Malmerendi



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Malmerendi

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Giovanni Malmerendi, soprannominato Giannetto, nasce a Faenza, il 3 novembre 1893. Artista versatile, sensibile e colto interprete della cultura del suo tempo, si è dedicato alla pittura, alla ceramica e alla xilografia. Ha creato disegni e progetti per opere in ferro battuto. Fin da giovanissimo si avvicina alla pittura, frequentando le botteghe dei più affermati ceramisti faentini. A partire dal 1908 inizia a frequentare la scuola di arti e mestieri "Tommaso Minardi", conosce Francesco Nonni altri giovani artisti, entrando a far parte nel celebre "Cenacolo" di Domenico Baccarini. Prosegue gli studi artistici trasferendosi a Bologna nel 1910, iscrivendosi al Regio Istituto di Belle Arti. Ha avuto come compagni di studi artisti come Giorgio Morandi, Renzo Vespignani, Osvaldo Licini, Concetto Pozzati e si è diplomatio nel 1913.
Durante gli anni dell'accademia Giannetto conosce Adolfo de Carolis, già celebre per le sue incisioni della Francesca da Rimini di Gabriele D'annunzio e in quel momento impegnato all'organizzazione della Prima Esposizione Internazionale di Xilografia. La mostra, tenutasi a levanto nel 1912, ha rappresentato un importante spinta alla diffusione della tecnica xilografica agli inizi del secolo. La sensibilità innata e l'attenzione per gli avvenimenti artistici contemporanei, oltre a una continua spinta alla sperimentazione conducono il giovane artista faentino a entrare nel pieno delle avanguardie artistiche italiane. Ben presto si allontana dalla visione impressionistica della sua prima fase espressiva.
Decisivo è stato l'incontro a Bologna nel 1914 con il gruppo dei futuristi. La sua partecipazione a una delle famose "serate" organizzate da Filippo Tommaso Marinetti a Bologna è testimoniata da un racconto di Enzo Benedetto, e i rapporti con Boccioni e Marinetti sono testimoniati da numerose lettere. Il ventunenne artista aderì con impegno al movimento futurista, producendo numerose opere, molte delle quali entrano a far parte della mostra "Malmerendi futurista", inaugurata aall'albergo "Corona" di Faenza nel gennaio del 1915, e organizzata dallo stesso Marinetti.Tra le opere più importanti del periodo futurista si può citare Autosoldato, del 1915, in cui si avvicina alla ricerca sul dinamismo boccioniana, Moto +luce+rumore, Tarantella sarda, Ritmo di oggetti, opere in cui applica la scomposizione futurista. Ma accanto a queste si affiancano dipinti che risentono dell'influenza di Cézanne, e in cui Giannetto interpreta il la natura come fonte misteriosa di energia primigenia, come nel piccolo e delizioso Paesaggio sardo del 1914 o ne La Bicocca del 1915, dove la montagna che occupa tutto il quadro sembra manifestare visivamente antichi processi di emersione e solidificazione rocciosa.
Ma già dalla fine del 1914, Giannetto si dedicava alla xilografia realizzando con questa tecnica alcuni tra i suoi capolavori più belli, come il Paese di Sardegna del 1914, Case di birocciai del 1915, il Paesaggio del 1920.
Pochi mesi dopo aver iniziato l'attività di insegnante di disegno presso la scuola tecnica di Iglesias, si arruola volontario e partecipa alla prima guerra mondiale, fino al 1917, pur continuando sempre a lavorare. Nel 1916 è documentata la sua presenza a Verona, dove l'artista ha eseguito disegni di fortificazioni militari, ora esposti a roma presso il Museo del Genio Militare a Castel Sant'Angelo.
Seguono altre mostre importanti. La prima si è svolta a Faenza dal 19 al 26 settembre 1915 di arte e beneficienza nella quale espone Stato d'animo (Paesaggio), Insieme ritmico e dinamico di bar notturno, Luce+moto+rumore, Natura morta sotto la luce elettrica, Signorina+ambiente, Autosoldato, Studio e Energie elettriche.
Nel 1917, partecipa con tre quadri futuristi alla Esposizione interregionale d'arte a Lugo e a Forlì.

All'intensa ed esaltante esperienza del futurismo segue una nuova fase espressiva che di evolverà negli anni della maturità e della vecchiaia, in cui si riscontra un profondo cambiamento stilistico e umano. Nascono opere in cui Malmerendi offre una visione lirica e incantata della natura, interpreta la realtà andando alla ricerca dei valori umani più profondi  e riscopre la tradizione e la cultura romagnola. Tra i lavori più noti di questa fase sono La famiglia  e Maternità, entrambi del 1923, le due versioni di Novelletta del 1928 in cui il paesaggio assume un accento fiamesco e naif, fino alle Case di Brisighella del 1940 in cui si affida all'espressività del colore e alla forma essenziale. 
Dopo il congedo, l'artista riceve l'incarico di insegnante di disegno a Cesena, presso la Scuola Industriale e la scuola di Avviamento Commerciale, ma accanto all'insegnamento continua a dedicasi con successo alla pittura, alla ceramica e alla xilografia.
Dopo una mostra antologica tenutasi nel 1934 presso la Biblioteca Malatestiana, partecipa a numerose altre esposizioni, in Italia e all'estero.
Per molti anni è stato Ispettore Onorario delle Antichità della Sovrintendenza dei Beni Culturali e Architettonici e membro della Commissione edilizia del Comune di Cesena, occupandosi della ricostruzione post-bellica della città, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. In particolare ha seguito i lavori di ricostruzione del Ponte Vecchio, gravemente compromesso dai tedeschi in ritirata.
Muore a Cesena il 7 agosto 1968.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

R. De Grada Omaggio a Giannetto Malmerendi. Catalogo della mostra retrospettiva. Cesena, Palazzo del Ridotto, 15 dicembre1973-5 gennaio 1974
Scheda del servizio di toponomastica del Comune di Cesena
www.archimagazine.it

 

 

Approfondimenti:Malmerendi.

Stile:Futurismo, Novecento.

Per saperne di più sulla città di: Faenza

 



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