Padova al tempo di Mantegna



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Padova al tempo di Mantegna

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La cultura figurativa dell'area padovana fra il XIV e il XV secolo presenta interessanti aspetti che la distinguono rispetto all'area del nord-Italia.
Il legame con la Francia e la Germania è indicato soprattutto dalla presenza del Gotico Internazionale almeno fino alla metà del '400.
Ma i rapporti con Firenze cominciano ad avere un peso sempre maggiore a partire dai primi del '300, con il fodamentale soggiorno di Giotto e la celeberrima Cappella Scrovegni, da cui deriva una nuova corrente artistica, nota come Giottismo padovano.
Nel '400 il legame con la cultura figurativa di Firenze si rafforza finchè Padova viene a essere pienamente coinvolta nel rinnovamento dell'Umanesimo attraverso l'opera di artisti fiorentini promotori del Rinascimento come Donatello, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Filippo Lippi.
Padova rappresenta inoltre un terreno molto fertile per la cultura rinascimentale, poichè Università di Padova in quel momento è sede di studi classici, nell'indirizzo di filosofia si sta sviluppando un filone di studi aristotelici e in quello di letteratura prevalgono  gli interessi grammaticale e filologico. Secondo una lunga tradizione, l'Università di Padova continuava ad ospitare alcuni tra i maggiori esperti di letteratura latina e greca e di scienza prospettica. La città era teatro di vivaci dibattiti e fermenti culturali che animavano i circoli privati e le scuole istituite nei monasteri.
Nell'età carrarese inoltre  la conoscenza e la passione per l'antichità è testimoniata della collezione medaglistica, soprattutto di età imperiale.

Nel momento in cui si sviluppa la conoscenza archeologica di Mantegna, il giovane artista è sostenuto e incoraggiato da prestigiosi esperti di antichità. Il primo è Felice Feliciano che si dedica al recupero delle testimonianze classiche, l'altro è Giovanni Marcanova, che in quegli anni lavora a una delle più voluminose raccolte di iscrizioni antiche dell'epoca.  Insieme a Mantegna e a Samuele da Tradate, i due studiosi hanno partecipato a un'escursione sul Lago di Garda per cercare e copiare antiche iscrizioni romane. L'esperienza è stata riportata da Feliciano in un codice, ora conservato alla Biblioteca Capitolare di Treviso.

Il giovane artista, sostenuto da queste amicizie, potè inserirsi nell'ambiente delle relazioni intellettuali della città, queste costituivano la trama di quell'Umanesimo archeologico che facevano di Padova una dei centri d'avanguardia dell'Italia contemporanea.
Gli esordi di Mantegna corrispondono anche ad importanti presenze di artisti fiorentini operanti a Padova e in Veneto.
Anzitutto Donatello in quegli anni era occupato nel grandioso complesso dell'Altare Maggiore nella Basilica del Santo.
Filippo Lippi stava inoltre lavorando alla Cappella del Podestà.
Poco distante, a Venezia, nel 1442 Andrea del Castagno lavorava alla Chiesa di San Zaccaria per eseguire gli affreschi della Cappella di San Tarasio, prima di ritornare a Firenze (1444).
Un'altra figura chiave per il giovane Andrea è però Niccolò Pizzolo, pittore e scultore veneto, che fa da tramite tra i maestri fiorentini e Mantegna, perchè era già stato il collaboratore di Donatello, dapprima a Firenze e poi nella stessa Padova, durante i lavori per la Basilica del Santo, ed aveva aiutato anche Filippo Lippi nella cappella del podestà, per poi passare agli Eremitani, come aiuto di Mantegna.

Ma l'interesse archeologico di Mantegna si sviluppa anche in rapporto con quel ricco filone di studi che ha caratterizzato la città di Padova già prima del Rinascimento, noto come Preumanesimo padovano.

A Padova Andrea stringe amicizia con i Bellini, celebre famiglia di artisti, della quale Mantegna sposerà Nicosia, figlia di Jacopo e sorella di Gentile e Giovanni.
Accanto ai legami affettivi, naturalmente hanno avuto grande importanza per Andrea anche gli scambi artistici. Vanno segnalati innanzitutto i 'Quaderni di Antichità': una raccolta di disegni eseguiti da Jacopo Bellini che deve aver suscitato l'interesse di Mantegna, inoltre gli scambi con Gentile, e in particolare, Giovanni in seguito ai quali si registra un cambiamento nello stile di Mantegna, caratterizzato da un certo "addolcimento" delle forme e dei colori, come viene definito dal Cavalcaselle.

A. Cocchi

 

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Bibliografia

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

 

Approfondimenti:Mantegna, pittura, Alessandra Cocchi, A. Sturmer, .

Stile:Quattrocento.

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Felice Feliciano, Tombstone of 'METELLIA PRIMA', Modena, Biblioteca Estense, Ms. a. L.5.15 (Ms. Lat. 992), folio 138 verso; pen and ink with wash on parchment, 34.3 x 24.0 cm. Reproduced courtesy of Biblioteca Estense Universitaria, Modena


Donatello. Altare. Madonna e Bambino tra San Francesco e Sant'Antonio. Bronzo. Padova Basilica di Sant'Antonio



 

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