Botticelli


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La Primavera

I personaggi

L'ambiente

Lo stile dell'opera

I significati

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Bibliografia

 

 

La Primavera

 

La Primavera di Sandro Botticelli è conservata a Firenze, alla Galleria degli Uffizi.  E' uno dei capolavori più celebri del Rinascimento italiano.

 


Sandro Botticelli. La Primavera. 1482 ca.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi


La tavola venne realizzata verso il 1478 per l'amico e protettore dell'artista, Lorenzo di Pier Francesco de' Medici , detto il Popolano, il cugino del 'Magnifico' e sembra che fosse destinata alla sua villa di Castello. Lorenzo il Popolano, all'epoca quindicenne, era un giovane di grande cultura, dedito alla poesia, alla letteratura e collezionista di libri rari e opere d'arte.

Il pittore presenta una grande allegoria, dal significato complesso e articolato che rispecchia il sofisticato contesto culturale dell'Accademia neoplatonica, fondata dall'umanista Marsilio Ficino nel 1462 per volere di Cosimo de' Medici.

 





Domenico Ghirlandaio. Annuncio dell'angelo a Zaccaria.
Part. del ritratto d Marsilio Ficino. Firenze, Santa Maria Novella, Cappella Tornabuoni. 

 

L'Accademia Neoplatonica aveva sede nella Villa medicea di Careggi, presso Firenze, un ambiente molto elitario e ricco di fermenti. Ne facevano parte Pico della Mirandola, Angelo Poliziano, Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Bartolomeo Scala, Cristoforo Landino e diversi esponenti della famiglia dei Medici, come Giuliano de'Medici e Lorenzo il Magnifico

 


Villa medicea a Careggi, sede dell'Accademia Neoplatonica. Facciata sul giardino.

Diversi particolari del dipinto sembrano riferiti anche agli esponernti dell'Accademia. Ad esempio, secondo alcuni studiosi, nell'opera sarebbe rappresentato Giuliano de' Medici nelle vesti di Mercurio.

 

 
Sandro Botticelli. La Primavera. dett. di Mercurio e le tre Grazie

 

Mentre in una delle tre Grazie viene riconosciuto il ritratto di Simonetta Vespucci, la bellissima amante di Giuliano.

 

Sandro Botticelli. La Primavera. dett. di una delle tre Grazie, presunto ritratto di Simonetta Vespucci.

 

L'opera raccoglie quindi numerosi contenuti, appartenenti a saperi e discipline diverse, in cui è abbastanza facile pensare ad una interazione tra l'artista e gli altri intellettuali della corte medicea nella formulazione e definizione iconografica. Per lo sviluppo del tema e soprattutto per la scelta dei personaggi e dell'ambientazione mitologica, il dipinto risulta ispirato a diverse fonti letterarie, sia classiche, sia contemporanee. Infatti oltre ai riferimenti a opere come il De rerum Natura di Lucrezio e agli scritti di  Ovidio, come le Metamorfosi e i Fasti, tutte risalenti  al I sec. a. C., si trovano anche spunti tratti dalla poesia contemporanea, come le Stanze per la giostra, scritte da Angelo Poliziano.

 

 


Domenico Ghirlandaio. Ritratti  di Angelo Poliziano e Piero de' Medici.
Dett. degli affreschi nella Cappella Sassetti. Firenze, Santa Trinita

 

 

E' anche indicativo notare che le Stanze sono nate in occasione di un torneo avvenuto a Firenze nel 1475, che videro protagonista Giuliano de' Medici, vincitore della prova.

I numerosi simboli presenti nel quadro sono riferiti all'ampio contesto culturale della filosofia neoplatonica, fiorita proprio nella corte dei Medici.

Ad essi si riferiscono i personaggi, tratti dalla mitologia, ma collegati a persone o situazioni anche reali. L'ambiente i colori e le piante rappresentate collegano il mito, la conoscenza botanica, e il sapere alchemico. 

 Destinata a questa ristretta cerchia di intellettuali, quest'opera è stata realizzata per essere compresa e apprezzata nell'ambito di quella cultura elitaria e raffinata, e nonostante sia uno dei capolavori più celebri e studiati dagli storici dell'arte, presenta ancora degli aspetti misteriosi. Solo alcune delle complesse valenze concettuali sono state chiarite dagli studiosi, ma il capolavoro si presta ancora ad essere analizzato per poterne comprendere almeno qualcuno dei suoi affascinanti significati

 

 

 

I personaggi

 

Nella Primavera, dipinta da Sandro Botticelli nel 1478, la figura femminile, al centro, che domina la composizione è la principale protagonista del quadro. E' una dama elegantissima, vestita di bianco, con un velo trasparente in testa, ornata di gioielli e ricami in oro, un mantello rosso drappeggiato, e sandali d'oro. Trattenendo le vesti si muove con grazia e fa un gesto con la mano, come se stesse danzando o salutando qualcuno. Dalla pianta del mirto, che la circonda e dalla sua posizione centrale nel giardino, è identificata come Venere.

