Gotico


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Le croci dipinte del '200

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Con il '200  nella tipologia delle croci dipinte, nonostante gli artisti si riallaccino alla tradizione precedentemente formulata, del Cristo in croce, introducono anche i primi cambiamenti stilistici e iconografici. Ma il processo evolutivo si compie lentamente, perchè le immagini sacre, in questi tempi, erano strettamente vincolate al dogma religioso che gli artisti dovevano rispettare per non vedersi rifiutare le opere.
Nell'iconografia si passa dalla più astratta rappresentazione del Christus Triumphans (di stile ancora romanico) legata al tema del Cristo come Dio vincitore sulla morte, a quella più umana del Christus Patiens, riferita alla visione di Gesù sofferente sulla croce, sacrificato per la salvezza degli uomini.

In Toscana agli inizi del XIII secolo, compare una primitiva formulazione del Christus Pathiens, come è dimostrato dal Crocifisso di artista anonimo conservato al Museo Nazionale di San Matteo a Pisa. In questo esempio, sebbene persistano gli elementi stilistici tradizionali, viene introdotta la prima rappresentazione del Cristo morto sulla croce: la testa è abbandonata sulla spalla, il corpo leggermente inarcato, gli occhi chiusi, la fronte segnata da rughe e le sopracciglia spioventi che segnalano la sofferenza.
Ma il primo cambiamento importante viene introdotto da Giunta Pisano, attivo in Italia centrale nella prima metà del secolo XIII.
Giunta, con la formulazione del Christus Patiens, sostituisce all'antica icona del Dio trionfatore l'immagine più umana del Dio sofferente, accostandosi all'etica francescana. Le linee, i colori e gli altri elementi visivi concorrono nella composizione a creare una visione altamente drammatica, carica di pathos. La soluzione di Giunta avrà un enorme incidenza sulla produzione successiva, da Cimabue in avanti.

 

 

Approfondimenti:croce, pittura, Christus triumphans, Chirstus patiens, crocifisso, Giunta Pisano, Cimabue.

Stile:Gotico.

 



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Anonimo Maestro bizantino, Crocifisso. 1230 circa. Tempera su tavola sagomata. Pisa, Museo nazionale di san Matteo.

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