Raffaello


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La fase formativa di Raffaello si può ricostruire in modo molto approssimativo, a causa della scarsa documentazione e della mancanza di testimonianze sicure. Certamente il piccolo Raffaello viene introdotto alla pittura dal padre, Giovanni Santi. Giovanni Santi, colto umanista, autore di una famosa Cronaca, scritta in rima, è un artista a capo di una fiorente bottega a Urbino. Fin dal 1482 è attivo presso la corte urbinate di Guidubaldo da Montefeltro e della moglie Elisabetta Gonzaga. Attraverso Elisabetta, verrà introdotto anche nella corte di Mantova, dove lavora soprattutto come ritrattista. Poi sarà una figura di spicco presso Federico da Montefeltro, oltre che molto occupato anche per commissioni provenienti dai numerosi ordini monastici tra Marche e Umbria, in particolare pale d'altare.
Raffaello molto probabilmente da bambino lavora nella bottega del padre, e lo segue insieme agli altri allievi, nei suoi spostamenti, da lui deve aver appreso i primi rudimenti della pittura. Il padre muore nel 1494, quando lui ha 11 anni. Dello stile del padre si possono ravvisare pochi elementi dalle opere che gli storici riferiscono agli inizi di Raffaello, mentre sono stati sicuramente fondamentali i suoi insegnamenti sulla tecnica pittorica.
Secondo alcuni studiosi, subito dopo la morte del padre, sembra che Raffaello abbbia frequentato la bottega di Timoteo della Vite o di Evangelista di Pian di Meleto. Ma si tratta di ipotesi difficilemnte documentabili.

Fondamentale per la cultura e la visione estetica di Raffaello è la sua origine urbinate e i rapporti con la corte di Guidubaldo da Montefeltro. Raffaello è cresciuto ad Urbino, frequentando gli intellettuali neoplanonici del Palazzo Ducale. Ha potuto conoscere da vicino le opere e gli studi sulla prospettiva e sulla matematica condotti dalla "scuola dei Prospettici" capeggiata da Piero della Francesca. L'architettura di Luciano Laurana e di Francesco di Giorgio Martini, ma anche gli insegnamenti di Bramante, anch'egli urbinate, hanno avuto un peso decisivo sul formarsi di quella particolare e serena armonia tra volumi e spazio che caratterizza tutte le opere di Raffaello.

Come Michelangelo, Raffaello fin da bambino mostra uno straordinario talento. Nella prima testimonianza sicura che lo riguarda è denominato già "magister" all'età di appena 17 anni. Si tratta di un contratto, stipulato il 10 dicembre 1500, per una pala d'altare per la cappella di Andrea Baronci nella chiesa di Sant'Agostino a Città di Castello. Dell'opera: L'incoronazione del beato Nicola da Tolentino vincitore di Satana, rimangono solo alcuni frammenti. Ma sono brani preziosi che ci rendono un'idea precisa dell'alto livello del giovanissimo pittore. Si può inoltre ammirare nella locale Pinacoteca lo Stendardo di Città di Castello, dipinto sulle due facce  con la  Madonna della Misericordia  e la retrostante Crocifissione. L
Tipico di Raffaello giovanissimo, come per tutti i giovani artisti è l'ossequio alle tradizioni, eppure il livello così alto e personale della pala con San Nicola da Tolentino mostrano un naturale spirito creativo che fin dall'inizio rivela uno stile inconfondibile.
Si notano le caratteristiche che resteranno immutate per tutta la sua carriera: grande precisione nel disegno del volto per costruire immagini intimamente delicate e sensibili.  A questo si aggiunge un grande senso dell'ordine, di armonia e di equilibrio nelle composizioni.

Sempre a Città di Castello, Raffaello ebbe altri incarichi. Nel 1503 venne chiamato a lavorare alla Crocifissione per la Cappella Gavari in San Domenico. L'opera è oggi conservata alla National Gallery di Londra. In questo lavoro il giovane artista sostituì Luca Signorelli, che si era spostato ad Orvieto, per dipingere la Cappella di San Brizio.