 


Sandro Botticelli. La Primavera. Part. della Venere-Humanitas.
1482 ca. Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi.

 

Probabilmente il gesto della mano è simbolico e viene riferito all'invito e ammaestramento ed è riferito alle tre Grazie: Venere è vista come "magistra artium", secondo la filosofia di Marsilio Ficino invita all'amore e alle Arti. Nell'opera di Botticelli, che riprende i concetti dell'amico filosofo, Venere  invita e accoglie nel suo giardino, il giardino delle Arti.


Sopra di lei, svolazza Cupido, rappresentato come un putto bendato, mentre sta tirando  una freccia verso le tre Grazie, simboli di bellezza e grazia, che danzano sulla sinistra. Queste tre celebri fanciulle (Splendore, Gioia e Abbondanza) sono tra le più ammirate figure femminili dell'arte di tutti i tempi. La prima a destra, di profilo, alla quale Cupido indirizza la freccia, secondo alcuni studiosi potrebbe essere il ritratto di Simonetta Vespucci, amante di Giuliano de' Medici.

 

 

Sandro Botticalli. Ritratto postumo di Simonetta Vespucci. 1476-80 circa.
Berlino, Gemäldegalerie

 

 Nelle loro movenze aggraziate, vestite di veli trasparenti e formano un girotondo con le mani intrecciate. Con queste figure Botticelli fissa il tipo di bellezza femminile del '400, biondo e longilineo, con corpi agili,  lineamenti delicati e carnagione chiara. Oltre alle figure femminili, il vento che si insinua tra i veli, gioca e li increspa è un altro dettagglio particolarmente ammirato dell'opera di questo artista, e descritto anche nel De Pictura di Leon Battista Alberti.

 

Sandro Botticelli. Primavera. Mercurio. Dett. 


All'estrema sinistra il bel ragazzo con il mantello rosso, le chiome scure e ricce, la spada, l'elmo e i calzari è Mercurio, il messaggero divino. E' a guardia del bosco sacro e impegnato a scacciare via le nuvole che non devono turbare l'eterna primavera del giardino di Venere. In mano ha il caduceo, simbolo di pace. Nella sua figura alcuni studiosi pensano che si possa riconoscere il ritratto di Giuliano de' Medici, il fratello minore di lorenzo il Magnifico, ucciso nella congiura dei Pazzi del 1478, proprio lo stesso anno della realizzazione del dipinto.

 


Sandro Botticelli. Ritratto di Giuliano de' Medici. 1478-80.
Tempera su tavola. 75,6×52,6 cm.
Washington, National Gallery of Art

 

Dalla parte opposta, all'estrema destra il personaggio azzurro è Zefiro, il vento di ponente che annuncia la primavera. Entra in scena volando, con il mantello svolazzante e le guance gonfie per soffiare. Raggiunge la ninfa Clori che sta fuggendo. L'incontro dei due personaggi, secondo il racconto che fa Ovidio nei Fasti, provoca il germogliare dei fiori dalla bocca di Clori. La loro unione, secondo la favola antica, porta alla trasfomazione della fanciulla in Flora, dea della giovinezza e della fioritura, patrona dei lavori agricoli e della fertilità femminile. Flora è la donna rappresentata poco più a destra, con il vestito bianco a fiori e piena di ghirlande. E' sorridente, mentre danza e canta, spargendo le rose intorno a sè. Porta nel giardino i colori e i profumi della primavera.

 

 L'ambiente

 


Sandro Botticelli. La Primavera. Dett. degli aranci. 1482 ca.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi

 

La Primavera, dipinta da Sandro Botticelli nel 1473, si manifesta nella cornice fiorita di un prato primaverile con erbe e piante di ogni specie, descritte con precisione scientifica.  Lo stile botticelliano, basato principalmente sul disegno e caratterizzato da una linea mobilissima e molto sottile, è particolarmente adatto a questo tipo di descrizione, e raggiunge in questo dipinto un livell di qualità altissima. La vegetazione è molto rigogliosa e dipinta con diverse tonalità di verdi molto intensi. Lo spazio è circondato da un aranceto, le cui piante presentano insieme sia fiori che frutti.

