Donatello


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Decorazione della Sacrestia Vecchia di San Lorenzo

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La Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, progettata da Filippo Brunelleschi su volere della famiglia Medici, venne terminata nel 1428 e divenne il loro mausoleo a partire dall'anno successivo, quando sotto il tavolo marmoreo al centro della Sacrestia venne sistemata la Tomba di Giovanni Bicci. Poi i lavori all'interno si interruppero, si intromisero problemi di natura politica e Cosimo il Vecchio, negli anni 1433 e '34 venne esiliato da Firenze.
L'incarico della decorazione venne affidato a Donatello, ma non si conosce con esattezza la datazione dei lavori, sappiamo soltanto che vanno compresi tra il 1434, che corrisponde al rientro a Firenze di Cosimo I e il 1443, data della partenza di Donatello per Padova. Gli studiosi ritengono probabile che Cosimo de' Medici abbia assegnato il lavoro a Donatello nel 1439 e che lo scultore vi abbia preso parte fino al 1443, realizzando otto Tondi , due Lunette con due coppie di santi a rilievo in stucco policromo, e due Porte di bronzo.

 


Donatello.  San Giovanni Evangelista. 
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 

Il Manetti, architetto che collaborò con Brunelleschi durante i lavori per il complesso di San Lorenzo (portandoli a termine dopo la morte del maestro, avvenuta nel 1446) racconta di un diverbio tra Donatello e l'anziano architetto, che incrinò profondamente la loro vecchia amicizia.

 


Sacrestia Vecchia di san Lorenzo. Firenze.
Veduta delle cupole di Brunelleschi con le
decorazioni in stucco policromo di Donatello.

 

Brunelleschi, che aveva concepito la spazio della Sacrestia con chiare ed essenziali strutture geometriche non gradì l'intervento dello scultore, che ritenne incoerente e inadatto al contesto architettonico da lui creato.
Le porte di bronzo vennero duramente criticate soprattutto per la struttura architettonica, considerata goffa e sgraziata, con colonne ioniche e il timpano. Critiche simili vennero rivolte anche ai rilievi in stucco, colorati vivacemente e molto in contrasto con il rigore geometrico della sua architettura.

 


Donatello.  Porta e lunetta con i santi Stefano e Lorenzo. Bronzo e
stucco ploicromo. S
acrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 


Gli Otto Tondi

 

La volta della Sacrestia Vecchia e la sommità delle pareti era stata decorata da Brunelleschi con l'inserimento di otto Tondi con semplici cornici modanate che misurano oltre due metri di diametro.
Donatello venne incaricato di riempirli con quattro figure degli Evangelisti seduti ai loro scrittoi insieme ai relativi animali siìmbolici e quattro scene della loro vita.

 


Donatello. Tondi intorno alla cupola centrale con i medaglioni
degli Evangelisti e i quattro tondi con le storie della vita
di San Giovanni Evangelista.

 


Tutte le composizioni vennero modellate sul posto direttamente dall'impalcatura, applicando strati sovrapposti d'intonaco e poi incise con righelli e strumenti taglienti,scavando fino a raggiungere lo sfondo. Alcuni chiodi leggermente sporgenti permisero di far aderire le figure alla parete.

 

Donatello.  San Giovanni Evangelista a Patmos. 
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 

In alcuni punti si notano ancora le tracce del disegno preliminare graffito sull'intonaco fresco: una tecnica molto simile all'incisione della sinopia nell'esecuzione di un affresco. Queste tracce dimostrano che Donatello conosceva anche le tecniche contemporanee della pittura murale.

Il risultato finale è un effetto di immediatezza e spontaneità dovute alla tecnica compendiaria e veloce con cui sono modellate le figure. Il dinamismo drammatico delle scene di Donatello viene risaltato anche dalcolore, sviluppato su una gamma chiara e vivace, con toni chiari in contrasto su fondi in azzurro e rosso mattone.

Nella Resurrezione di Druisiana, con un impianto prospettico impeccabile, la scena si apre su un'ampia sala con volta a botte e cassettonin che ricorda le terme romane.

