Mammiferi mesozoici



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Mammiferi mesozoici

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Nel corso dell'Era Mesozoica, accanto allo sviluppo dei Rettili avvenne un'altra importante novità rappresentata dalla comparsa dei primi Mammiferi.
I nuovi Vertebrati si evolsero dai Rettili Terapsidi un gruppo derivato a sua volta dai rettili Sinapsidi già comparsi nel periodo Permiano e che continuarono a progredire fino al Giurassico.
Si tratta di antichi Rettili-mammiferi che avevano già sviluppato alcune caratteristiche che saranno tipiche dei Mammiferi, come ad esempio la dentatura differenziata, il cranio composto da un minore numero di ossa e la trasformazione degli arti dalla posizione laterale a quella inferiore rispetto al corpo.

 


Cranio fossile di Cynognatus. E' visibile la dentatura differenziata. 


I più noti Terapsidi mesozoici sono il Cynognatus dalle abitudini carnivore e delle dimensioni di un grosso cane, il Dicynodon con testa fornita di solido becco e dentatura ridotta, e il Tritylodon che viene considerato una forma internedia tra Rettile e Mammifero.

Risalire in modo certo ai primi Mammiferi comparsi sulla terra non è possibile, perchè diversi resti fossili risalenti al periodo compreso tra il Permiano e il Triassico appartengono  a Rettili talmente somiglianti ai Mammiferi che è molto difficile sapere se si tratta effettivamente di Rettili o di Mammiferi molto primitivi.
Il passaggio dall'una all'altra forma è stata molto graduale e le tappe intermedie devono ancora essere chiarite. Dall'osservazione del solo scheletro non si può capire se quegli Animali erano ricoperti di pelo, se potevano regolare la temperatura del proprio corpo, se erano vivipari.

 


Impronta fossile del pelo sulla zampa del Sordes pilosus
Fonte: V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili.
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

 



Diventano invece più riconoscibili i fossili di Mammiferi risalenti al Triassico. Si tratta di piccoli animali, tutti di dimensioni contenute, intorno ai trenta-quaranta centimetri di lunghezza che nell'aspetto somigliavano a grossi Topi e che si diffusero abbastanza, popolando la terraferma. Poi, con la scomparsa dei grandi Rettili alla fine dell'Era  Mesozoica, i Mammiferi cominciarono ad evolversi e differenziarsi rapidamente aumentando anche di dimensioni.

I Mammiferi mesozoici finora identificati sono stati classificati dagli studiosi in diversi ordini, sulla base della loro dentatura. Così sono stati raggruppati in Docodonti, Triconodonti, Multitubercolati, Simmetrodonti e Pantoteri.

I più primitivi tra tutti sono i Doconodonti ai quali viene assegnato il Morganucodon, il più antico Mammifero finora conosciuto, vissuto nel Triassico superiore.

Seguono in ordine di comparizione i Triconodonti, vissuti durante il Giurassico, il cui nome deriva dai loro caratteristici denti a tre cuspidi coniche.

I Multitubercolati vissero per un tempo più lungo rispetto agli altri, in un periodo che va dal Giurassico all'Eocene. Questi Animali possedevano la tipica dentatura adatta a nutrirsi di vegetali: incisivi molto sviluppati e molari con cuspidi disposte in file longitudinali.

I Simmetrodonti, invece con i loro denti a pianta triangolare e tricuspidati, dovevano essere carnivori, sono vissuti soltanto nel Giurassico.

Mentre tutti questi gruppi di Mammiferi si sono estinti senza avere portato a nuovi sviluppi evolutivi, l'ultimo oprdine, quello dei Pantoteri, ebbe una storia evolutiva piena di conseguenze importanti perchè sono i diretti progenitori dei Mammiferi moderni.
I Pantoteri attraversarono tutto il Giurassico e tra la fine del periodo e l'inizio del Cretaceo si distinsero tra Marsupiali, inizialmente più numerosi e Placentati, che si nutrivano soprattutto di Insetti.  Nell'Era Cenozoica i Placentati si differenziarono in diverse forme.

Nel Giurassico la presenza dei mammiferi è dovuta ai cetacei e ad altri animali completamente adattati alla vita acquatica. Uno dei ritrovamenti più interessanti è stato quello degli scheletri fossili di diversi Ittiosauri insieme ai loro feti visibili tra le costole.

 


Scheletro fossile di Ittiosaurus crassicostatus morto durante il parto.
Si vedono alcuni feti tra le costole e un piccolo appena nato. Fonte: V. De Zanche, P. Mietto.
Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

 

 

Asaki San


Bibliografia:

 

V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

L.B. Halstead, G. Caselli. Evoluzione ed ecologia dei dinosauri. Eurobook Londra, 1976; Vallardi Industrie Grafiche per l'edizione in lingua italiana, Lainate (MI) 1976

L. Cambournac, M.C. Lemayeur, B. Alunni, E. Beaumont. Dinosauri e animali scomparsi. Edizioni Laurus, Bergamo.

P. D'Agostino. Dinosauri dalla A alla Z. De Agostini editore, Novara 2010

D. Meldi, S. Boni, L. Cecchi. Dinosauri dalla A alla Z. Origine, evoluzione, estinzione. Rusconi Libri S.p.a. Santarcangelo di Romagna.

M. La Greca, R. Tomaselli. La natura questa sconosciuta. Vol.3. Istituto Grografico De Agostini. Novara 1968

Enciclopedia Universo. Istituto Geografico De Agostini, Novara. 1971.

 

 

Approfondimenti:mammiferi, animali, evoluzione, animali preistorici, fossili, Asaki San, .

 



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