 

Sandro Botticelli. La Primavera. Dett. del mirto.
1482 ca.  Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi

 

Al centro del boschetto di aranci si apre con una perfetta forma di arco, uno spazio, in cui si riconosce la pianta del mirto, sacra a Venere.

 

Sandro Botticelli. La Primavera. dett. dell'iris.
1482 ca.  Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi

 

Questo luogo perfetto, dipinto da Botticelli, rappresenta Cipro, la mitica isola in cui, secondo gli antichi si trovava il giardino di Venere. Piante, colori e ambiente sono scelti da Botticelli in virtù di particolari significati che rinviano alla filosofia neoplatonica e alle riflessioni di Marsilio Ficino.

 

 Lo stile dell'opera

 

Il tema della Primavera botticelliana è classico, ma la visione artistica è lontana dal gusto classico.
Nella composizione, i personaggi e i gruppi sono isolati, non hanno rapporti tra loro, nè con l'ambiente.
Il dipinto è antirinascimentale per la mancanza di spazio prospettico e di plasticità. Gli alberi e i cespugli impediscono di vedere in profondità e si schierano come un grande fondale di teatro.
L'assenza di ombre e i delicatissimi chiaroscuri tolgono ogni concretezza alle forme e ai corpi che sembrano eterei e leggeri.

 


Sandro Botticelli. La Primavera. 1478-80 Part. delle Tre grazie.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi


Tra i personaggi è assente qualsiasi relazione psicologica, ognuno sembra ignorare la presenza degli altri.
Ma Botticelli raggiunge una qualità poetica altissima, proprio per queste forme perfette, per l'armonia del ritmo lineare. Il disegno è scorrevole e preciso, sembra animato, come se creasse da solo queste figure languide, eleganti, di una grazia sofisticata, evanescenti. Gli atteggiamenti e i movimenti sono studiatissimi. Da notare le pose, i particolari degli avambracci, delle mani intrecciate, dei piedi agili, che evocano i ritmi e i momenti della danza.
Il rinvio alla danza e alla musica e a un'armonia sonora, lo ritroviamo in questi colori freddi, chiari, liquidi del sottobosco, negli effetti di trasparenza dei veli, ma soprattutto nei giochi, nei movimenti danzanti, oscillanti della sua linea. E' una linea completamente libera, che segue un principio assoluto di fantasia e bellezza, frutto della pura immaginazione.
Il mondo proposto da Botticelli è una visione trascendente del mondo, un'utopia visibile.

 

I significati

 

La Primavera di Botticelli è stata analizzata a lungo da parecchi studiosi per ricavarne i significati e sono emerse diverse ipotesi, le più plausibili sono quelle che evidenziano i legami con la filosofia neoplatonica. La Primavera si pone come rappresentazione della ciclicità universale della natura e come tempo perfetto di pace e serenità. Il clima mite della stagione e il risvegliarsi della natura in un germogliare e fiorire continuo, mostrano da un lato il concetto di "natura bella e amica dell'uomo", dall'altro il richiamo all'attenzione, alla difesa e conservazione (Mercurio armato che è a guardia del sacro bosco e scaccia le nuvole) di tale luogo-tempo di pace e bellezza.

 


Sandro Botticelli. La Primavera. Part. di Mercurio. 1478-80.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi.

 


Collegato a questo è anche il rapporto Primavera-giovinezza, evidenziato dagli stessi personaggi e dalla presenza delle tre Grazie. La giovinezza a cui si allude non è solo quella, più ovvia, dell'età giovanile, ma è una giovinezza di spirito, che per essere mantenuta va nutrita di Natura (il giardino pieno di fiori), Grazia e Virtù (Tre Grazie), uso della Ragione (Mercurio, simbolo della ragione e del buon consiglio), Amore (Cupido) e Bellezza (Venere). La valenza allegorica dei singoli personaggi è evidenziata anche dal loro isolamento l'uno dall'altro come se si trattasse di tanti concetti allineati ordinatamente nella composizione.

 


Sandro Botticelli. La Primavera. Part. di Zefiro e Clori. 1478-80.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi.



