1500-02. Madrid, Prado



Il Trittico del Fieno del 1500 è forse la prima tra le opere più note di Bosch; ad ante aperte sembra ricorrere all’iconografia tradizionale del Giudizio Universale per approdare invece ad un discorso puramente profano sulla vanità del mondo. Bosch dimostra sempre di padroneggiare ottimamente la strutturazione spaziale in modo unitario mantenendo allo stesso tempo una lucida messa a fuoco di ogni episodio raffigurato. Le sue poche composizioni a grandi figure sono tutte incentrate sul tema della Passione di Cristo o su soggetti ad essa correlati e strutturate con pochi personaggi a mezzo busto che gli permettono di concentrarsi sulla descrizione psicologica; le figure sono spinte in superficie bloccate in primo piano secondo uno schema diagonale che ne addensa l’incombenza l’atmosfera quasi claustrofobica ed enfatizza il senso di oppressione e angoscia.

 

Costantemente presente nella sua produzione è il genere compositivo del trittico, il quale gli permette di sviluppare nel tempo e nello spazio la narrazione sfruttando come antefatto o commento morale l’esterno delle ante.

 


H. Bosch. Trittico dell'Epifania di Madrid. 1510. Madrid, Prado.



Evidente l’influenza delle prediche dei frati itineranti sempre minacciosamente piene di visioni infernali ma non mancano anche letture più canoniche quali la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine e l’Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis; l’uso spregiudicato e combinato di questi eterogenei spunti rende innovativa e ambigua la posizione di Bosch nei confronti dei temi tradizionali poiché si propone di fondere misticismo, tensione spirituale, superstizione, proverbi contadini e letture colte.

 

 


H. Bosch. Le nozze di Cana. 1475-80. Rotterdam, Museum Boymans-van Beuningen



Concepisce un nuovo tipo di pittura profana che, destinato alla sfera privata dei suoi committenti letterati, traspone l’universo confidenziale della miniatura in una maniera fluida favorendo allo stesso tempo la progressiva autonomia di quella che sarà poi chiamata scena di genere. Si scaglia spesso contro la dabbenaggine cioè contro quei soggetti caratterizzati da una stupidità tale da farsi ingannare anche dai ciarlatani più manifesti (es. l’Estrazione della pietra della follia).

 


H. Bosch. L'estrazione della pietra della follia. 1475-80. Madrid, Prado.

 

Questi soggetti presentano una voluta ambiguità, non sono tanto o soltanto una critica ai vizi e agli eccessi ma anche l’esaltazione dei medesimi; questo concetto ambivalente è ripreso dallo stesso Erasmo da Rotterdam il quale ascrive alla follia il merito di spronare l’uomo verso nuove imprese. Il raggiro in tutte le sue accezioni è un tema molto ricorrente e rappresenta una grave colpa tanto per l’ingannatore quanto per l’ingannato infatti, Bosch punisce sempre la stupidità con la pubblica derisione. 

 


H. Bosch. La nave dei folli. 1490-1500. Part. Parigi, Louvre

 

Dal punto di vista stilistico le proporzioni stravolte e gli insoliti accostamenti cromatici sono funzionali al messaggio metaforico in opere in cui la chiarezza espressiva si fonde con un articolato e difficile simbolismo. Tutt’oggi la decodificazione di tutti i messaggi insiti nelle sue opere è assai incerta e soggetta ad infinite possibilità e chiavi di lettura differenti, difficoltà accresciuta anche dalla quasi totale assenza di fonti documentarie o datazioni precise. A differenza di altri artisti fiamminghi Bosch rifiuta la finezza dei dettagli e la plasticità dei volumi realizzando invece forme piatte in due dimensioni con una resa più grafica che pittorica che ricorda quegli stessi illustratori di miniature dai quali, come già ricordato, attinge anche parte del suo immaginario fantastico.


H. Bosch. I sette peccati capitali. Gola. 1490-1500. Madrid, Prado.

 

Nelle sue rappresentazioni di santi Bosch ha raramente raffigurato le azioni miracolose o gli spettacolari martiri, egli descrive per lo più le sobrie virtù della vita contemplativa; tutto il suo universo figurativo è incentrato sul peccato e la stoltezza quali caratteristiche connaturate nell’animo umano in una concezione profondamente pessimista e fatalista.

 


H. Bosch. Il prestigiatore. 1475-80. Part. Saint-German-en-Laye, Muée Municipal

 

A cavallo tra i due secoli si era fatto portavoce di una corrente moralizzante con il suo mondo fantastico e mostruoso, in apparenza ingenuo e di stampo medievalistico ma in realtà denso d’implicazioni simboliche derivate dai movimenti riformatori diffusi in quegli anni. Una religiosità quanto più terrena e quotidiana come gli oggetti presenti nelle sue opere; strumenti di uso comune dove è il contesto in cui sono inseriti ed il modo in cui sono fusi insieme a renderli bizzarri ed inquietanti.

 


H. Bosch. San Giovanni Battista in meditazione. 1504-05.
Madrid, Museo Lazaro-Galdiano

 

Lo sviluppo dell’attività tarda è probabilmente legato a esempi italiani e l’abbandono della precedente impostazione con un punto di vista allontanato e una moltitudine di piccole figure viene sostituito da dipinti sacri d’impostazione sintetica e monumentale composti da personaggi a mezza figura. Questo mutamento di stile, che propone confronti con l’arte veneta del primo Cinquecento, può esser dovuto ad un probabile viaggio in Italia tra il 1500 e il 1503 ma anche in questo caso non ci sono certezze documentarie. La sua produzione diede vita ad innumerevoli imitatori ma nessun vero e proprio prosecutore o discepolo del suo stile e della sua visione tormentosamente onirica della spiritualità. 

  


H. Bosch. Trittico dell'Epifania di Madrid. 1510. Part dell'Adorazione dei Magi. Madrid, Prado

 

 

F. Gaido

 

Bibliografia

 

M. Cinotti, L'opera completa di Bosch, Milano, Rizzoli, 1966
F. Elsig, Jheronimus Bosch. La question de la chronologie, Genève, Droz, 2004
E. Panofsky, Early Netherlandish Painting, 1953

 

Approfondimenti:Hieronymus Bosch, Federica Gaido, .

Stile:Quattrocento.

 



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Hieronymus Bosch. Trittico delle delizie. 1503-04. Part. Madrid, Prado





 

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