Daumier


Ecce Homo Il vagone di terza classe La Repubblica nutre i suoi figli Don Chisciotte Crispin e Scapin


torna indietro: Artisti

Daumier

Storia dell'arte  >  Artisti

Cenni sulla vita e formazione

Stile e fortuna critica

Bibliografia

 

Cenni sulla vita e formazione

Honoré Daumier (Marsiglia, 26 febbraio 1808  – Valmondois, ) è stato un pittore, scultore, litografo e caricaturista  francese. (English version)

Aquisì fama sopratutto per le vignette di satira politica da lui realizzate con la tecnica litografica.
Egli nacque il 26 febbraio del 1808 a Marsiglia, figlio di Jean-Baptiste-Louis, e Cécile-Catherine Philip. Il padre era un vetraio, restauratore e poeta, nel 1814 si transferì a Parigi dove riscontrò successo con le sue poesie, così anche la sua famiglia potè raggiungerlo nel 1816. Nonostante ciò la famiglia continuò a condurre una vita modesta, e trovandosi in condizioni precarie, fu costretta a molti trasferimenti. Già all'età di 12 anni Honorè dovette iniziare a lavorare, prima come fattorino poi come commesso in una libreria.
Ma il giovane ragazzo espresse subito il suo desiderio di dedicarsi alla pittura, e grazie al sostegno di un amico del padre la sua passione per l'arte venne alimentata, fino al punto che nel 1823 si iscrisse nella privata "Académie Suisse".

Dal 1825 fu apprendista nella litografia Belliard, e iniziò dal 1829 a collaborare con il giornale umoristico «La Silhouette», che uscì dal 1829 al 1831, impegnandosi subito con le sue vignette satiriche nella polemica politica anti-monarchica.
Nel 1830 partecipò alla rivoluzione che portò alla caduta di Carlo X e all'ascesa al potere di Filippo d'Orlèans. Durante i tumulti Honorè subì anche una ferita di sciabola al volto.
Dalla fine dell'anno al 1835 passò a collaborare con il giornale «La Caricature», diretto da Charles Philipon e Gabriel Aubert, dove il 15 dicembre 1831 comparve una sua caricatura in cui veniva rappresentato re Luigi Filippo che, con il nome di Gargantua, divora le risorse del popolo e corrompe i deputati dell'Assemblea Nazionale.
Questa vignetta lo portò in tribunale, il 23 febbraio 1832; venne processato e condannato a sei mesi di carcere e ad una ingente multa.
Liberato il 14 febbraio 1833, andò a vivere da solo, e continuò a prendere di mira Luigi Filippo, rappresentato costantemente con il volto a forma di pera, ma anche producendo numerose caricature sul  governo corrotto.  Oltre che con "La Caricature", collaborò anche con "Le Charivari".

Negli stessi anni cominciò ad affrontare la scultura in terra per lo più non cotta e, poco più tardi, dipinse le prime tele.
Sia le sculture, che i quadri, preparati e mantenuti in modo spesso inadeguato sono andati persi o sono troppo danneggiati per essere apprezzati.
I provvedimenti contro la libertà di stampa, emanati dal governo il 29 agosto 1835, che soppressero o sottoposero a pesante censura i giornali satirici, lo costrinsero a mutare i temi delle litografie, indirizzandosi a soggetti di costume. Collaborò così all'illustrazione del mensile letterario «La Chronique de Paris», fondato nel 1836 da Balzac, del quale illustrò successivamente anche alcuni romanzi.
In seguito, a causa dell'ingente numero di debiti accumulati, nel 1842 gli vennero pignorati i mobili di casa; quindi sposò il 16 aprile 1846 la sarta Marie-Alexandrine Dassy dalla quale aveva già avuto, il 2 febbraio, un figlio vissuto pochi mesi.
Con la caduta della monarchia a seguito della Rivoluzione del febbraio 1848, il governo repubblicano bandì, il 18 marzo, un concorso per un'immagine che rappresentasse la nuova Repubblica. Daumier fu fra i circa settecento partecipanti, presentando un bozzetto che superò la prima selezione della commissione incaricata di valutare le opere, della quale facevano parte, tra gli altri, Lamartine, Delacroix, Ingres e Meissonier, ma il concorso fu annullato dal nuovo governo al potere dopo le sanguinose giornate di giugno.
La sua opera era intitolata da Daumier "La repubblica nutre i suoi figli e li istruisce".

