Gauguin


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Il periodo bretone

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In un primo breve soggiorno in Bretagna, a Pont Aven, Gauguin affina gli aspetti tecnici della pittura: usa pennelli di martora perché il colore resti spesso e non si mescoli, dipinge a fitto tratteggio, con effetti “zebrati”. Nascono quadri con temi di un realismo triste, colori densi e sordi, composizioni dai tagli insoliti e delicati effetti di luminosità.
Tornato a Parigi, con Champlet crea ceramiche d’arte in gres smaltato dalle forme strane: vasi con autoritratto che ricordano le ceramiche inca conosciute nell’infanzia, o decorazioni con figurine bretoni o ballerine.
Ma non riesce a vendere le opere e nell’aprile del 1887 parte per Panama con l’amico Laval per lavorare in un cantiere, poi, sempre alla ricerca di lavoro, si sposta in Martinica.
Questo primo soggiorno ai tropici determina una svolta decisiva nella pittura di Gauguin. La luce intensa, il clima, la vegetazione tropicale, lo indirizzano verso un cromatismo acceso e deciso con viola, porpora, rossi e infinite varietà di verde. Accentua i contorni e le cadenze classiche delle figure. Nelle composizioni di respiro più ampio, le  pennellate a tratteggio si serrano in un tessuto fitto, aumentano le qualità decorative.
Esposte a Parigi le sue tele destano perplessità, ma sono apprezzate dai fratelli Van Gogh coi quali nasce un rapporto di amicizia. Dal febbraio ’87 trascorre a Pont Aven un lungo periodo per osservare e riflettere. Il suo stile si evolve, influenzato dapprima da Degas e delle stampe giapponesi, poi dalla pittura nuova, sperimentale di Bernard, un giovane artista appena conosciuto. Con la presenza di Bernard a Pont Aven nasce un’amicizia e un sodalizio produttivo.
Bernard crea forme sintetiche e piatte, contornate da una linea scura, ispirandosi alle stampe giapponesi, alle vetrate gotiche e agli smalti “cloisonnes”. L’influenza del sintetismo di Bernard e dell’arte giapponese si riflette nei celebri capolavori del ciclo bretone di Gauguin. Ma il ricorso all’immaginazione, l’uso dei simboli “primitivi”, la rappresentazione di una natura sognata, dove coesiste un piano reale e uno immaginario, i segni lineari e decorativi e il colore antinaturalistico sono tutte invenzioni di Gauguin.
Nei quadri eseguiti ad Arles, ospite di Van Gogh, si avverte qualche reciproca influenza, ma sono più evidenti le differenze. Nonostante il drammatico epilogo in cui si risolvono le divergenze tra i due grandi artisti, Gauguin conserva verso l’amico grande stima. Sacralità e arcaismo sono i temi centrali delle opere eseguite in Bretagna nel 1889 e 1890, nella rappresentazione di soggetti religiosi Gauguin ricorre all’arte popolare bretone. I quadri s’impostano su  schemi semplici e regolari, lievi asimmetrie, colori “soprannaturali”, e simboli orientali.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

 AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
A.M. Damigella. Gauguin Dossier Art n. 32, Giunti Firenze, 1989
A.M. Damigella. Gauguin a Tahiti Dossier Art n. 216, Giunti Firenze, 2006
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:Gauguin, mistero, esotismo, primitivismo, viaggio, sacro, simboli, .

Stile:Ottocento, Postimpressionismo.

Per saperne di più sulla città di: Pont Aven

 



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Paul Gauguin. Lotta di Giacobbe con l'angelo. 1888. Olio su tela, 73X92 cm. Edimburgo, National Gallery of Scotland


Paul Gauguin. La belle Angèle. 1889 Olio su tela, 92x72 cm, ,Parigi Musée d'Orsay,


Paul Gauguin. Natura morta con mele, pere e ceramica. 1890 Olio su tela, 28X36 cm. Cambridge, Fogg Art Museum, Mass., USA



 

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