 


Donatello.  Resurrezione di Druisiana, Dett. 
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 

Nell'Ascensione di San Giovanni la prospettiva è invece costruita su un ingegnoso effetto grattacielo con un punto di vista dal basso e le linee di fuga convergenti verso l'alto.

 


Donatello.  Ascensione di San Giovanni Evangelista. 
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 

Il modello di riferimento è il Rilievo dell'Arco di Costantino a Roma: Donatello ne riprende la scansione orizzontale dello spazio e l'idea di mettere una figura in primo piano con le spalle rivolte verso lo spettatore.

La composizione del Martirio di San Giovanni è basata sul dinamismo delle linee diagonali del corrimano delle scale e dei ferri del boia. Donatello taglia le figure ai margini con una tecnica moderna, quasi fotografica, suggerendo la continuità dello spazio e il prolungarsi del dramma al dilà della cornice del tondo.

 


Donatello.  Martirio di San Giovanni Evangelista. 
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.

 

Lunette

 

Sopra le porte delle sacrestie interne sono poste le due lunette con due coppie di santi: nella prima Santo Stefano e San Lorenzo, nella seconda i santi protettori dei Medici: San Cosma e San Damiano.
La disposizione delle lunette, sopra al vertice dei timpani delle porte, è stata alquanto infelice, e oggetto, non a torto, delle critiche aspre di Brunelleschi.

 


Donatello. Lunetta con i santi Stefano e Lorenzo.
Stucco policromo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.


I rilievi sono delimitati da cornici floreali, con brocche classicheggianti e piante stilizzate.
I santi, atteggiati in movimento, hanno teste modellate in maniera vigorosa, con lineamenti marcati e una resa drammatica.
Anche le lunette sonomstate modellate direttamente come i tondi e dipinte in bianco su fondo azzurro con decorazioni dorate.
La scelta cromatica di Donatello anticipa quella che diventerà caratteristica nelle terracotte invetriate di Luca della Robbia, qualche anno più tardi.

 

Le porte bronzee

 

Punto d'arrivo della sua maturazione stilistica, le due Porte bronzee della Sacrestia Vecchia, eseguite tra il 1433 e il 2443, rappresentano uno dei massimi capolavori di Donatello.
Lo schema compositivo riflette la conoscenza dei dittici consolari romani o paleocristiani. I dittici eburnei dell'antica Roma si diffusero a partire dal III secolo; si trattava di preziosi oggetti offerti in dono agli amici dai consoli in occasione della loro elezione. Si potevano aprire e chiudere a libro, grazie ai cardini posti al centro.

 


Donatello. Porta. Bronzo. sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Firenze.


Donatello nelle sue porte sposta i cardini sui lati esterni ma mantiene lo schema a formelle disposte simmetricamente, come negli esemplari classici ma ne varia completamente le composizioni. Anzichè impostare le figure su una simmetria bilanciata, secondo un equilibrio chiaro e armonioso, Donatello rappresenta personaggi che discutono o meditano su argomenti di teologia in maniera agitata e convulsa, aumentando l'effetto drammatico e ottenendo risultati a volte grotteschi. I santi gesticolano in maniera teatrale, si voltano di scatto, mostrano bruscamente i loro libri o tengono in mano le spade come se dovessero colpire qualcuno. L'effetto complessivo è di grande espressività: prevale un generale senso di agitazione per l'esaltazione dinamica della forma, il piglio quasi aggressivo delle figure, gli effetti pittorici e vibranti della luce sulle superfici scabre, la sintesi del modellato.

 

A. Cocchi

 

 


 

Bibliografia

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N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

 

Approfondimenti:Donatello, rilievo, scultura, Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, Basilica di San Lorenzo a Firenze, Alessandra Cocchi, .

Stile:Quattrocento, Rinascimento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze

 



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Filippo Brunelleschi. Interno della Sacrestia Vecchia di San Lorenzo 1428. Decorazione di Donatello terminata nel 1443.





 

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