Zefiro fecondatore si unisce a Clori e denota la Primavera come simbolo delle capacità generative della natura. La Natura che offre insieme fiori e frutti (aranceto), la presenza di Cupido, il gonfiore dei ventri delle donne e Venere al centro, introducono il collegamento tra natura ed erotismo.
Ma accanto a questo esiste anche un significato religioso: nella Genesi il vento è inteso come materializzazione dello spirito di Dio nella creazione del Mondo, ed è l'alito vitale che Dio trasmette a tutti gli esseri viventi. Nella versione greca del Nuovo testamento inoltre il vento equivale anche all'anima dell'uomo, creatura simile a Dio. Soffiando nelle narici dell'uomo Dio dà vita a una creatura speciale, superiore a tutte le altre e quindi, secondo i neoplatonici, anch'essa "creativa" cioè in grado di creare mediante le attività artistiche. La fecondità fisica viene quindi paragonata alla fecondità intellettiva.

 


Sandro Botticelli. La Primavera.
Part. dell'aranceto con fiori e frutti. 1478-80.
Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi

 

La posizione dominante della Venere sottolinea l'importanza e la centralità di questa figura che, al di là dell'ascendenza puramente classica, rappresenta il tema rinascimentale dell'Humanitas, fondamentale nelle teorie di Marsilio Ficino, principale ideatore del Neoplatonismo. Secondo questa accezione, l'Humanitas, è l'insieme delle attività spirituali dell'uomo, e nel quadro sta al centro, con la mano levata, come a dirigere tutto ciò che accade e ad indicare le tre Grazie. Queste, per i rinascimentali neoplatonici rappresentano le Arti (le attività dello spirito) e verso di loro scaglia la freccia anche Cupido, che rappresenta l'amore per queste attività.
Il riferimento alle arti è piuttosto chiaro, la pittura è ovviamente presente, l'architettura è indicata  dalla presenza dell'arco al centro, la scultura dalle figure scultoree, la musica, la danza e il canto dagli atteggiamenti e movenze dei personaggi oltre che dalla linea di contorno: mobilissima e "musicale", e dai colori: note chiare e luminose su fondo scuro, associate come una melodia.

Questi tre livelli di significato: chiave naturalistica (primavera come risveglio della natura), chiave erotica (primavera come manifestazione dei sensi) e chiave estetica (primavera come simbolo delle capacità creative-artistiche) sono tutti intrecciati fra loro. Secondo Ficino vivere nella bellezza è un modo per superare la dimensione terrena e viene proposto come raffinato stile di vita. Venere è quindi un simbolo di bellezza come elevazione spirituale attraverso l'arte e la conoscenza.

Accanto a questi sono stati evidenziati anche altri significati ricollegabili all'ambito neoplatonico.
La descrizione dettagliata e la precisione scientifica con cui Botticelli dipinge le numerose piante ed erbe del giardino di Venere equivale a una sorta di enciclopedia botanica o erbario. Inoltre si tratta di piante accuratamente scelte per le loro virtù salutari, e associate a colori, profumi, metalli, pietre e benefici influssi astrali che appartengono a quella "magia naturale" sulla quale Marsilio Ficino concentrava i suoi studi. Un ulteriore riferimento all'alchimia è rappresentato dalla presenza di Mercurio e dal suo caduceo, che ne è un simbolo.
I colori freddi, specie il verde e l'azzurro sono visti dai neoplatonici come colori dalle virtù positive, specie se aasociati all'oro, che qui è presente in sottili linee dipinte da Botticelli.
L'opera di Botticelli viene quindi vista da alcuni studiosi come un grande talismano, dedicato al giovane Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, al quale Marsilio Ficino dedica una lettera nel 1477, probabilmente accompagnata al dipinto, augurandogli di trovare nella devozione a Venere-Humanitas l'equilibrio di tutte le sue doti.

 

 

 A. Cocchi.

 

 


 

Video

 

Sandro Botticelli. La vita, le opere. Video da You Tube.

 

 

 

 

 

Botticelli, il suo tempo la sua cerchia. Video da You Tube

 

 

 

 


 

Bibliografia

 

C. Bo, G. Mandel L'opera completa del Botticelli. Classici Rizzoli, Milano 1966
G. Cornini. Botticelli. Dossier Art n. 49, Giunti editore, Firenze 1990
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006

 

Approfondimenti:Botticelli, primavera, neoplatonismo, simbolo, allegoria, Medici, pittura rinascimento, CLIL, .

Stile:Quattrocento, Rinascimento.

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Sandro Botticelli. La Primavera. 1482 ca.  Tempera su tavola. cm. 203X314. Firenze, Uffizi





 

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