Longiano


Castello Malatestiano Visita al Castello di Longiano Le trasformazioni del Castello di Longiano


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Castello Malatestiano

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Il Castello di Longiano sorge a 179 metri sul mare, nella collina fra Cesena e Rimini, cinto dal Rubicone e dal Rigossa, le cui brevi valli, delimitate da castelli, si richiudono a Sogliano.
La vista si affaccia a Nord-Est sulla pianura e sul mare, mentre a Sud le catene montuose si restringono fra i fiumi Savio e Marecchia nella rupe solfifera di Perticara, già in territorio marchigiano, per poi risalire fino allo spartiacque appenninico e al massiccio del Conero.

La rocca di Longiano domina il centro storico raccolto sul colle sovrastante l’abitato moderno ed ha conservato, anche se con rilevanti modifiche, un aspetto medievale. Essa è situata nel punto più elevato del paese in posizione strategica e si può raggiungere in vari modi: infatti come è solito negli antichi borghi tutte le strade portano al castello. L’ampiezza del territorio che si può controllore dal castello è veramente grande: lo sguardo si perde tra le colline e le pianure romagnole fino ad arrivare al mare. Questo garantiva una grande sicurezza perché tutto quello che succedeva  poteva essere notato fin da lassù.
La rocca di Longiano conserva tutte le sue strutture, sebbene radicalmente modificate nel corso del tempo: è così ancora possibile apprezzare parti medievali e trasformazioni rinascimentali del maschio, ora sede della Fondazione Balestra, interessante collezione d'arte del Novecento, nella torre trasformata in torre civica, nel pozzo  in stile veneziano e nella cappella, oggi sconsacrata e sede di esposizioni temporanee.



I muri di cinta e le antiche porte.

Il castello è ancora circondato da due possenti cinte murarie, in più parti restaurate o incorporate nelle abitazioni che lo racchiudono e proteggono. 
Dell'originaria costruzione sopravvivono tre ingressi: Porta Tagliata, situata a Nord-Est,  Porta Santa Maria a Nord-Ovest, e Porta del Girone sempre a Nord-Est.
Porta Santa Maria è anche chiamata Porta del Ponte, perché era presente un ponte levatoio affacciato su un fossato. E'è stata ricostruita nel XVII secolo ed ha perso ogni caratteristica architettonica originaria.
La Porta del Girone era così chiamata, perchè anticamente permetteva l’acceso al Girone, la cerchia murara più interna. Dal Girone parte una stradicciola che, seguendo il tracciato della cinta muraria, conduce alla rocca. L’interno del Girone è caratterizzato da alcuni edifici, riconducibili al quattrocento, restaurati recentemente.

Oggi, dopo un lungo restauro, il castello è un edificio maestoso, che svetta sul colle dominante il paese. Ha perso la primitiva struttura di fortilizio, perché i Rangoni lo trasformarono nella loro residenza, rendendone gli ambienti più confortevoli e più adatti allo stile di vita rinascimentale.
La Torre, nucleo originario del Castrum Lonzani, presenta ancora un aspetto medievale. Nonostante la lunga loggia che corre lungo tutta la fronte, il corpo dell’edificio è massiccio e rivela la sua antica funzione militare, tanto che si può supporre sia stato formato unendo con una cortina due torri preesistenti.



Le trasformazioni della rocca

La rocca ha subito nel secolo scorso notevoli modifiche, per l’adattamento a sede municipale. I cambiamenti e le aggiunte si rilevano sopratutto nella parte superiore dell’edificio principale, dove si trovavano gli uffici comunali; questo lato della fortezza era costituito da due torri quadrangolari unite tra loro dal tratto di cortina orientale, vicino al quale sorgevano probabilmente piccoli edifici riservati alle guarnigioni. A causa dell’innalzamento della cortina fin all’altezza delle torri, queste sono scomparse. Sono sopravissuti però il maschio, trasformato in torre civica, le cortine e l’ingresso.
Dopo i restauri che hanno liberato la fortezza da alcune sovrastrutture decisamente inutili, il monumento si presenta in ottimo stato. Il maschio posto all’estremità settentrionale della rocca, aveva una muratura già spessa m. 1,40. Questa è stata ulteriormente ingrossata per creare un collegamento con altre parti del complesso. Si doveva coprire la scala a chiocciola, creare l’innesto con il possente muro orientale lungo 18 metri, e giungere fino alla più piccola torre meridionale. Di qui il muro doveva collegarsi alla torre civica, in posizione arretrata.

