Palladio


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Il percorso artistico

Storia dell'arte.  >  Artisti

Dal 1540 l'umanista Giangiorgio Trìssino e Andrea Palladio, ormai riconosciuto come architetto, si spostarono in diversi viaggi, per il Veneto. A Padova frequentarono i circoli umanistici e furono coinvolti nella nuova politica promossa da Alvise Cornaro. Il nobile padovano si adoperava per un ritorno all'agricoltura e alla vita nella natura attraverso una vasta opera di bonifica dei territori dell'entroterra veneto. A Padova,i noltre, il Palladio potè ammirare le opere di Jacopo Sansovino, giunto da Roma, e l'architettura del bergamasco Andrea Moroni.
A Verona ebbe l'occasione di studiare le rovine e i monumenti romani, ma anche le moderne costruzioni di Michele Sanmicheli.
L'influenza sel Sanmicheli si coglie già nell'opera con cui Palladio esordisce come architetto: la Villa Godi di Lonedo, progettata fin dal 1537, quando faceva ancora l'operaio presso Pedemuro, e poi compiuta nel 1542.
Nell'estate del 1541 Palladio compì il suo primo viaggio a Roma con il Trìssino. Per lui divenne fondamentale non solo la conoscenza diretta dei monumenti antichi, ma anche quella dell'architettura rinascimentale di Bramante, Raffaello, e soprattutto di Giulio Romano, del quale l'anno successivo potè ammirare l'opera anche a Mantova.
Gli anni seguenti, tra 1542 e '46, vedono l'afferrmazione dell'arte di Palladio con capolavori che  hanno trasformato il volto delle città e dei paesaggi in cui si sono inseriti. Tra questi a Vicenza, Palazzo Thiene il prestigioso rifacimento del Palazzo della Ragione che poi divenne la Basilica palladiana, e Villa Pisani a Bagnolo.
Dopo altri viaggi a Roma, nel 1546-47, l'arte di Palladio si sviluppò sempre più autonomamente e acquistò un carattere molto personale. Nel terzo viaggio a Roma, nel 1554, l'interesse per l'arte di Michelangelo si sovrappone alle precedenti esperienze, influenzando il suo stile nella svolta finale del suo percorso creativo. Lavorando per un gruppo di nobili umanisti, colti e aperti alla modernità, negli anni tra 1545 e '50 Palladio formulò il suo famoso modello di villa di campagna, realizzando numerose e splendide costruzioni, che ancora oggi qualificano il paesaggio veneto. Intorno a quegli anni realizza anche, a Vicenza, il Palazzo Iseppo dal Porto e Palazzo Chiericati. Durante gli anni '50 lavora a diverse residenze di campagna per le famiglie nobili locali. Nello stesso periodo entra in contatto con il cardinale umanista Daniele Barbaro, per il quale illustra il celebre trattato di architettura di Vitruvio.
Dopo il 1556 a Udine termina il Palazzo Antonini e realizza alcune delle sue più ammirate ville venete: Villa Badoer a Fratta Polesine, Villa Barbaro a Maser, Villa Foscari alla Malcontenta presso il fiume Brenta, Villa Emo, vicino a Castelfranco.
 Tra il 1558 e il 1565 Palladio è chiamato a Venezia per la facciata della chiesa di San Pietro in Castello e la facciata di San Francesco. Per i frati benedettini progettò il Refettorio e la chiesa di San Giorgio Maggiore. Nel 1565 fu di nuovo a Vicenza per realizzare Palazzo Valmarana al Pozzo Rosso. Nel 1566 si sposta a Torino presso Emanuele Filiberto di Savoia e poi a Nimes, in Provenza. Al suo ritorno realizza la famosa Rotonda, capolavoro assoluto dell'edilizia suburbana.
In seguito si dedicò al suo Trattato di architettura, strutturato in Quattro libri e pubblicato nel 1570. Tra le opere  della tarda maturità è da ricordare la progettazione della chiesa del Redentore a Venezia, il Tempietto di Maser, infine, stabilitosi definitivamente a Vicenza, si dedica allo splendido Teatro Olimpico, ultimo straordinario gioiello lasciato dall'instancabile maestro. Mentre la costruzione era appena iniziata, Palladio muore nell'estate del 1580, lasciando il proseguimento dei lavori a Vincenzo Scamozzi.

A. Cocchi


Bibliografia

F. Rigon. Palladio. Capitol Editrice, Bologna, 1980
R. de Fusco. L'architettura del Cinquecento. Utet. Torino 1981
G. Cricco, F.P. Di teodoro. Itinerario nell'arte. Vol. II Da Giotto all'età barocca. Zanichelli Editore, Bologna, 2004
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
C. Fumarco (a cura di) L'arte tra noi. Il Rinascimento e la Maniera moderna. Electa-Bruno Mondadori, Roma, 2007

 

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Stile:Cinquecento.

 



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Andrea Palladio. San Giorgio Maggiore. 1566-1610. Venezia, Isola di San Giorgio.


Andrea Palladio. Teatro Olimpico. 1580. Vicenza



 

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