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Barbùn (triglia di fango)

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Uno dei pesci della Romagna adriatica più apprezzati è il Barbùn, chiamato anche Triòla, due nomi che nel dialetto romagnolo indicano la Triglia di fango. Il nome Barbùn è legato al loro buffo aspetto: hanno una testa particolare con la fronte quasi verticale e due barbigli che sembrano una barbetta sotto la bocca.
Come dicono i pescatori, i barbùn prediligono gli "sporchi", cioè le zone di mare molto ricche di alghe e vegetazione acquatica, e sono queste le zone in cui vengono pescate.  Il barbùn viene pescato tutto l'anno con reti a strascico. Da agosto a ottobre si pescano in grandi quantità gli individui giovani, le triglie infatti nascono in estate dalle uova depositate presso la riva, e nel primo periodo della loro vita si trattengono presso le coste. Con l'inizio dell'autunno i Barbùn prendono il largo e, a detta dei pescatori locali "mettono il cappotto", cioè diventano più grosse.

Asaki San


 

Bibliografia e sitografia

P. G. Pasini Andar per Musei. Guida all'usa die musei della Romagna meridionale. (a cura di Italia Nostra) Romagna arte e storia Quaderni
AA.VV. Adriatico. Le stagioni del nostro mare. A cura dell'Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena. Stampa MDM, Forlì 1992
S. Di Corato. Cucina e ospitalità. in: La Pianura e i lidi romagnoli. Guide D'Italia. Fabbri Editori, Milano 1982
AA.VV. voce: Acciuga. in: Eciclopedia Universo. Istituto Geografico De Agostini - Novara, 1971
AA.VV. Il libro del pesce. La tradizione della cucina marinara. Demetra- Giunti editore S.p.A.  Firenze-Milano 2003

 

Approfondimenti:barbùn, triglia di fango, pesci, animali, mare, Adriatico, Asaki San, .

 



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Ugo Bertotti. Triglia di fango. 1992. Illustrazione jpg tratta da disegno ad acquarello e matite colorate.





 

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