Art Nouveau



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Art Nouveau

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Modernismo

La nascita del design

Le caratteristiche dello stile

L'architettura della Belle Epoque

La Scuola di Chicago

Mappe concettuali

Bibliografia

 

Il modernismo o Art Nouveau è un fenomento artistico imponente che si manifesta tra la fine dell''800 e la prima guerra mondiale  (il periodo della cosiddetta Belle Epoque) in tutta Europa e negli Stati Uniti d'America.

 


Hector Guimard. Ingresso della Metropolitana di Porte Dauphin. 1900 ca. Parigi.


Anche se al suo interno vi si possono riconoscere alcune differenze nazionali per questo insieme alle caratteristiche "locali" assume anche denominazioni differenti a seconda dei singoli paesi in cui si manifesta. E' chiamato Stile floreale o Liberty in Italia, Jugendstil in Germania, Modern Style in Gran Bretagna, Sezessionstil in Austria, Modernismo in Spagna; negli Stati Uniti è rappresentato dalla Scuola di Chicago e da Tiffany.
Nonostante ciò, nel complesso l'Art Nouveau presenta alcuni tratti generali ricorrenti che lo rendono uno stile facilmente riconoscibile che si può considerare come un unico linguaggio espressivo.

 

Tiffany, Lampada da tavolo. legn6o tornito, vetro. 1899-1902. Carnegie Museum of Art

 

Il modernismo è sostenuto soprattutto da una forte aspirazione al nuovo, da una grande fiducia nel progresso, ed ha rappresentato una reazione al degrado portato dalla moderna civiltà industriale.  Nelle periferie delle grandi metropoli si erano concentrati disordinatamente i primi quartieri operai, ambienti malsani privi di servizi, agglomerati costruiti con tecniche e materiali scadenti dove si manifesta un diffuso malessere sociale. Inoltre anche gli stessi prodotti industriali, realizzati in serie, tutti uguali e a basso costo, rispondevano ad una richiesta di quantità e non di qualità.

 


Henri van de Velde. Scrivania. 1898-99


In quel momento era molto forte la differenza tra:

 

Daum. vaso in  vetro. 1900 ca.


Basandosi sulla teoria dell'empatia formulata proprio in questi anni dal tedesco Teodor Lipps (1906) con il saggio Empatia e godimento estetico, da un ideale di "arte democratica" e dalla sostaziale volontà degli artisti di intervenire direttamente sulla vita della società moderna per trasformarla in senso positivo, il modernismo mirava alla progettazione estetica globale. Con un'ondata di rinnovamento del gusto si propose una svolta totale che potesse ripercuotersi sulla quotidianità di tutti. La volontà di applicazione universale seguiva l'obiettivo principale di "abbellire e migliorare la vita" dell'uomo moderno, renderla più funzionale, piacevole e serena.

 

Victor Horta. Hote Tassel. Veduta della scala. 1893. Bruxelles

 

Così il nuovo stile venne applicato:

 

La nascita del design

 

Per ottenere questa diffusione era indispensabile la progettazione e produzione industriale. Di conseguenza si creò una collaborazione tra artista-ideatore e industria.
Il fine decorativo: cioè la piacevolezza con le sue ripercussioni psicologiche, non poteva prescindere dalla funzionalità, poichè l'utile e il pratico venne a coincidere con la bella forma. La bellezza di una cosa non dipendeva più da un'ornamento sovrapposto come un'aggiunta, ma derivava dalla forma stessa e dalle caratteristiche dell'oggetto: si formulò quindi un concetto che è alla base dell'odierno design.

Divenne nececessario studiare la funzione dell'oggetto, le caratteristiche e tutti gli aspetti della sua realizzazione già in fase di progettazione. Prima di giungere al prototipo, la progettazione doveva passare attraverso diverse fasi di studio che implicavano conoscenze diverse.
Uno dei fattori più importanti per rendere gli oggetti alla portata di tutti è l'aspetto economico: non si trattava più di un oggetto unico destinato a un committente, ma di un prodotto che entrava in un mercato e rispondeva alle leggi di mercato.
Venivano quindi esaminati i materiali, i procedimenti della produzione di serie, le tecnologie necessarie alla realizzazione. Alla ricerca estetica quindi si allacciava la ricerca scientifica e tecnologica (nuovi tipi di tessuti, pigmenti, materiali sintetici, leghe metalliche, vetri, elementi per la costruzione, procedimenti e macchine per la lavorazione, ecc.) con continui e positivi scambi tra i diversi ambiti. La progettazione diventava quindi una parte del processo più ampio di pianificazione.
In sintesi, si iniziò a considerare alcuni aspetti fondamentali: l'utilità funzionale, la riproducibilità (produzione, materiali, tecnologia), le componenti di economia e mercato (utenza, costi, marketing, distribuzione) e l'estetica di un gusto innovativo e accattivante.
Di conseguenza, dalla distinzione: oggetto industriale, scadente  / oggetto artigianale di qualità, / oggetto artistico unico, si passò all'oggetto di design, inteso come sintesi di indutria, arte e artigianato; prodotto in serie, più alla portata di tutti ma con caratteristiche di pregio e un marchio che ne garantisse la qualità.

 

Le caratteristiche dello stile

 

Alphonse Mucha. Manifesto pubblicitario per la Biéres de la Meuse

 

Sul piano stilistico il modernismo si distingue per:


E' importante ricordare che lo stile modernista ha influenzato molti artisti emergenti dell'area post-impressionista operanti nell'ultimo decennio del secolo XIX.
Tra i maggiori interpreti di questo stile si possono ricordare: Victor Horta, Van De Velde, Guimard, Gaudì, Mackintosh, Hoffmann, Klimt, Olbrich, Mucha.

