San Gimignano


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Cenni storici

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Le origini tra storia e leggenda

La fondazione di San Gimignano si perde nella notte dei tempi. Si racconta che i due fratelli Muzio e Silvio, giovani patrizi romani fuggitivi come complici della congiura di Catilina, nel 63 avanti Cristo, si fossero rifugiati in Valdelsa e vi avessero costruito due castelli: quello di Mucchio e quello di Silvia, il primo nome, quest'ultimo, della futura San Gimignano. Il nome poteva però derivare anche dalla selva, silva per i latini, che circondava questi luoghi.
Intorno al X secolo dopo Cristo la denominazione del borgo divenne San Gimignano, dal nome di un vescovo modenese vissuto nel V secolo dopo Cristo. Durante le scorribande dei barbari, il santo, invocato, salvò la città dalla minaccia di Totila (o Attila) apparendo miracolosamente sulle mura. Dal quel giorno gli abitanti di Silvia decisero, per gratitudine e per ingraziarsi in eterno la protezione del santo, di cambiare il nome della città in San Gimignano.

Dal periodo etrusco al periodo feudale

Se durante il periodo etrusco gli abitati occupano la sommità dei rilievi, con la colonizzazione romana si iniziò a prediligere il fondovalle e, in particolare, le aree in prossimità dei corsi d'acqua, le cui sponde erano spesso utilizzate come vie di comunicazione.
Testimonianze dell’antico insediamento etrusco sono il Sepolcro di Cellole ed i ritrovamenti di Cisterna.

Il primo nucleo del paese, cinto da mura e risalente all’VIII-IX secolo, si sviluppò successivamente in un castello feudale. Alla morte del feudatario, esso venne lasciato al vescovo, al quale la popolazione si ribellò e costituendo il libero comune.
Inutili si dimostrarono invece i tentativi di resistere alle mire egemoniche di Firenze, di cui il libero comune dovette subire l’influenza.

Tra Alto e Basso Medioevo

Dalla costellazione di villaggi rurali di piccole proporzioni del periodo etrusco e poi di quello romano, si passò, verso la fine dell'Alto Medioevo, coincidente col X secolo, alla formazione del nucleo più antico dell'attuale centro storico.
Nel 998 San Gimignano era ancora un villaggio a cavallo della via Francigena, politicamente feudo del vescovo di Volterra, il quale risiedeva in un castello ubicato sul Poggio della Torre, in tempi più recenti trasformato in carcere.

Lo sviluppo di San Gimignano avvenne nel Basso Medioevo, quando si trovò in una situazione geografica strategica. La città, delimitata dalla prima cerchia di mura e sorta a cavallo della variante collinare della via Francigena, diventò uno dei principali luoghi di sosta per tutti i viandanti. La Francigena, inizialmente aperta dai Longobardi, divenne, nell'Alto Medioevo, l'itinerario dei pellegrini che, soprattutto dalla Francia, si dirigevano a Roma.

Da libero comune a feudo fiorentino

Nel 1199 la città (n.6 cartina), ormai notevolmente cresciuta, si dichiarò libero comune, inizialmente retto da Consoli e poi da un Podestà periodicamente rinnovato. Questi, per motivi di imparzialità, era sempre straniero e restava in carica sei mesi.
Il comune di San Gimignano, come molti comuni limitrofi, fu coinvolto nelle contese tra i guelfi, seguaci della fazione degli Ardinghelli, sostenitori del papa, e i ghibellini, seguaci della fazione dei Salvucci, fiancheggiatori dell'imperatore. Il lungo e sanguinoso colnflitto tra le due famiglie ci riporta ad storia interessante. Entrambe le famiglie avevano palazzi dotati di due Torri gemelle, che si trovavano nella contrada di Piazza, nel nucleo urbano più antico. Sembra infatti che i Salvucci, volendo in qualche modo contravvenire agli statuti comunali del 1255, che impedivano di costruire torri più alte di quella del Podestà (la “Rognosa”: così detta perché intoccabile), ne facessero erigere due, appositamente progettate in modo che la parte alta della prima corrispondesse alla base della seconda in modo tale che, sovrapponendole idealmente, superassero la torre comunale. Come risposta la famiglia Ardinghelli fece erigere un palazzo con due torri gemelle ancora più alte. In seguito alle aspre contese delle due famiglie le torri dei due palazzi subirono molti danni e furono "decapitate". Oggi rimangono le Torri degli Ardinghelli, di un'altezza molto inferiore a quella originaria.

Nel XII secolo, periodo di maggior splendore per la città, il comune offriva ospitalità a chiunque la chiedesse, specialmente agli esiliati politici di altre città, concedendogli anche il permesso di costruire la propria casa o palazzo, e torri-magazzino ai più facoltosi, purché tenessero un buon comportamento per almeno cinque anni.
La vita quotidiana a quel tempo era scandita dal suono delle campane: quella del sale, quella del banco, quella del fuoco, quella del pane. Quest'ultima suonava quando qualche ricco signore alla sua morte, per salvare la sua anima nell'Aldilà, lasciava il pane pagato per tutti i poveri del paese.
In ogni palazzo esisteva un pozzo o una cisterna per la raccolta dell’acqua che serviva per l’approvvigionamento della famiglia e degli animali. Fino al secolo scorso nel centro storico ne esistevano addirittura 105.
La grande peste del 1348 ed il successivo spopolamento delle campagne costrinsero San Gimignano a dichiarare nel 1353 la propria sottomissione a Firenze.
Da allora visse all'ombra della capitale toscana. Passò attraverso il degrado e le pestilenze che ridussero drasticamente la popolazione e tutte le attività, divenendo, durante il Seicento, una delle terre rurali del Granducato Mediceo. Dal decadimento e dal abbandono dei secoli successivi si uscì soltanto quando si cominciò a riscoprire la bellezza della città, la sua importanza culturale e l’originaria identità agricola.

 L. Bravaccini (alunna del Liceo Classico Monti, Cesena)


Bibliografia e sitografia:

C. Toniazzi “Borghi d’Italia”, endemol 2004
Dizionario Garzanti, Garzanti linguistica, 2005
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2006

 

Approfondimenti:storia, .

Stile:Arte etrusca, Arte Romana, Arte del Medio Evo.

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Torri Ardinghelli. San Gimignano.


Palazzo Salvucci. San Gimignano


Porta San Giovanni. 1237. San Gimignano.



 

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