Lega


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Silvestro Lega, quando entra a far parte del gruppo dei Macchiaioli, ha già conosciuto una personale emancipazione dalla tradizione accademica di stampo Neoclassico che privilegiava il soggetto storico, manifestando fin dalle prime opere una visione sintetica basata su forme pure e composizioni chiare e definite geometricamente. Ma l'evoluzione della sua pittura avviene molto lentamente. In particolare, il suo stile inizia a definirsi dopo l'esperienza militare.  Fino al 1852 Lega continua a dedicarsi a scene di guerra e soggetti storici, come ad esempio L'imboscata dei bersaglieri italiani, che vede protagonisti alcuni soldati visti come rappresentanti del "popolo", o un altro quadro di tema simile, I bersaglieri che conducono prigionieri austriaci, del 1860. Si tratta di dipinti dove a una certa innovazione nel tema non si accompagna ancora un'evoluzione tecnica, poichè Lega fa ancora uso del chiaroscuro. Comincia invece ad orientarsi decisamente verso il Verismo nei lavori compiuti dopo il 1859, nel momento in cui a Firenze comincia a frequentare i macchiaioli del Caffè Michelangelo. Il momento della svolta corrisponde al suo soggiorno a Piagentina, presso la famiglia Batelli, in cui Lega attraversa la fase cruciale della sua carriera. Nelle sue opere, sceglie temi di vita quotidiana e familiare e fa riferimento a modelli della pittura del Quattrocento, soprattutto Piero della Francesca. Sono gli anni in cui nascono i celebri Un dopopranzo, Il canto di uno stornello e Una visita.  Seguendo l'esempio del grande artista rinascimentale si indirizza verso una rigorosa essenzialità nelle composizioni, ed anche le forme si definiscono secondo una semplicità geometrica. Attraverso la tecnica della pittura "a macchia" ricerca nuovi valori del colore.
La sua espressione può essere definita "romanticismo poetico" poichè Lega unisce il romanticismo al naturalismo in modo tale che risulti ricco di umori e sentimenti. Quando poi uscirà dal gruppo dei Macchiaioli, anche il colore, insieme allo stato interiore di Lega, assumerà un mutamento: diventerà sempre più acceso ee cambierà di consistenza, addensandosi sulla tela come un grumo informe. Nella fase finale della sua pittura di Lega si orienta verso immagini meno definite, fino ad annullare i contorni, come nella Scellerata del 1890, nella Popolana del 1885 o nella Signora Bandini del 1893.

V. Mazzotti


Bibliografia:

Giorgio Cricco,Francesco Paolo Di Teodoro,”Itinerario nell’arte”, Zanichelli Editrice, 2008
Giuliano Matteucci,”Lega”,Giunti Editrice, 2005
Giuliano Matteucci, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci, ”Silvestro Lega: i macchiaioli e il Quattrocento”, Silvana Editrice, 2007                                                     

 

Approfondimenti:Lega.

Stile:Ottocento.

 



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Silvestro Lega Bersaglieri che conducono prigioneri 1861, olio se tela Firenze Galeria d' Arte Moderna



 

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