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Il Futurismo è un movimento artistico italiano d'avanguardia fondato da Filippo Tommaso Marinetti con il Manifesto del Futurismo che compare nel 1909 sul quotidiano parigino ''Le Figaro''
Inizialmente riguarda la poesia e la letteratura, e si diffonde soprattutto attraverso le serate futuriste: spettacoli tra teatro e comizio, con lettura di poesie, manifesti e proclami molto provocatori, spesso anche irriverenti, tanto da suscitare risse con gli spettatori.
Durante una serata del 1910 viene presentato a Milano il Manifesto dei pittori Futuristi e il successivo Manifesto Tecnico, firmato dagli artisti: Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Balla.

Il Manifesto dei pittori futuristi ha carattere teorico ed esprime un sostanziale rifiuto della concezione tradizionale ed accademica dell'arte.

Il Manifesto tecnico è il programma della pittura futurista che vuole esaltare gli effetti visivi del movimento, anche sulla base delle conoscenze scientifiche sulla percezione, in rapporto anche con la fotografia e la cinematografia.

Il futurismo si contrappone alla cultura tradizionale e alla mentalità borghese e benpensante. Ha una forte impronta politica dapprima  anarchista e poi nazionalista e interventista e fa riferimento alla filosofia di Bergson e Nietzsche.

Dal punto di vista storico rispecchia la situazione sociale e politica italiana dell'età giolittiana (1892-1912 Giovanni Giolitti è cinque volte capo del governo): una forte crisi economica con difficoltà di ripresa. In particolare emerge il problema del sud, poichè la rivoluzione industriale in Italia comincia in ritardo e riguarda solo il nord, determinando per le regioni più disagiate l'emigrazione verso le città piemontesi e lombarde o verso gli Stati Uniti d'America.

I pittori futuristi e Marinetti, spinti da desiderio di rinnovamento e azione, cercano di reagire a questa situazione critica attraverso l'arte, danno un valore ideologico  al gesto e alla parola, rielaborano i temi e il linguaggio.

I temi si ispirano alla città industriale, a ciò che rappresenta la modernità, al mito della velocità e della macchina, al lavoro, allo sport e a situazioni di dinamismo.

Il linguaggio pittorico è in un primo momento (1910), un originale sviluppo dei principi di scomposizione del colore e della forma, derivati dal divisionismo, in seguito (1911-13) la scomposizione e pluralità di punti di vista del cubismo viene utilizzata  per rappresentare lo spazio dinamico futurista.

Accanto alla pittura nascono importanti opere di scultura di Boccioni e Balla, di architettura con i progetti di Sant'Elia di fotografia e cinema con Bragaglia (film: Vita futurista).
Nel 1915 entra a far parte del gruppo anche Depero, che porta avanti un'estetica futurista in senso meccanico carica anche di ironia e umorismo molto vivace e giocosa.
Anche la grafica viene profondamente trasformata dalla visione futurista che stravolge l'impianto tradizionale dell'impaginazione e del lettering. La scrittura nella grafica futurista è impostata secondo un principio di rispecchiamento tra immagine della parola e significato, con grande libertà e soluzioni originali. Il futurismo si diffonde anche nel mondo dello spettacolo, con varietà, musica, teatro e cinema.

Nel 1916 il primo futurismo può considerarsi concluso, poichè alcuni dei principali esponenti (ad esempio Boccioni e Sant'Elia) muoiono, gli altri artisti, nonostante il primitivo ottimismo interventistico, avvertono i segni della crisi sociale e politica dovuta alla guerra mondiale. Il gruppo e l'attività si scioglie e cambiano anche le rispettive linee di ricerca, prosegue solo per alcuni di loro.

Nel dopoguerra nasce un Secondo Futurismo che, nonostante la ricchezza produttiva, non raggiunge più l'unità creativa e la forza di rinnovamento del gruppo primitivo. Il futurismo ha avuto però una grande influenza nell'arte internazionale, ad esempio le Avanguardie russe e specialmente nelle correnti artistiche degli Stati Uniti d'America nel secondo dopoguerra e negli anni '50.

 

A. Cocchi

 

Video

 

Il Manifesto del Futurismo letto da Carmelo Bene in un video da You Tube.

 


Il Manifesto del Futurismo viene pubblicato su Le Figaro a Parigi nel 1909

 

Mappe concettuali

 

A. Cocchi. Futurismo. Mappa concettuale.

 


 Bibliografia

 

G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte vol. 3

E. Bernini, R. Rota. Figura 2. Profili di storia dell'Arte. Laterza Editori, Bari 2002
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986

 

Approfondimenti:Futurismo, dinamismo, pittura, scultura, architettura, fotogragia, grafica, avanguardia, Marinetti, filosofia, Bergson, Nietzsche, video, .

Stile:Futurismo.

 



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Umberto Boccioni. Sotto la pergola a Napoli. 1914. Olio su tela. Milano, Galleria Civica di Arte Moderna.


La cittą che sale Umberto Boccioni, 1910 olio su tela 200 cm × 290,5 cm New York, Museum of Modern Art


Antonio Sant'Elia. Un disegno in prospettiva da La Cittą Nuova, 1914.



 

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