Füssli


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La critica sull'opera di Füssli

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Dopo essersi conquistato una buona posizione negli ambienti intellettuali inglesi, in seguito al suo definitivo trasferimento a Londra nel 1780, Füssli raggiunse un primo importante successo all'età di quarant'anni con l'Incubo, esposto alla Royal Academy nel 1781, poi le incisioni per l'edizione francese dei Physiognamische Fragmente del Lavater, pubblicate subito dopo, accrebbero la sua notorietà. Di qui in poi seguirono incarichi importanti come il lavoro alla Milton Gallery alla quale si impegnò fino al 1800, e la prestigiosa nomina come professore di pittura alla Royal Academy.
Le critiche che Füssli riscosse presso i suoi contemporanei sono piuttosto controverse, da un lato le seue opere destarono scalpore, dall'altro  suscitarono grandi apprezzamenti. Lo stesso artista era molto consapevole che i suoi lavori sarebbero risultati piuttosto provocatori, lui stesso infatti
si definiva come Painter in ordinary to the Devil (pittore ufficiale del Diavolo).
Per l'eccentricità e la spregiudicatezza delle sue opere, Füssli fu attaccato aspramente, giudicato persino come una persona immorale o un folle. Ad esempio Il pittore Benjamin Robert Haydon, dopo averlo a lungo ammirato, nel 1815 riportò nel suo diario queste parole: "Le forze motrici diello spirito di Füssli  sono la bestemmia, l'immoralità, il sangue. Le sue donne sono tutte sgualdrine, i suoi uomini banditi..."  ma in questi casi si tratta però di giudizi di carattere  morale più che estetico e soprattutto non sempre veniva accolta la feroce satira sociale con cui esprimeva le sue fantasiose allegorie.  Al contrario, nel mondo degli intellettuali e degli amanti dell'arte Füssli era molto apprezzato, riscosse l'ammirazione di personaggi come Lord Byron e Thomas Lawrence.
Per avere un quadro più chiaro, si riportano di seguito alcune recensioni critiche rilasciate dai contemporanei dell'artista.


Il plauso che le opere di Füssli ottengono in Inghilterra denota meglio di ogni altra cosa l'eccentricità del gusto artistico di quel paese. Questo giovane svizzero, che ora si fa chiamare Fuzeli per conformarsi alla pronuncia inglese, ha portato con sé al di là del mare, oltre alla conoscenza dei modelli accademici, il suo violento genio pittorico; la sua fantasia si trovò a suo agio tra selvagge visioni e immagmi straordinarie. Questa disposizione, che frenata da una più matura capacità di giudizio sarebbe sfociata in un'ardita grandezza, lo ha soltanto ben presto condotto a tutte le sregolatezze della maniera.

J.G.A. FORSTER, Geschichte der Kunst in England, 1789


In Füssli poesia e pittura sono sempre in lotta e non permettono mai che lo spettatore pervenga a un tranquillo godimento: lo si stima come poeta, mentre come pittore suscita sempre l'impazienza dell'osservatore.

J.W. GOETHE, Uber Heinrich Fùessii's Arbeiten, dal diario, 9 agosto 1797


Nessuno - sia pure un visionario come il signor Blake o un folle come il signor Fiissii - può immaginarsi come "mondo visibile e mondo invisibile" possano "venire uniti" senza "sfidare la verosimiglianza", senza nemmeno farle violenza. Un tale tentativo è sempre fallito, persino in poesia.

R. HUNT, in "The Examiner", 1808



Se dovessimo dare in poche parole un giudizio sui meriti artistici di Fiissii, dovremmo dire che egli ha superato per invenzione, profondità, originalità e forza tutti gli artisti della seconda metà del secolo scorso; per contro, nel suo sforzo di stupire, affascinare, persino terrorizzare con rappresentazioni di spettri, e di portare davanti agli occhi tradotte in forme e colori cose che si lasciano esprimere solo con immagini poetiche è passato accanto e oltre al vero fine dell'arte figurativa.

J. J. HORNER, Leben Johann Heinrich Füesslis von Zurich, in XXII. Neujahrstück der Kunstlergesellschaft in Zürich auf das Jahr 1826", 1826


Fuseli aveva un'estesa conoscenza della letteratura e della poesia inglesi; poche persone ricordavano meglio di lui i testi di Chaucer, Spenser, Shakespeare, Milton e Dryden o ne comprendevano meglio le opere. Era un profondo conoscitore di Shakespeare e Milton, i cui meriti aveva cominciato a conoscere nella giovinezza sulle traduzioni tedesche delle opere teatrali di Shakespeare fatte dal suo tutore Bodmer, che era un buon conoscitore della poesia inglese e che in seguito diede una traduzione del Paradise Lost. Nonostante la sua predilezio-
ne per gli antichi, e specialmente per Omero, Fuseli considerava i primi tre atti dell'Amleto e il secondo libro del Paradise Lost come i voli più alti dell'ingegno umano. [...] Tra i poeti moderni il suo preferito era Lord Byron, di cui leggeva sempre con grande avidità le opere non appena erano pubblicate. Sollecitato a leggere le opere di scrittori in versi ammirati unicamente per la bellezza della lingua e la facilità del verseggiare esclamava: "Non ne ho il tempo, perchéancora non conosco tutte le parole di Shakespeare e di Milton".
Era versato anche nelle opere dei poeti stranieri; ma tra questi il suo preferito era Dante, in quanto le sue immagini facevano la più profonda impressione sulla sua mente e offrivano molti soggetti al suo pennello temerario.

J. KNOWLES, The Life and Writings of Henry Fuseli, 1831

Interessante è anche l'osservazione sul capolavoro di Füssli, rilasciata da C. Gurlitt all'inizio
del XX secolo:

[...] Si osservi il suo Incubo, venduto nel 1781 per 400 marchi, quando il ritrattista Lawrence ne guadagnava 300.000 in un anno: una fanciulla dorme in una brutta posizione, con la testa in basso, mentre su di lei siede l'incubo, un essere raggomitolato dalle grandi orecchie, una
creatura deforme mezza uomo e mezza bestia. Da dietro una tenda si affaccia la giumenta dagli occhi spalancati eppure ciechi, che nitrisce spettrale; nel quadro c'è un'autentica poesia, un'invenzione che deriva dall'anima, non dall'intelletto, resa sensibile da una scoperta
inferiore. Che un uomo proveniente dall'Italia, pieno di erudizione classica, potesse dipingere così è un'autentica impresa di una sensibilità libera e profonda, possibile però soltanto in Inghilterra, terra del Romanticismo nascente.

C. GURLITT, Die deutsche Kunst des neunzehnten Jahrhunderts, 1900

 

Bibliografia e sitografia

G. Schiff, P. Viotto L'opera completa di Fussli. Classici dell'arte Rizzoli.
G. Dorfles, F. Laurocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3 L'Ottocento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo, 2005
E. Bernini, R. Rota Figura 2. Profili di storia dell'arte. Editori Laterza, Bari, 2002
La nuova enciclopedia dell'arte Garzanti
AA.VV: Moduli di Arte. E. Dal Neoclassicismo alle avanguardie. Electa-Bruno Mondadori editore. Roma 2003

 

Approfondimenti:Füssli, critica, pittura, A. Cocchi.

Stile:Preromanticismo.

 



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