Cremona Tranquillo


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Cremona si formò come tanti artisti in un'Accademie d'arte, come quelle di Venezia e Milano, ma egli seppe superare i canoni e le regole apprese in gioventù, riuscendo a creare uno stile personale e innovativo. A Venezia egli potè studiare la tradizione colorista dei pittori veneti e fare sua la tecnica del tonalismo.
Deve essere riconosciuta anche ad Hayez un'influenza nella pittura di Cremona. Un esempio è l'opera Marco Polo alla corte del Gran Kahn dei Tartari del 1863. E' un dipinto ispirato ad un avvenimento storico, al mitico viaggio di Marco Polo ancora adolescente verso l'Oriente. La scena rappresentata è l'incontro tra i viaggiatori veneziani e il Gran Khan, che il giovane Marco Polo conquistò grazie alle sue capacità e alla sua intelligenza, e presso il quale rimase ospite per diciassette anni. Il quadro è ricco di particolari, caratterizzato da una prospettiva precisa, colori accesi e sgargianti in contrasto con toni scuri. Notiamo già in questo quadro un'attenta ricerca cromatica e di effetti di luce.
Lo stile del Cremona presenta già nella prima fase della sua pittura, anche se in maniera non troppo evidente, la ricerca di una indeterminatezza delle forme e dei contorni. Questa tendenza caratterizzerà i suoi dipinti fino agli ultimi anni della sua carriera artistica. Un'influenza determinante a questo proposito è dovuta al maestro Giacomo Trecourt, il quale lo avvicinò alla pittura del Piccio conosciuto per la tendenza al dissolvimento delle forme. Le forme sono sfocate, i contorni sono cancellati e sono presenti lievi passaggi di colore e di luce che delineano le figure. L’opera I cugini del 1870 è la prima in cui Tranquillo sperimenta questo sua nuova maniera di dipingere. E' in questo periodo che si avvicina alla corrente della Scapigliatura Lombarda, della quale diventerà uno dei maggiori rappresentanti. Nella Milano borghese dell'epoca gli Scapigliati vanno contro i costumi e le ideologie retrive dalle quali non si sentono rappresentati , e provocano la società benpensante. Il suo percorso da artista Scapigliato vede il suo debutto con l'opera  L'edera. Il titolo si riferisce all'edera come valore simbolico della passione amorosa. Il soggetto del quadro è infatti l'abbraccio in cui l'amante cerca di stringere la ragazza che dall'altra parte rifiuta questo gesto passionale. Cremona riprende uno dei temi del periodo tardo-romantico, la sofferenza, la disperazione dovuta ad un amore non corrisposto. In questo quadro vediamo anche il pittore concentrarsi sui contrasti: il gesto del ragazzo, che quasi implora la fanciulla, e questa che lo rifiuta con indifferenza e apatia; e ancora più profondo l'edera come simbolo di continuità e resistenza e dall'altra parte la caducità e la precarietà dei sentimenti e della felicità umana. Questo quadro dimostra anche un'ulteriore obiettivo che Cremona perseguiva: l'indagine psicologica dei soggetti che dipinge, utilizzando anche, come in questo caso, la contrapposizione dei sentimenti.
Nei suoi acquerelli vediamo portata alla massima espressione la dissolvenza e l'evanescenza delle forme. Brevi pennellate realizzate con colori puri, forme labili e giochi di luci.
Nell'acquerello Paggio curioso vediamo come l'immagine sembri quasi vista attraverso una superficie d'acqua. Il disegno e i contorni spariscono, rimane solo l'armonia dei colori e della luce.

A.Baldi


Bibliografia

G. Nicodemi, "Tranquillo Cremona", Milano, 1933.
R. Bossaglia, "Tranquillo Cremona. Catalogo ragionato", Milano, 1994.
"Dizionario enciclopedico dei pittori e degli incisori italiani " Torino, 1973.

 

Approfondimenti:Tranquillo Cremona, pittura, .

Stile:Ottocento.

 



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Tranquillo Cremona. Marco Polo davanti al Gran Khan dei Tartari. 1863, olio su tela, cm. 142 x 254. Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna,


Tranquillo Cremona. L'edera, anno 1878, cm. 132,5 x 100, Galleria d'Arte Moderna di Torino



 

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