Pala di San Zeno. Il valore dello spazio



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Pala di San Zeno. Il valore dello spazio

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Pala di san Zeno. Il valore dello spazio

Bibliografia

 

 

L'ambiente in cui vivono i personaggi della Pala di San Zeno dipinta da Andrea Mantegna è una monumentale scena classica formata da un quadriportico architravato, sorretto da pilastri e con soffitto a cassettoni con rosette.
I pilastri interni presentano specchiature in marmo policromo e alla sommità sono ornati da medaglioni con soggetti mitologici. La trabeazione è arricchita da un alto fregio con putti e festoni vegetali, palme e medaglioni su fondo dorato.
In primo piano, appesi ad anelli sotto la trabeazione, una ricchissima decorazione con cornucopie e festoni di frutti e fiori, dipinti con colori vivacissimi e grande fedeltà al vero, con effetto trompe-l'oeil.

Sulla griglia prospettica stabilita dall'apparato scenografico-architettonico, Mantegna costruisce una perfetta "macchina di coinvolgimento emozionale" dello spettatore. Ogni elemento, dall'insieme fino ai minimi dettagli, deve concorrere al funzionamento di uno spazio di massimo impatto visivo, che tende a svilupparsi sia in profondità che in primo piano.
In fondo, lo spazio sembra svilupparsi oltre un fitto roseto, dove si vede un cielo sereno, azzurro con nuvole bianche, anch'esse viste in prospettiva.
In primo piano i festoni, l'architrave, e gli stessi santi, sono dipinti in modo da dare l'impressione di uscire dallo spazio pittorico per venire avanti verso lo spettatore. Gli otto santi disposti in due schieramenti laterali sono elementi prospettici di grande efficacia espressiva, soprattutto con gli espedienti del san Pietro, a destra, il cui mantello dai panneggi abbondanti sembra traboccare dal quadro e il san Giovanni battista, tutto assorbito dalla lettura, ma con i piedi sporgenti oltre il pavimento, come se si trovasse in una posizione più avanzata rispetto alla superficie del quadro.
L'idea che guida Mantegna è quindi quella di creare una continuità tra spazio reale e spazio dipinto.

I pilastri frontali corrispondono a quelli intagliati nella cornice dorata, in una fusione tra pittura, scultura e architettura che trasforma l'idea tradizionale del trittico in una visione spaziale unitaria particolarmente innovativa.
La cornice, non più semplice rifinitura, è un elemento importante dell'opera perchè coincide con la costruzione prospettica, ma identificandosi con il primo piano offre  anche un classico inquadramento architettonico alla scena sacra. Inoltre contribuisce a creare l'unità della scena e a sottolineare la monumentalità delle figure dovuta anche al punto di vista ribassato.

La decorazione classicheggiante profusa da Andrea sugli architravi e sui pilastri del portico sviluppa un repertorio carico di simboli che alludono ai temi del Trionfo, della Fortuna e dell'Immortalità tratti dagli antichi sarcofagi romani ma rivisti in chiave cristiana.
Ad esempio Mercurio e Pegaso hanno una valenza augurale e apotropaica, i festoni di frutta e fiori, insieme ai putti, alle nereidi e ai tritoni, oltre ad essere simboli di fortuna e abbondanza si riferiscono ai significati cristiani di resurrezione e vita eterna. Al centro compare anche il simbolo dell'uovo, indice di nascita e perferzione universale, solitamente collegato alla Madonna e al tema dell'Immacolata Concezione.
Al legame tra spazio dipinto e spazio esterno si fonde anche il legame tra mito classico e sentimento cristiano secondo un fondamentale raccordo tra storia e realtà e tra passato e presente. I putti classici scolpiti sull'architrave diventano angeli musicanti attorno alla Madonna, i festoni decorativi del fregio, si trasformano in frutti e fiori veri nei festoni in primo piano.

 

A. Cocchi

 

 

 


 

 

 

 

San Zeno Altarpiece. The value of the space

 

 


Andrea Mantegna. San Zeno Altarpiece. 
 1457-60. Verona, Saint Zeno Church

 

The environment where Mantegna’s Pala di San Zeno characters live is a monumental classic scene formed by a quadriporticus with architraves supported by columns and rosette-coffered ceiling.
The internal pillars show polychrome marble reflections and their tops are decorated with medallions displaying mythological figures. The trabeation is enhanced with high frieze cupids and vegetables festoonspalms and medallions on a golden background.
On the foreground, hanging from the trabeation, the rich decoration of flower and fruit cornucopias and festoons is painted with lively colours and extreme faithfulness to the real, with a trompe l’oiel effect.

On the perspective grill established from the architectonic set, Mantegna builds a perfect “emotional involvement machine” from the spectator. Each element, from the whole to the small details, has to contribute to the functioning of a space of maximum visual impact, which tends to develop both in the depths of the background and in the foreground.

In the background, the space seems to develop beyond a deep rose garden, where a calm sky can be seen, blue with white clouds, also these seen in perspective.
In the foreground, the festoons, the architrave and the saints are painted as if they are leaving the pictorial space to come ahead towards the spectator. The eight saints arranged in two lateral formations are elements in perspective with great effectiveness expression: above all, the expedient of Saint Peter to the right, whose mantle of extravagant drapery seems to overflow the painting; and John the Baptist, absorbed in his reading, with his feet protruding beyond the paving, as if he is in a position ahead the surface of the painting. The idea that Mantegna guides is therefore the one to create continuity between the reality and the painted space.

The frontal pillars correspond to the ones carved in the golden frame, a fusion between painting, sculpture and architecture that transforms the traditional idea of the triptych in a unitary spatial vision, particularly innovative.

The frame, with complex finishing, is an important element of the work, because it coincides with the perspective construction, but by identifying itself with the foreground, it offers also a classic architectonic placement to the sacred scene. Besides, it contributes to create the unity of the scene and to underline the monumentality of the figures due also to the lowered point of view.

The classical decoration lavished by Andrea on the architraves an the porch pillars develop a repertory full of symbols that allude to the Triumph, the Fortune and the Immortality, seen in the roman sarcophagi and again in the Christian times.

For example Mercury and Pegasus have a greeting and apotropaic strength; the fruit and flower festoons, together with the cupids, nereids and tritons, besides being symbols of fortune and abundance, refer to the Christian meanings of resurrection and eternal life. In the centre, also the egg symbol can be seen, indicating the birth and universal perfection, usually linked to the Madonna and the Immaculate Conception.
 
The link between the painted space and the exterior space fuses also with the link between the classic myth and the Christian sense according to a fundamental connection between story and reality, past and present.
The classic cupids carved on the architrave become musical angels around the Madonna; the decorative festoons of the frieze become real fruit and flower in the festoon of the foreground.

 

A. Cocchi

Trad: A. Sturmer

 


 


 

Bibliografia

 

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008


 

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Mantegna, pala, pittura, spazio, .

Stile:Arte del Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Verona

 



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Andrea Mantegna. Pala di San Zeno. 1457-60.Veduta d'insieme nell'abside della chiesa. Verona. San Zeno.


Andrea Mantegna. Pala di San Zeno. 1457-60. Verona. San Zeno.



 

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