Anche l'apprendistato dal Perugino, presso il quale il Vasari dice di essere stato condotto dal padre, non è così ovvio e scontato.
Pietro Vannucci detto il Perugino, nell'ultimo decennio del  '400 è un artista conosciutissimo e molto richiesto che ha stabilito modelli e criteri rappresentativi piuttosto apprezzati.
Raffaello sarebbe divenuto suo allievo intorno ai 10 anni di età, ma in nessuno dei lavori eseguiti dal Perugino prima del 1500 si trovano tracce (tra quelle inevitabili delle mani dei suoi collaboratori) di Raffaello. Il problema degli esordi e dell'influsso della bottega di Perugino in questa fase è difficilmente risolvibile.
Altro dubbio mai risolto è il rapporto tra Raffaello e il Pinturicchio negli stessi primissimi anni del 1500. Secondo il Vasari il Pinturicchio all'incirca cinquantenne, trovandosi in una fase di declino artistico, avrebbe fatto eseguire a Raffaello i disegni preliminari per un affresco della Libreria Piccolomini con La partenza di Enea Silvio Piccolomini per il concilio di Basilea. Il bellissimo cartone, ora agli Uffizi, mostra una grazia e una finezza incomparabili rispetto alla stenuata e aspra esecuzione pittorica del Pinturicchio.
Comunque, intorno al 1500 entra nella bottega del Perugino presso il quale completa la sua formazione e sviluppa la sua tendenza all'armonia compositiva e alla semplificazione formale. Nonostante i dubbi riguardanti le date, la piena adesione di Raffaello al dettato di Perugino è confermato dal primo capolavoro assoluto, lo Sposalizio della Vergine, realizzato nel 1504. La celebre pala era stata dipinta per la Cappella Albizzini della chiesa di San Francesco a Città di Castello, ora si trova a Milano, alla Pinacoteca di Brera.
Tra le opere di questi anni, famose le pale d’altare, come l’Incoronazione della Vergine per la Cappella Oddi in San Francesco a Perugia del 1502-1504; ora nella Pinacoteca Vaticana. In questo dipinto si può notare l'afflusso di componenti diverse, provenienti dall'opera di Melozzo, del Signorelli e soprattutto del Perugino.

Le prime opere di Raffaello risentono molto dell'insegnamento del Perugino, e sono anche espressioni sincere, molto limpide, di una visione ancora fanciullesca. Risentono dell'ingenuità e della freschezza della sua giovane età.
Nonostante la scarsità di documenti è comunque facile immaginare i viaggi di Raffaello.
A Urbino Raffaello è subito accolto presso la corte di Federico da Montefeltro. L'ambiente già lo conosceva. Fin da giovanissimo subisce le impressioni di Piero della Francesca e della scuola dei "prospettici". Ha modo di conoscere gli architetti Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che lavorano per l'ampliamento del palazzo del duca Federico, nonchè, sicuramente, il suo celebre conterraneo Donato Bramante. Il rapporto con Bramante è dimostrato dalla conoscenza de l progetto bramantesco del Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma, a cui Raffaello si è ispirato per la pala dello Sposalizio. Secondo gli storici Raffaello tra il 1500 e il 1504 è presente sicuramente a Siena e a Orvieto. Ma sembrano probabili anche i viaggi a Venezia, Padova, Roma e Firenze.
La svolta decisiva, rispetto a questa prima fase avviene nel 1505, quando Raffaello si stabilisce a Firenze. Qui si apre una nuovo periodo della sua esperienza creativa.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

P. De vecchi, M. Prisco L'opera completa di Raffaello in Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
C. Strinati Raffaello Dossier Art n. 97 Giunti, Firenze 1995
G. Cricco, F. P. Di Teodoro Itinerario mnell'arte. Vol. 3 Dal Rinascimento al Manierismo. Zanichelli Editore, Ozzano Emilia  2006
Vivere l'arte. A cura di C. Fumarco e L. Beltrame. Vol. 2 Dal Rinascimento al Rococò. Bruno Mondadori Editore, Verona 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
R. Bossaglia Storia dell'arte. Vol 2 Dal Rinascimento al Barocco al Rococò. Principato Editrice, Milano 2003.
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Begamo 2006

 

Approfondimenti:Raffaello, pittura, formazione, infanzia, Montefeltro, Gonzaga, Giovanni Santi, pittura rinascimento, .

Stile:Rinascimento.

Per saperne di più sulla città di: Urbino

 



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Raffaello Sanzio. Crocifissione. Olio su tavola. 1503. Londra, National Gallery


Raffaello Sanzio. San Sebastiano. 1501-2. Olio su tavola. Bergamo, Accademia Carrara


Raffaello Sanzio. San Michele e il drago. 1505. Olio su tavola. Parigi, Louvre



 

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