Arte Minoica


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Urbanistica e architettura del Minoico medio

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Urbanistica

Durante il II Millennio i centri di Cnosso, Festo e Mallia si sviluppano e si definiscono come città-guida, rivestendo una particolare importanza dal punto di vista economico e politico rispetto ai centri minori e alle aree agricole che rappresentano il territorio subordinato.

In questo periodo le città minoiche si riorganizzano nelle loro strutture sociali e politiche, assumono una forma gerarchizzata e articolata che si riflette nell'aspetto complesso delle città. In questo momento la città cretese prende la sua particolare, originale forma, che risponde ad una studiata pianificazione urbanistica, molto originale, diversa da tutte le altre civiltà e che sembra seguire un modello unitario a cui si riferiscono tutte le città dell'isola.

La struttura delle antiche città cretesi è sostanzialmente concentrica e si sviluppa intorno ad un ampio cortile centrale che ha una funzione simile all'odierna piazza; luogo d'incontro della collettività.
Affacciato sul grande piazzale nel centro della città sorge il complesso del cosiddetto palazzo. Si tratta di strutture caratteristiche  del primo periodo palaziale, importanti resti sono stati ritrovati a Cnosso, Festo, Mallia.
I palazzi minoici non sono edifici isolati, ma complessi di costruzioni comprendenti edifici e strutture tutte collegate  tra loro ma con funzioni diverse, come la residenza reale, gli ambienti di governo e rappresentanza, gli uffici amministrativi, gli ambienti della giustizia, ecc. 
Intorno e senza interruzioni rispetto al palazzo, ma in continuità con esso, si sviluppa la città, con i suoi spazi collettivi e privati, le zone residenziali, le zone produttive e le strutture di collegamento. Ne deriva un disegno molto complicato che ha l'aspetto di un labirinto. E' forse da questo che deriva l'antico mito di  Minosse e la leggenda del labirinto e di Teseo.

La distribuzione degli elementi urbani segue un criterio razionale. La centralità della piazza e del palazzo permetteva una facile raggiungibilità da qualsiasi direzione e viceversa dal centro ci si poteva facilmente spostare in ogni quartiere. Ciò determinava anche un facile controllo sulla comunità da parte delle strutture di potere. Intorno si distribuiscono i quartieri residenziali e le periferie popolari. L'area produttiva è affiancata dai magazzini e rivolta su importanti vie di collegamento e verso il porto. Una zona è dedicata al culto, con la presenza del tempio e del teatro, in cui i cittadini assistevano a cerimonie e rappresentazioni  religiose.  Anche le forme, le dimensioni e le caratteristiche rispondono a esigenze di funzionalità.

Nella città del periodo proto-palaziale molta importanza è data agli spazi comuni come le ampie piazze, i teatri, le logge, che testimoniano una certa vivacità della vita collettiva e sociale. 

Intorno alla città non c'è traccia di mura difensive, gli abitanti quindi non temevano nemici o pirati. Eppure il Minoico Medio è un periodo di grande prosperità, probabilmente i redditizi contatti commerciali con altri popoli, e forse anche l'indole pacifica dei cretesi, spinse questa gente a mantenere buoni rapporti, piuttosto che cercare motivi di conflitto.

Una delle caratteristiche più evidente è la diversità, sia perché ogni punto della città offre vedute e situazioni sempre diverse, sia nelle singole costruzioni.
Si nota molto la differenza tra le costruzioni più semplici dei quartieri poveri e i palazzi delle classi sociali dominanti. Gli abitanti più ricchi costruivano le loro grandi residenze nei posti più belli e intorno venivano costruite le abitazioni dei parenti e dei subordinati. Così si formava una sorta di nucleo, corrispondente al palazzo, con una raggera di strade e costruzioni secondarie intorno che si allargava via via secondo una struttura concentrica. 