I bastioni furono aggiunti dai Malatesta dopo il 1297, ampliando notevolmente la costruzione. Addossato esteriormente al muro orientale si può notare il terrazzo che conserva la base di torre, e si pensa che in origine fosse coperto.
Nel lato che guarda la corte, un disegno di Romolo Liverani fa ipotizzare le arcate di accesso nel corpo centrale fossero diverse rispetto alla situazione documentata fino alla metà del novecento, dove la scala di accesso agli uffici comunali nasce fin dalla corte.
Nel XVII secolo si registrano due opere di pubblica utilità presso la rocca, in origine diversamente posizionate rispetto all’attuale posizione. La prima è l’abaco con le misure lineari e quelle del materiale laterizio di uso più frequente, scolpito in una lastra di arenaria nel 1624  per publicae commoditati, come avveniva fin dal medioevo nei luoghi pubblici, punto di riferimento per il mercato nelle zone più importanti. Il secondo è la presenza del monte di pietà collocato nel mastio e testimoniato dalla iscrizione sul portale aperto nella corte, in passato posizionato all'interno, datato 1672.
La Sala dell’Arengo al primo piano del mastio fu ristrutturata e con lo spostamento dell’ingresso nella parte centrale. Nel 1862 fu decorata da Giovanni Canepa e Girolamo Bellini. L’anno seguente fu alzata di 75 centimetri la sala grande adiacente: “scomparvero i medievali rosoni del soffitto, i sedili barocchi delle finestre”.  Fu anche realizzata una galleria per l’orchestra. Gli stessi Canepa e Bellini vi dipinsero nelle cornici i principali personaggi del luogo. Ora il castello dopo tutte le sue avventure potrà contemplare i territori romagnoli in tranquillità.

M. Fusai


Bibliografia e sitografia

Enciclopedia Encarta
I castelli dell’Emilia Romagna autore: Paolo Cortesi casa editrice:newton compton editori
Longiano: benvenuti nell’antica valle dei ciliegi autore:Giorgio Buda,Corrado Landi,Viterbo Fotocine casa editrice: tipolito la pieve
Longiano 1920-1946, Ennio Lazzarini, Ed. Il Ponte Vecchio (1995) ok
Memorie istoriche di Longiano (rist. anast. 1829), Giovanni Turchi, Ed. Ghigi ok
Longiano. Memorie storico-monografiche dal 1859 al 1893 (rist. anast. 1894), Ettore Turchi, Ed. Ghigi ok
Memorie cronologiche di Longiano, Adamo Brigidi, Ed. Ghigi longiano
Quei giorni... Tra storia e memoria. Longiano 1944-1948, Guido Pedrelli, Ed. Il Ponte
Giorgio Cricco Francesco Paolo Di Teodoro Itinerario nell’arte versione gialla volume 2 Dall’arte paleocristiana a Giotto, Zanichelli 2006
Artestudio Roberto Bigano Laura Mattirolo,2005 Petrini
L’Emilia-Romagna Italo Zaina La scuola editrice 1963
Emilia Romagna L. Aimonetto Lattes 1966
Educazione Artistica per la scuola media Maria Carla Prette 1989 Giunti Marzocco

www.comune.longiano.fc.it
www.fondazionetitobalestra.org
 www.romagnamia.com
 www.appenninoromagnolo.it
www.itinerariinromagna.it
www.tuttiarimini.com

internet wikipedia

 

Approfondimenti:castello, rocca.

Stile:Romanico.

Per saperne di più sulla città di: Longiano

 



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Longiano. Veduta del Maschio e della Torre civica del Castello Malatestiano (sec. XIII).


Longiano.Veduta del Castello Malatestiano (sec. XIII)


Longiano. Ingresso del Castello Malatestiano. L'arco che permette l’accesso alla Piazza Malatestiana.


Longiano. Porta del Ponte (sec. XIII). Il nome deriva dalla presenza di un antico ponte levatoio su un fossato.


Longiano. Porta del Girone (sec. XIII).


Longiano. Porta Tagliata (sec. XIII).


Longiano. Via del Castello. Scalette per giungere dal centro del paese al Castello.



 

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