Delacroix


Il massacro di Scio La libertà che guida il popolo Donne di Algeri La morte di Sardanapalo (video)


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Delacroix

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Probabile figlio naturale del marchese di Talleyrand, poichè il padre, Charles Delacroix, era gravemente menomato da un'operazione subita, Eugène Delacroix nasce a Charenton-Saint Maurice il 26 aprile del 1798. Charles Delacroix, prefetto della Gironda, muore nel 1805, quando Eugène era ancora un bambino.
Di solida cultura classica, Delacroix è uno degli artisti più colti della sua generazione.
L'adolescenza di Eugéne si divide tra la scuola e l'atelier. Studia al Liceo Imperiale di Parigi fino al 1814, quando muore la madre. Pur vivendo in una difficile situazione economica, frequenta i maggiori pittori dell'epoca. In particolare, nel 1815 entra nell'atelier del parigino Pierre-Narcisse Guérin, un pittore neoclassico molto rigoroso e severo. Presso il Guérin, il giovane Delacroix apprende importanti insegnamenti, ma soprattutto avviene l'incontro con Géricault, decisivo per il suo orientamento.
Nel 1817 si iscrive all'École delle Belle Arti di Parigi: una scuola molto difficile, dove viene impartito un insegnamento rigido e di stampo neoclassico, basato soprattutto sullo studio e la copia delle opere antiche.
Nel frattempo, entra nel gruppo dei giovani pittori intorno a Géricault, che rappresenta la nuova tendenza, un modo di superare il Neoclassicismo e le sue regole.
Ma è fondamentale per la sua cultura la frequentazione del Museo del Louvre, dove Delacroix trascorre molto tempo per studiare Raffaello, maestro verso il quale nutrirà sempre grande ammirazione, i maestri veneti come Giorgione e Tiziano e coloristi come Rubens. Da questi deriva il grande fascino per il colore, il gusto della bellezza classica e il naturalismo; egli riceve un'influenza fortissima da questo tipo di pittura. Accanto all'interesse per la pittura Delacroix si dedica molto alla lettura, predilige Dante, Tasso, Shakespeare e Walter Scott, le cui opere forniranno numerosi spunti per i suoi quadri.
Grazie all'amicizia e all'aiuto di Gericault, a partire dal 1819, il giovane pittore ottiene alcune commissioni che gli permettono di avviare la sua attività artistica in modo autonomo.
Delacroix elabora via via uno stile che è esattamente l'opposto del Neoclassicismo, fino a diventare uno dei più grandi coloristi ed esponenti del Romanticismo.
Nel 1822 dipinge Dante e Virgilio all'inferno.  Il quadro, presentato al Salon parigino nello stesso anno portò al pittore una certa notorietà e suscitò critiche molto contrastanti.
Nel 1823, in seguito alle sanguinose vicende della guerra greco-turca, Delacroix comincia a lavorare a uno dei suoi quadri più impegnativi del periodo giovanile: Il Massacro di Scio, che propone un episodio di storia contemporanea, e lo espone al Salon del 1824, ottenendo un buon successo.

Pur mantenendo sempre una certa autonomia, nello stesso anno frequenta il gruppo dei romantici, composto da personaggi come Sthendal, Alexandre Dumas, e altri capeggiati da Victor Hugo, con il quale però rompe presto i rapporti.
Negli anni immediatamente successivi seguono un soggiorno in Inghilterra e la realizzazione di capolavori come La Grecia spirante sulle rovine del Missolungi e la Morte di Sardanapalo, un'opera che suscitò grande scandalo e critiche fortemente negative.
Nonostante sia stato solitamente abbastanza restio a schierarsi politicamente, dopo l'insurrezione popolare del 1830, in reazione alla decisione di Carlo X di sciogliere le camere e sospendere la libertà di stampa, Delacroix decide di partecipare alla rivoluzione attraverso la sua pittura. Realizza La Libertà guida il popolo, uno dei massimi capolavori del Romanticismo e quadro-simbolo della rivoluzione. Presentato al Salon del 1831, provoca l'indignazione dei critici parigini.

Nel 1832 viaggia in Marocco, Tunisia e Spagna, riporta le impressioni dei quei luoghi sul suo taccuino da viaggio, con una serie di acquerelli che gli forniranno lo spunto per alcune opere di genere esotico e folcloristico. Ma, proprio in virtù di quell'esperienza Delacroix porta avanti una nuova ricerca espressiva basata sul colore e i contrasti cromatici. Nascono capolavori come Le donne di Algeri nei loro appartamenti, Il sultano del Marocco, e la Festa di nozze ebraiche in Marocco.

Gli ultimi vent'anni dalla sua vita sono segnati da importanti riconoscimenti pubblici e commissioni prestigiose, ma anche da periodi di malattia, che si alternano al lavoro del pittore. Lo stile della sua maturità si evolve in maniera estremamente libera, aumenta la carica espressionistica e l'intensità del colore, la sua pittura avrà una forte influienza sulla pittura delle generazioni successive di artisti, dalla formazione dell'impressionismo fino alle avanguardie storiche.
Delacroix muore a Parigi il 13 agosto del 1863.

A. Cocchi


Bibliografia.

G. G. Lemaire. Delacroix. Dossier Art n. 74. Giunti, Firenze 1992
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte vol. 3 Dall'età dei lumi ai nostri giorni Zanichelli, Bologna 1996
AAVV La nuova enciclopedia dell'arte Garzanti 1986

 

Approfondimenti:Delacroix, pittura.

Stile:Romanticismo, Ottocento.

 



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Eugéne Delacroix. Il sultano del Marocco. 1845. Tolosa Musée des Augustins


Eugéne Delacroix. Dante e Virgilio all'Inferno. 1822. Olio su tela. cm. 189X246. Parigi, Louvre


Eugéne Delacroix. La furia di Medea. Olio su tela cm. 122,5X84,5. Parigi, Louvre.


Eugéne Delacroix. La morte di Sardanapalo. 1827. Parigi, Louvre


Eugéne Delacroix. La Grecia spirante sulle rovine del Missolungi. 1826 ca. Bordeaux, Musée des Beaux-Arts.



 

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