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San Pir (pesce San Pietro)

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San Pir è il nome che nel dialetto romagnolo viene assegnato al Pesce San Pietro.
Secondo la leggenda le macchie laterali che contraddistinguono il San Pir sono le impronte lasciate da San Pietro. Gesù giunto con gli apostoli presso la città di Cafarnao, venne fermato dal gabelliere che voleva riscuotere la tassa d'ingresso. Il Signore ordinò a Pietro di pescare un pesce e di prendere la moneta che avrebbe trovato nella sua bocca. Pietro eseguì ciò che gli venne chiesto e pagò il gabelliere, così gli apostoli poterono entrare in città.

Per le sue carnmi il San Pir è molto apprezzato. Viene pescato soprattutto nei mesi primaverili ed estivi con le reti a strascico soprattutto nell'area che pescatori chiamano "sprea" o "sporchi", a venticinque-trenta miglia dalla costa.

Asaki San


 

Bibliografia e sitografia

P. G. Pasini Andar per Musei. Guida all'usa die musei della Romagna meridionale. (a cura di Italia Nostra) Romagna arte e storia Quaderni
AA.VV. Adriatico. Le stagioni del nostro mare. A cura dell'Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena. Stampa MDM, Forlì 1992
S. Di Corato. Cucina e ospitalità. in: La Pianura e i lidi romagnoli. Guide D'Italia. Fabbri Editori, Milano 1982
AA.VV. voce: Acciuga. in: Eciclopedia Universo. Istituto Geografico De Agostini - Novara, 1971
AA.VV. Il libro del pesce. La tradizione della cucina marinara. Demetra- Giunti editore S.p.A.  Firenze-Milano 2003

 

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Ugo Bertotti. Pesce San Pietro. 1992. Illustrazione jpg tratta da disegno ad acquarello e matite colorate.





 

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