Hayez


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Hayez

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Francesco Hayez è il maggiore rappresentante del Romanticismo in Italia, e la sua pittura riflette fedelmente la situazione culturale italiana di metà '800, che si esprime in tono minore rispetto agli altri paesi d'Europa, ma si inserisce anche nel contesto politico risorgimentale.
Negli anni del Risorgimento e le difficili e complesse condizioni economiche, politiche e sociali che si sono verificate nel nostro Paese in quel periodo hanno ostacolato fortemente anche gli scambi culturali e spesso soffocato la volontà di cambiamento e innovazione. Fortunatamente, tra gli artisti e gli intellettuali attivi nell'Italia di quegli anni non mancano figure d'eccezione, che hanno saputo esprimersi nella letteratura, nella musica e nell'arte figurativa.

Nel complesso, però, la pittura  italiana dell''800 rappresenta un caso a parte rispetto ai risultati raggiunti negli altri paesi europei da artisti come Friedrich, Turner, Goya o Delacroix, perchè manca soprattutto lo slancio alla sperimentazione e all'innovazione del linguaggio pittorico. Nella pittura italiana dell'800 la ricerca artistica si gioca infatti soprattutto sul soggetto e sulla rappresentazione, perchè orientata soprattutto a raccogliere un sentimento collettivo e ad esprimere messaggi di contenuto morale e politico molto sentito, ma che non poteva esprimersi in modo troppo diretto. La repressione e il rigido controllo esercitati nelle diverse zone d’Italia dai Borboni, dagli Asburgo e dallo Stato Pontificio erano soffocanti.

In questo contesto la pittura di Francesco Hayez è emblematica.
Basandosi su un repertorio storico, medievale e patriottico, Hayez abbraccia i temi caratteristici del Romanticismo, ma li esprime con un linguaggio accademico e classicheggiante, rivolgendosi ai suoi contemporanei italiani.  La sua arte ha avuto grande fortuna critica ai suoi tempi perchè è stata capita ed apprezzata ed ha avuto una forte influenza sulla pittura ottocentesca e sul gusto estetico in Italia.

I legami più stretti si rintracciano tra la pittura di Hayez e la coeva letteratura, ma anche ai soggetti teatrali del melodramma contemporaneo, a quel tempo molto popolare e con la musica di Giuseppe Verdi.

Lontano dalle ricerche espressive e dai risultati della pittura transalpina, dallo sperimentalismo individuale e dalle componenti espressionistiche, il gusto italiano del momento è vincolato al repertorio mitologico e, nelle forme, ai modelli classici.
I quadri di Hayez assecondano solo in parte questo gusto e soprattutto nella prima fase, più vicina agli influssi classicheggianti di Canova e Ingres, oltre a quelli dei maestri rinascimentali, in primo luogo Raffaello. Ma nei soggetti, Hayez propone temi moderni in contesti medioevali, ispirati alla storia nazionale, e inserisce chiari messaggi patriottici.

Le sue opere, soprattutto giovanili, appartengono allo stesso gusto moderato e popolare anche nello stile, perchè sono resi non con un'atmosfera che sta a metà tra il distacco neoclassico e l'inclinazione sentimentale.
Le composizioni cromatiche dei suoi dipinti sono studiate su accostamenti molto gradevoli e accattivanti, la combinazione dei colori segue regole rigorose, calibrati  sempre secondo principi di equilibrio visivo impeccabile.
Ma accanto alle scelte di carattere estetico, i colori di Hayez sono spesso veicolo di messaggi politici, assumendo una specifica funzione simbolica. Frequenti sono, ad esempio le allusioni al tricolore, che declamano l'unità d'Italia.

Tra i sui personaggi storici o biblici si possono inoltre riconoscere i volti di noti esponenti politici sostenitori del Risorgimento

Accanto alla produzione dei quadri "storici" va inoltre accostata  quella in cui l'artista veneziano raggiunge i risultati espressivi più alti: i ritratti.  E nei ritratti di Hayez sono effigiati diversi protagonisti del Risorgimento italiano.
Emblematico, in questo senso è il Ritratto del Conte Arese in carcere, dove il nobile appartenente ai moti carbonari del 1820-21, viene rappresentato in catene nella fortezza dello Spielberg. Ma acquista un'eco politica anche il magnifico Ritratto di Cristina Belgiojoso Truivulzio, uno dei più belli della pittura dell'Ottocento, dove la principessa in esilio è rappresentata con colori e composizione rigorosissimi.

Un'altra delle componenti proprie allo stile di Hayez è il realismo, che si esprime soprattutto nei ritratti e nei nudi femminili, che hanno provocato grande scandalo proprio per quell'insistita e voyeristica resa tattile e l'"eccessiva" verità. Uno dei quadri che meglio rispondono a questa visione è il celebre ritratto della ballerina Carlotta Chambert, presentato come Venere che scherza con due colombe.

Il grande successo di Hayez sta soprattutto nella sua piena aderenza alla cultura e alla mentalità degli italiani di quegli anni, ed è favorito dalle sue scelte espressive.
Hayez, tuttavia, già nel periodo giovanile, conosce la situazione artistica contemporanea anche fuori dall'Italia, e oltre all'influenza di Raffaello, Tiziano e Veronese, e del contemporaneo Canova, è fortemente condizionato dall'opera dei pittori neoclassici in genere e di Ingres.
Le opere più decisamente romantiche della sua produzione compaiono soprattutto a apartire dagli anni '20, come sono il Carmagnola, chiaramente ispirato agli studi anatomici di Gericault per la sua Medusa, e l'espressivo Autoritratto del 1822.

 
A. Cocchi


Bibliografia

C. Bertelli, G.Briganti, A. Giuliano Storia dell'arte italiana Electa-Mondadori vol. 4
C. Castellaneta, S. Coradeschi. L'opera completa di Hayez. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
F. Mazzocca Hayez,. Dossier Art Giunti, Firenze 1998
M. Monteverdi. Neoclassicismo e aspetti accademici del primo romanticismo italiano. in: Storia della pittura italiana dell'Ottocento. Vol. I. Bramante Editrice, Busto Arsizio, 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986

 

Approfondimenti:Hayez, colore, pittura di storia, ritratto, naturalismo, realtà, Risorgimento.

Stile:Romanticismo, Ottocento.

 



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Francesco Hayez. Bagnante di schiena. 1859. Olio su tela. cm. 133,5X120 Milano, Accademia di Brera.


Francesco Hayez. L'ultimo bacio di Giulietta e Romeo. 1823. Olio su tela. cm. 291X202. Tremezzo, Villa Carlotta.


Francesco Hayez. L'ultimo addio del figlio del doge Foscari alla sua famiglia. 1844. Olio su tela. cm. 120X167. Firenze, Galleria d'Arte Moderna.



 

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