Picasso


Picasso: vita e produzione artistica La formazione di Picasso Ragazzina a piedi nudi Autoritratto a 15 anni Prima Comunione Scienza e Carità la fase sperimentale dal 1897 al 1899 Lola La fase espressionista Il periodo blu Il periodo rosa Il soggiorno a Gòsol Ritratto di Gertrude Stein Verso il cubismo Les demoiselles d'Avignon Autoritratto di Praga, 1907


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La formazione di Picasso

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Picasso nasce a Malaga, in Andalusìa, il 25 ottobre del 1881. Il padre, Josè Ruiz Blasco, è professore di pittura alla Scuola delle Arti e Mestieri e conservatore del Museo di Malaga. Nel tempo libero dipinge soprattutto nature morte e coltiva uno stile tradizionale e accademico. Incoraggiato dal padre, Pablo viene educato con l'arte, cresce con la pittura, e disegna fin da piccolissimo. La scrittice e sua amica, Gertrude Stein, dice che «Picasso scriveva pittura come gli altri bambini scrivono l'abbicì. Era nato facendo disegni, non disegni da bambino ma disegni da pittore. I suoi disegni non erano di cose vedute ma di cose espresse, insomma erano parole, per lui; il disegno fu sempre il suo solo modo di parlare, e lui parla moltissimo.».

Il talento eccezionale del piccolo Pablo si manifesta molto presto. Esistono parecchi disegni a matita, gessetto e penna, tracciati sui suoi quaderni di scuola. Sono caratterizzati da agilità, vivacità, sicurezza di segno. Nel 1891 la sua famiglia si trasferisce a La Coruña, e qui dall'età di 11 anni Pablo frequenta la scuola di Belle Arti In questo periodo realizza diverse riviste che redige e illustra da solo, in unica copia.
A 14 anni, per via del talento straordinario, viene ammesso (età minima era 20 anni) all'Accademia di Belle Arti di Barcellona. Nel 1895 il padre ottiene un posto a Barcellona e la famiglia si trasferisce nuovamente. Picasso viene ammesso all'Accademia catalana.
Nella stessa estate del 1895, durante il trasferimento da La Coruña a Barcellona (gli spostamenti che caratterizzano l'infanzia e la prima giovinezza del pittore sono legati ai trasferimenti di lavoro del padre), la famiglia Picasso sosta per qualche giorno a Madrid e il giovane ha per la prima volta l'occasione di visitare il Prado e di confrontarsi con la grande pittura del passato. E' un'esperienza che lo avrebbe segnato profondamente: El Greco e Velázquez sarebbero rimasti suoi punti di riferimento costanti, e nel 1936 avrebbe accolto con soddisfazione la nomina a conservatore del museo madrileno da parte del governo spagnolo repubblicano.
Il padre Josè, di fronte al talento fiorente di Pablo aiuta il figlio ad inserirsi in una città, Barcellona, che stava diventando uno dei centri più vivaci della cultura moderna spagnola. Procurò quasi subito a suo figlio uno studio, che il ragazzo dividerà con il suo amico Manuel Pallarès, perchè potesse lavorare a suo agio e cercò di indirizzarlo verso una carriera più soddisfacente della propria. Considerando l'arte sacra un settore promettente per la gran quantità di commissioni ecclesiastiche, riuscì a far ammettere Pablo nello studio di José Garnelo Alda, importante pittore di soggetti religiosi. A partire dal '96, quindi all'età di 15 anni, compaiono i suoi primi quadri da professionista. Durante quell'anno, il ragazzo esegue un gran numero di paesaggi, figure accademiche, ritratti suoi, di parenti, amici. A questo periodo appartengono opere come Ragazzina a piedi nudi e l'Autoritratto del 1896, sorprendenti per la padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi. Grazie all'insegnamento di Garnelo Alda, durante l'inverno realizza una grande composizione: Prima comunione. Il quadro viene accettato all'Esposizione municipale di Barcellona, ed è la sua prima grande opera ufficiale, accademica. Ottiene in certo successo e gli procura una commissione di due pale d'altare per un convento di Barcellona (opere perdute in un incendio). Questo fatto spiega il gran numero di soggetti religiosi presenti nei taccuini e nei bozzetti della prima giovinezza picassiana, influenzati dallo stile di El Greco.
Sullo stesso filone patetico-umanitario, nel 1897 realizza Scienza e carità e lo invia dapprima all'esposizione nazionale di Madrid, dove ottiene una "menzione onorevole", poi all'esposizione provinciale di Malaga, dove viene premiato con medaglia d'oro. Nello stesso anno viene ammesso alle classi superiori dell'Accademia Reale di Madrid,una scuola prestigiosa, di nobili tradizioni, e si trasferisce nella capitale.
Ma più che frequentare le lezioni preferisce studiare i capolavori del Museo del Prado, soprattutto quelli di Velázquez e Goya.
L'ambiente madrileno si rivela una delusione, in confronto alla vivacità del capoluogo catalano, e Picasso durante l'inverno torna a Barcellona. Dopodichè inizia la sua produzione autonoma.

A. Cocchi


Bibliografia

Gertrude Stein, Picasso. Adelphi 1973
E. Bernini R. Rota, Eikon. Guida alla storia dell'arte. vol. 3 Laterza, Roma-Bari 1999
E. Bernini R. Rota A regola d'arte. vol 5 Il Novecento. Laterza, Roma-Bari 2001
G. Dorfles, A. Vettese Il Novecento. Protagonisti e movimenti. Atlas, Milano 2006
F. Galluzzi Pablo Picasso Giunti, Firenze 2002
G.G. Lemaire, Picasso Dossier Art n.19 Giunti, Firenze 1987
Classici Rizzoli, 22,
G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte vol 3 Zanichelli ed. seconda edizione,


 

 

Approfondimenti:Picasso, formazione, disegno, pittura.

Stile:Novecento.

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