 

A. Cocchi

 

L'architettura della Belle Epoque

 

Negli anni della Belle Epoque uno dei settori dell'arte che ha manifestato maggiore innovazione è quello dell'architettura. La trasformazione e lo sviluppo delle metropoli occidentali, l'incremento demografico, le nuove esigenze sociali e produttive e gli sviluppi della tecnologia hanno stimolato la nascita di scuole e correnti artistiche in tutti i più importanti centri europei e statunitensi. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 nascono quindi nuove forme e soluzioni costruttive che si pongono alla base della modernità, offrendo modelli fondamentali per l'architettura fino ad oggi.
Gli esempi più importanti sono offerti da:


La Scuola di Chicago

 

 

John R. Chapin. Il grande incendio di Chicago,  1 gennaio 1871

 

Nel 1871 la città di Chicago, uno dei maggiori centri del Mid-West statunitense venne devastata da un grave incendio che distrusse gran parte del cosiddetto Loop, il quartiere centrale. Di fronte alla necessità di una imponente opera di ricostruzione vennero coinvolti diversi architetti e ingegneri, questi si trovarono però a dover affrontare una serie di problemi: i terreni avevano costi elevatissimi e costringevano ad uno sfruttamento massiccio di piccoli lotti con costruzioni sempre più alte; le strutture portanti avevano comunque una resistenza limitata e non potevano sopportare pesi così eccessivi, infine diventava troppo scomodo e faticoso raggiungere i piani troppo alti. Queste stesse difficoltà spinsero i progettisti a cercare soluzioni inedite e nuove invenzioni che finirono con rivoluzionare le tecniche costruttive tradizionali.
I problemi statici vennero risolti sostituendo alle strutture portanti in muratura uno scheletro metallico che aveva anche il vantaggio di non dover comportare un ingrossamento dei muri alla base dell'edificio. Si proposero una serie di brevetti con sostegni dapprima in ferro e in ghisa, poi in acciaio, resistente anche al calore in caso di incendio. I lavori si svolsero tra il 1875 e il 1910 e i primi architetti che misero a punto queste nuove tecniche costruttive formarono un gruppo eterogeneo che venne chiamato, per convenzione,  "Scuola di Chicago".

 


William Le Baron Jenney. Home Insurance. 1885-87. Chicago


Tra questi, William Le Baron Jenney inventò un nuovo sistema di distribuzione dei pesi dell'edificio per convogliare tutte le spinte sui sostegni metallici. A lui si deve la costruzione del primo grattacielo della storia: lo Home Insurance, realizzato in soli due anni: dal 1885 al 1887. Lo stile dell'opera però, classicheggiante e di gusto vittoriano, non era così innovativo come la tecnologia adottata.

 

 


Henry Richardson Marshall Field. 1885-87. Chicago

 

Due anni dopo venne realizzata la sede dei grandi magazzini del Marshall Field da Henry Richardson che sfruttò l'elesticità portante degli archi, ispirandosi agli acquedotti romani e alle forme rinascimentali di Palazzo Strozzi di Firenze. In questo caso Richardson riuscì a fondere meglio la funzione decorativa a quella pratica e strutturale.

 

 

 Daniel Burnham e Jhon Root, Charles Atwood  Reliance Building. 1890-95. Chicago.

 

Un altro importante passo avanti venne compiuto da Daniel Burnham e Jhon Root, autori del Reliance Building, del 1890-95, un edificio in cui le pareti in muratura sono sostituite da grandi pannelli vetrati, ottenenndo un risultato di maggiore leggerezza. L'utilizzo di particolari finestre aggettanti, dette bay-Windows, imprimono alle superfici esterne un nuovo dinamismo, mentre le putrelle d'acciaio dello scheletro portante anzichè nascoste vengono messe in evidenza da un rivestimento di ceramica bianca, con un originale e gradevole effetto decorativo.

 

 


Louis Sullivan. Wainwraight. Saint Louis. 1890

 

Ma l'artista che impresse una vera svolta all'architettura moderna fu Louis Sullivan: egli riuscì a svincolare del tutto il linguaggio artistico statunitense dall'influenza europea, proponendo uno stile pienamente americano e originale. I suoi grattacieli, come il Wainwraight costruito a Saint Louis nel 1890,  la Borsa  di Chicago del 1894-94 e il Bayard di New York, perdono l'aspetto del palazzo tradizionale e sono concepiti come altissimi prismi. Anche se il basamento inteso come solido appoggio e il forte slancio verticale deriva dalle torri medievali italiane, del tutto nuove sono la concezione del muro-tenda (courtain-wall) e dell'ornamento inteso come "il fiore tra le foglie". Con il principio del muro-tenda Sullivan fa in modo di convogliare i pesi dell'edificio sulle strutture portanti interne, cercando di non gravare più sulle pareti esterne che devono svolgere solo la funzione di filtrare la luce e non di sostenere, come appunto delle tende. Per questo tutte le pareti esterne delle sue costruzioni non hanno mai pareti e superfici chiuse ma solo finestre, pilastri e architravi. L'ornamentazione inoltre viene concepita non come un abbellimento aggiuntivo, ma come parte integrante ("fiore tra le foglie") della costruzione.

 

 

A. Cocchi

 

Mappe  concettuali

 

Art Nouveau

 


Bibliografia

 

G. C. Argan. L'Arte Moderna. RCS Sansoni editore, 1990
Arte Enciclopedia Universale, Leonardo Arte editrice.
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti. 1986

 

Approfondimenti:modernismo, Liberty, Art Nouveau.

 



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Victor Horta. Scala dell'Hotel Tassel. Bruxelles


Gustav Klimt. L'albero della vita 1905-1909. Bruxelles, Palazzo Stoclet



 

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