Matisse


Donna con cappello


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Matisse

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Henry Matisse appartiene a una famiglia borghese, nasce a Le Cateu nel 1869, il padre era un negoziante e non ha avuto una formazione giovanile artistica. Dopo il liceo studia giurisprudenza e lavora presso un avvocato.
Nel 1889, a ventun anni, è costretto a letto per una malattia, in quest'occasione gli viene regalata una scatola di colori e comincia a dipingere per passatempo.
Poi la scoperta della pittura cambia totalmente la sua vita, abbandona il lavoro da impiegato e  si dedica all'arte. Nonostante venga indicato come il principale esponente dei Fauves ('belve'), Matisse era di indole molto pacifica, dedito sia alla famiglia che al suo lavoro di artista. I suoi amici lo descrivono come un ragazzo ansioso, alla ricerca di una pace interiore, che evidentemente egli cercava anche attraverso la pittura, oltre che da un sereno matrimonio.
Eppure, nonostante il suo aspetto calmo e il suo stile di vita tranquillo,  Matisse nei suoi 84 anni di vita è stato un artista che non si è mai risparmiato, ha sempre dedicato tutte le sue migliori energie all'attività creativa, concentrandole soprattutto nei suoi ultimi dieci anni di vita, quando raggiunge livelli altissimi di invenzione estetica. Non a caso Matisse è considerato, insieme a Picasso, uno dei padri della modernità.

Determinato a seguire la via della pittura, frequenta l'Accademia di belle arti, diversi corsi artistici, all'Ecole delle Arti Decorative, all'Accademia Carrière, all'Ecole de la rue Etienne Marcel e l'atelier di Gustave Moreau a Parigi. Qui conoscerà Derain di cui diventerà grande amico e più tardi conoscerà Vlaminck. Matisse si concentra sullo studio di artisti del passato come Corot, Chardin, Vermeer e Fragonard, del quale esegue alcune copie analizzando le variazioni delle luci e dei colori.
Dall'esperienza di un soggiorno compiuto in Bretagna tra il 1895 e il '97, in cui ebbe l'occasione di conoscere l'opera degli impressionisti, Matisse deriva una gamma di colori più chiari, ma anzichè accostarsi alla "verità percettiva" degli impressionisti, Matisse usa il colore come 'elemento bello di per sè' per creare l'immagine.
Dal maestro Moreau, pittore simbolista, impara l'uso autonomo dei mezzi propriamente pittorici, soprattutto il colore e la linea, allo scopo di realizzare un'armonia visiva.
Matisse apprezza molto lo stile di Moreau e da lui impara che << il colore non deve essere copiato, ma dev'essere pensato, sognato, immaginato>>. Questo principio lo aiuterà a superare l'imitazione tradizionale, per muoversi verso una ricerca creativa di grande originalità, fondata su una visione molto libera e contemplativa dell'arte.
Le impressioni ricevute dai viaggi in Corsica e nel Mediterraneo, la visione di un'importante mostra londinese dedicata a Turner, portarono Matisse ad accendere la luminosità dei colori.
Alla conoscenza dell'opera di Van Gogh e Gauguin si aggiunge quella dell'arte orientale, della ceramica persiana, delle stoffe moresche, dei legni giapponesi, e dell'arte africana.
Dopo un breve periodo di accostamento ai valori del segno e del volume ripresi dalla lezione di Cèzanne, Matisse realizza alcuni quadri con volumi creati per grandi campiture di colore, ma poi supera presto questa fase, che si manifesta tra il 1904-06, eliminando ogni altro elemento pittorico per lasciare piena espressività solo al colore. Un esempio di questo passaggio è la Donna col cappello del 1905.

Nello stesso 1905 Matisse partecipa alla mostra collettiva del Salone d'Autunno parigino. E' in questa occasione che si manifesta il gruppo dei Fauves, come vengono chiamati gli artisti che espongono con lui nella stessa sala, di cui lo stesso Matisse viene definito il capofila.
Seguendo gli insegnamenti di Paul Signac, Matisse passa attraverso l'esperienza divisionista, e realizza opere come Lusso calma e voluttà, La gioia di vivere, che propongono visioni altamente poetiche e decorative, lontanissime da qualsiasi volontà di "violenza espressiva" con cui erano state fraintese da alcuni critici.
Infine la pittura di Matisse si dirige verso una dimensione estremamente gioiosa del colore, stemperato da ogni esasperazione drammatica e combinato con una linea fluida e mobilissima, in senso decorativo e armonico.
Dal 1909-10 si assiste ad una fase più sintetica, con meno colori ma brillanti e in contrasto, grandi campiture alternate ad arabeschi grafici. Fiori, Nature morte, tappeti, odalische e danzatrici sono i soggetti preferiti, come pure gli interni domestici. Nascono capolavori come La danza e La Musica, La stanza rossa, Odalisca con pantaloni Rossi.
Matisse porta avanti la sua personale ricerca mentre in Europa sorgono momento le avangurdie storiche: il Cubismo a Parigi, il Cavaliere Azzurro a Monaco, la Brucke a Dresda, il Futurismo in Italia, il Suprematismo in Russia. È un momento eccezionale di esplosione creativa di cui si colgono anche le interazioni.
Negli ultimi anni Matisse prosegue questo processo di affinamento e sintesi che  già si riscontra nei lavori degli anni '30, come il Nudo rosa e lo porterà verso opere sempre più essenziali e astratte come nelle vetrate per la Cappella del Rosario di Vence in Francia, del 1950.
Matisse muore a Cimiez nel 1954.

A. Cocchi


M. Luzi, M. Carrà. L'opera di Matisse dalla rivolta 'fauve' all'intimismo. 1904-1928. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
J. e M. Guillaud. Matisse, Art Dossier Giunti, Firenze 1989
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte vol. 3
E. Bernini, R. Rota. Figura 2. Profili di storia dell'Arte. Laterza Editori, Bari 2002G. Dorfles, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Edizioni Atlas, Begamo, 2004
G. Dorfles, A. Vettese Storia dell'Arte.  Vol. 4. Novecento e oltre. Edizioni Atlas, Begamo, 2009
E. Demartini, C. Gatti, E.P. Villa. L'arte tra noi. Vol. 5 Il Novecento. Electa Bruno Mondadori, Roma 2007
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986

 


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Approfondimenti:Matisse, pittura, .

Stile:Fauves.

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