La parte più produttiva della sua vita fu tra il 1830 e il 1835, nella quale realizzò, per la pubblicazione su una rivista, circa 1'000 incisioni su legno e 4'000 litografie, oltre ad alcune decine di sculture, disegni e dipinti, destinati per lo più, in quest'ultimo caso, alla fruizione privata.
Dal 1848, con l'inizio della nuova repubblica francese, Daumier ricomincia a scrivere e disegnare satira politica nel "Le Charivari", dedicandosi anche alla pittura. Infatti, a partire dal 1860 si dedica principalmente ad essa, influenzato dagli amici Camille Corot e Jaen-Francois Millet; in questo periodo si preoccupa sopratutto della situazione sociale precaria e dipinge quindi Il vagone di terza classe e soggetti del quotidiano come La zuppa.
Proprio in quegli anni eseguì maggior parte dei suoi dipinti, anche se, nonostante furono accettati per ben quattro volte ai "salons", non vennero mai esposti e rimasero praticamente sconosciuti fino alla mostra che si tenne alla galleria di Durand-Ruel  nel 1878, l'anno prima della sua morte.
Negli ultimi anni divenne quasi cieco e fu salvato dalla miseria solamente da Corot.
Nel 1879 morì a Valmondois all'età di 71 anni.

R. Anelli

 

Stile e fortuna critica

 

Daumier è un artista pienamente realista che si serve dell’opera come mezzo per far conoscere la realtà della società capitalistico-borghese mettendone in evidenza le contraddizioni. Il suo stile è vigorosamente espressivo, spesso drammatico, mai edulcorato nelle tematiche e assolutamente estraneo a qualsiasi ricerca di bello accademico. La sua pittura è caratterizzata dal gusto per i contrasti di luce ed ombra netti, larghe masse compatte di colore  che costruiscono volumi pesanti ma fortemente vitali e espressivi. La sua scarsa fortuna a livello di pubblico e committenza è imputabile non solo alla resa pittorica o alle tematiche affrontate ma soprattutto al mondo in cui queste vengo brutalmente proposte. Le vicende da lui rappresentate non sono semplici racconti di cronaca o di pacata quotidianità; Daumier non mira ad un superficiale coinvolgimento emotivo, vuole trasmettere un significato, una morale ben precisa veicolandola con la forza delle sue immagini. L'osservatore può diventare così il destinatario di una critica o della derisione delle sue caricature. Strumento imprescindibile nella sua produzione artistica è il suo chiaroscuro mai classico poiché usa accostamenti di tinte che restano separate e non sfumate l’una nell’altra risultando già innovativo e pre-impressionista. La sua opera è sempre intesa a infrangere la pesantezza retorica dell’arte ufficiale per mettere a nudo gli aspetti negativi della realtà del suo tempo. 

 

F. Gaido

 

 


 

English version

 

Honoré Daumier (Marseille, February 26, 1808 - Valmondois,) was a painter, sculptor, lithographer and caricaturist French.

 


 

Bibliografia


Daumier Register. Catalogo completo della grafica di Daumier
Opere di Daumier in Artcyclopedia
G.Cricco, F.P: Di Teodoro "Itinerario nell'arte, dal Barocco al Postimpressionismo", Zanichelli Editore, 2003/2005.
Rey Robert, Daumier, Serie Arte Garzanti, Garzanti Libri, 1959

 

Approfondimenti:Daumier, pittura, satira, caricatura, politica, R. Anelli, Federica Gaido, .

Stile:Impressionismo, Arte dell'Ottocento.

Per saperne di più sulla città di: Parigi

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Honorè Daumier. Ritratto fotografico.


Honorè Daumier. Gargantua. 1831. Caricatura di Luigi Filippo di Francia. Litografia


Honorè Daumier. Luigi Filippo. Caricatura. Litografia


Honorè Daumier. Don Quichotte.1868. Olio su tela. Monaco, Neue Pinakothek.


Honorè Daumier. Il vagone di terza classe (Le Wagon de troisième classe). 1864. Olio su tela. Ottawa, National Gallery of Canada


Honorè Daumier. La repubblica nutre i suoi figli e li istruisce. 1848.Olio su tela Cm 73 x 60 Parigi, Museo d'Orsay



 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK