Lega


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Lega

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Silvestro Lega nasce l’ 8 dicembre del 1826 a Modigliana, presso Forlì.
Aveva due fratelli maggiori di quattro e cinque anni e altri nati dal primo matrimonio di suo padre. Non amava molto l'istruzione scolastica però la madre lo costrinse a studiare. Non avrà un destino sereno, perchè seguendo gli ideali repubblicani del Risorgimento, di dedicherà ad un'intensa attività politica finalizzata al progresso sociale.
Nel 1843 si trasferisce a Firenze e s'iscrive all'Accademia di Belle Arti. Qui ebbe come maestri Servolini, Gazzarrini, Bezzuoli e Pollastrini. Dopo due anni, lascia l'Accademia per entrare a far parte dell'atelier di Mussini.
Nel 1848 partecipa come volontario alla prima guerra d'indipendenza contro l'Austria.
Nel 1849, Mussini manda Silvestro da Antonio Miseri, presso il cui studio realizzerà il suo primo quadro. Nel 1852 vince il concorso triennale bandito dall'Accademia di Belle Arti e poi torna a Modigliana.
In questo periodo Silvestro si avvicina al gruppo dei Macchiaioli, artisti frequentatori del caffè Michelangelo a Firenze, e realizza i suoi primi studi dal vero.  Il suo perido più felice inizia nel 1862, quando, ospite della famiglia Batelli in campagna, si unisce sentimentalmente alla figlia maggiore, Virginia, sua modella in alcuni dipinti, tra cui il celebre Canto dello stornello. In questa fase Lega dipinge "en plein air" e contribuisce a far nascere la scuola Piagentina insieme a Signorini, Borroni e Sernesi. Grazie alla serenità che acquisisce in questi anni, Lega riuscirà a definire meglio la sua personale visione artistica raffinando il suo stile all'interno del movimento dei Macchiaioli. Nel 1865 i Macchiaioli organizzano a Firenze una mostra nelle sale dell'Accademia. Uno dei quadri che Lega presenta a quest'evento è La nonna.
Nel 1868 realizza i dipinti Un dopopranzo, Il canto di uno stornello e Una visita, capolavori di quella particolare sintesi tra naturalismo e fantasia che verrà definito come "naturalismo poetico". Successivamente, ancneglin anni seguenti, se pure segnato dalla malattia, Lega darà vita ad una nuova produzione pittorica grazie al sostegno della famiglia Cecchini. Una delle opere riferite a questa fase è I fidanzati. Nel 1870 muore Virginia Batelli e Lega, sconvolto dall'evento, torna a Modigliana. E' l'inizio di una grave crisi che lo porterà ad isolarsi e gli causerà problemi alla vista.  Riprenderà un po' di entusiasmo con l'impresa di Galleria di Quadri moderni Boran, Lega e C., ma questa fallirà dopo un anno.
Gradualmente, l'artista ritrovò forza in se stesso grazie agli amici e nel 1881 inizia nuovamente a dipingere presso la famiglia Tommasi (come maestro dei figli). Proprio qui si delinea la sua svolta pittorica: abbandona la "pittura di genere", le forme non vengono più definite col disegno, ma costruite solo con l'uso dei colori. In questi anni si aggrava la malattia agli occhi; nel 1866, Lega cominciò a frequentare villa Bandini al Gabbro e villa Tommasi a Crespina, presso Pisa.
Il periodo finale dell'attività pittorica di Lega si distingue in tre momenti successivi trascorsi in tre diverse località: Piacentina, Bellariva e Gabbro.
Nei due anni trascorsi a Gabbro Lega fortifica i suoi rapporti con la gente del posto, dedicandosi a ritrarre le persone cercando di trarne gli aspetti del loro caratteree modo di essere.
Nel 1889 partecipa all'Esposizione universale di Parigi e trascorsa l'estate a Firenze, torna al Gabbro.
Nei primi anni Novanta si orienta nelle sue opere sul tema della donna, evidenziandone sia la psicologia che l'aspetto fisico e la foggia degli abiti. Successivamente la sua salute peggiora, aggravata da una stato di spossatezza causato da una canciroma allo stomaco. Torna nell'estate del 1895 al Gabbro, ma in seguito al peggioramento della malattia, muore il 21 settembre nell'ospedale fiorentino di San Giovanni di Dio.

V. Mazzotti


Bibliografia:

Giorgio Cricco,Francesco Paolo Di Teodoro,”Itinerario nell’arte”, Zanichelli Editrice, 2008
Giuliano Matteucci,”Lega”,Giunti Editrice, 2005
Giuliano Matteucci, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci, ”Silvestro Lega:i macchiaioli e il Quattrocento”, Silvana Editrice, 2007                                                     

 

Approfondimenti:Lega, pittura, Risorgimento.

Stile:Ottocento.

 



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Silvestro Lega. Alla villa di Poggio Piano. 1888-89 Olio su tavola. cm. 34 x 60,5


Silvestro Lega, Autoritratto. 1861. Olio su tela. Firenze, Uffizi

disegni da colorare

 

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