Simone Martini


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La Maestà e il Dolce Stil Novo

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Sia il soggetto, ma soprattutto le iscrizioni presenti nell'affresco della Maestà di Simone Martini, nel Palazzo Pubblico di Siena, pongono questo dipinto in stretto rapporto alla cultura e alla poesia del Dolce Stil Novo.
Già la scritta in caratteri gotici e in parte frammentaria, che si legge in basso, riporta la datazione e la firma dell'autore in versi. Si legge:

"MILLE TRECENTO QVINDICI VOL..../ E DELIA AVIA OGNI BEL FIORE SPINTO / E JVNO GIA GRIDAVA I MI RIVOL....//S...... A MAN DI SYMONE"

La prima parte dello scritto indica la data in cui è stato terminato l'affresco: nel 1315, Diana, o Delia, che indica la primavera, aveva già fatto sbocciare tutti i fiori e Giunone, che presiede al mese di Giugno,  si stava rivoltando nella seconda metà del mese. Quindi si deduce la data del 15 giugno 1315.
La seconda parte della scritta non convince molto gli studiosi, perchè è stato inserita con tecnica ed esecuzione diversa, ma si intuisce che il dipinto è opera di Simone Martini.

Il tema civico di questo soggetto era già presente Maestà di Duccio di Buoninsegna, realizzato alcuni anni prima e oggi conservato presso il Museo del'Opera del Duomo di Siena. Simone Martini si è sicuramente ispirato all'opera del maestro e ne riprende anche la scelta di inserire i testi nel dipinto. Nell'opera di Duccio sul gradino del trono è inserita una preghiera che si esprime con un tono simile a quello che sarà poi sviluppato nelle iscrizioni di Simone.
Nella tavola di Duccio si legge:

"Mater Sancta Dei / Sis causa Senis requiei /Ssis Ducio vita /Quia te pinxit ita:"

Nell'affresco di Simone Martini, sui gradini del trono, un'altra iscrizione si riferisce all'intento di carattere politico del dipinto, appena sfiorato da Duccio e sviluppato in una straordinaria forma poetica da Simone.
Vengono indicati i pricìpi morali su cui deve sostenersi il buon governo. Sono espressi come se si trattasse di consigli pronunciati dalla Madonna e  rivolti ai governanti della città. Il testo poetico è il seguente:

"Li angelichi fiorecti, rose e gigli,
Onde s'adorna lo celeste prato,
Non mi dilettan più ch'e' buon consigli.
Ma talor veggio chi per proprio stato
Dispreza me e la mia terra inganna:
E quando parla peggio è più lodato:
Guardi ciascun cui questo dir condanna.
Esponsio Virginis ad dicta sanctorum:
Dilecti miei, ponente nelle menti
Che li devoti vostri preghi onesti
Come vorrete voi farò contenti,
Ma se i potenti a' debil fien molesti
Gravando loro con vergogna o danni,
Le vostre orazion son per questi
Nè per qualunque la mia terra inganni
".

Il testo è intimamente intrecciato con la pittura. La Madonna si rivolge prima agli angeli e poi ai santi, i cortigiani celesti si pongono come un modello per le corti terrene, l'eleganza e la raffinatezza dello stile pittorico di Simone è strettamente correlato con le analoghe caratteristiche del letterario Dolce Stil Novo.

A. Cocchi


Bibliografia

P. Torriti. Simone Martini. Dossier Art  n. 56, Giunti, Firenze, 1991
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti, 1986
E. Bernini. R. Rota. Figura 1. Profili di storia dell'Arte. Editori Laterza. Roma-Bari 2002
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 1, Zanichelli Bologna 2004
G. Contini, M.C. Gozzoli. L'opera completa di Simone Martini. Classici dell'Arte Rizzoli, Milano, 1966
E. Castelnuovo. Pittori girovaghi nell'Avignone dei papi. in: Il romanzo della pittura. Giotto e i maestri del Trecento. Supplemento a La Repubblica, Arnoldo Mondadori, Verona, 1988
P.L.L. de Castris. La Napoli cortese del saggio Roberto.in: Il romanzo della pittura. Giotto e i maestri del Trecento. Supplemento a La Repubblica, Arnoldo Mondadori, Verona, 1988
G. Bonsanti. Simone Martini. Associazione per le Casse di Risparmio italiane, Roma 1994


 

Approfondimenti:Simone Martini, pittura, poesia, Madonna, santi, angelo, politica, potere, Alessandra Cocchi, A. Sturmer, .

Stile:Gotico.

Per saperne di più sulla città di: Siena

 



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Simone Martini. Maestà. Dett. 1315. Affresco con inserti in vetro, foglia d'oro e punzonatura, smalti, carta. Siena, Palazzo Pubblico.


Duccio di Buoninsegna. Maestà. Faccia anteriore. 1308-11. Tempera su Tavola. Siena, Museo dell'Opera del Duomo.


Simone Martini. Maestà. Veduta d'insieme. 1315. Affresco con inserti in vetro, foglia d'oro e punzonatura, smalti, carta. cm. 763X970. Siena, Palazzo Pubblico.



 

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