Altro aspetto evidente è la continuità, perché le abitazioni sono tutte molto vicine tra loro e sempre collegate da spazi comuni. Gli archeologi non hanno trovato ville o case isolate, probabilmente perchè i cretesi avevano un forte senso di coesione sociale.

Un altro aspetto che contraddistingue l'urbanistica minoica è l'armonico inserimento nell'ambiente naturale. I Minoici non  modificano in modo sistematico il territorio, come usano altre civiltà, come ad esempio gli Egizi, ma costruiscono assecondando la forma geologica tipica dell'isola. Se poteva essere necessario spianare la cima di una collina per eliminare la pendenza del piano terra, i dislivelli dovuti alla conformazione collinare vengono di solito collegati mediante scale, logge e terrazze, adattando la costruzione alla forma delle rocce e delle colline, ottenendo una città a "più piani" e condividendo gli spazi con la natura, in quell'isola particolarmente bella e rigogliosa, secondo una visione che oggi potremmo definire "ecologica".

Il Palazzo

Il palazzo minoico, già nel periodo proto-palaziale, per la sua forma complessa e articolata, unita la resto della città, si conforma quindi come una città-palazzo e una città nella città, costruita sulle colline, priva di mura difensive e sviluppata su più piani.  Si accede attraverso scalinate e stretti corridoi che nascono dalle vie che si diramano dalla piazza centrale.
Per la continuità che presentano con il resto del tessuto urbanistico è difficile distinguerne i confini. Le piante dei palazzi sono articolate e complesse, composte da molti ambienti tutti collegati tra loro e differenti per forma e dimensioni, si distribuiscono secondo un uso funzionale. Nell'insieme la costruzione è diversificata, asimmetrica, piena di variazioni, riflette una concezione di architettura in cui prevale il principio della diversità, che si esprimerà in maniera ancora maggiore nel periodo successivo.


L'architettura minoica è anche una costruzione piena di colore, tutte le superfici sono dipinte a colori vivaci: pareti, colonne, architravi, attraverso il colore offrono un'impressione di grande serenità e rendono l'idea di un gusto molto originale che ama i contrasti, la policromia, gli effetti pittorici. Risentendo forse dell'influenza della pittura egiziana, gli ambienti interni erano rivestiti di intonaco a base di gesso, proprio per ricevere la pittura.  Anche se mancano ancora i grandi cicli figurativi del periodo del Minoico Recente, sono state ritrovate le fondamenta di numerose stanze spesso affrescate o con sontuosi rivestimenti in marmo, corridoi lastricati, scalinate, portici, terrazzi, cortili, logge. Ma anche laboratori e magazzini con ricchi depositi di manufatti, come vasellame e arredi.

 

Oreficeria

Rari gli esemplari ritrovati appartenenti a questo periodo.

 

A. Cocchi


Bibliografia.

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
J. Lange. Creta in: AA.VV. Grecia e Creta. Viaggio nella terra degli dei. Archeo collection. De Agostini, Novara 2007
AA.VV. Creta e il dominio minoico. Una vita piena di colore. in: La Storia dell'Arte. Vol 1 Le prime civiltà. Mondadori Electa, Milano 2006
L. Girella. Morte ineguale. Per una lettura delle evidenze funerarie nel Medio Minoico III a Creta. in Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle missioni italiane in Oriente. Vol. LXXXI, serie III,3- Tomo I, 2003 Saia editore 2004
L. Cultraro, L. Pappalardo, F. P. Romano. Insediamento e necropoli dell'Antico e Medio Minoico a Priniàs, Creta (Grecia) CNR Dipartimento Patrimonio culturale

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, civiltà, archeologia, .

Stile:Arte Minoica.

 



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Modellino in terracotta di casa cretese rinvenuto ad Archanes. XVIII-XVII secolo a. C. Heraklion, Museo archeologgico, Creta.


Case di abitazione. II millennio a. C. Haghia Triada, Creta



 

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