Animali del Triassico


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Animali del Triassico

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Circa 250 milioni di anni fa i mari preistorici erano più estesi e caldi di quelli attuali e i ghiacci che invadevano vaste aree durante il periodo Permiano si erano sciolte. Le calotte glaciali degli attuali poli non si erano ancora formate e il clima, fino al circolo polare era semitropicale. Tutti i continenti che esistono oggi erano uniti in un unica grande massa detta Pangea.

La Pangea era formata da due grandi territori: Gondwana e Laurasia.

- il Gondwana a sud, comprendente l'africa, l'India, l'Australia, l'Antartide, il Sudamerica, l'Italia e parte del Medio Oriente.
- A nord, la Laurasia comprendeva il Nordamerica, l'Europa e l'Asia.

 

Intorno la terraferma era bagnata da un grandissimo oceano della Tetide. Il Mediterraneo di oggi è ciò che rimane di quell'enorme oceano preistorico.
Nel Triassico gli oceani erano popolati da un enorme numero di specie di pesci, molluschi, conchiglie e crostacei. Anche i pesci ossei che durante il periodo Devoniano si erano trasferiti nelle acque dolci ritornarono nel mare. Questo mare sconfinato e l'abbondanza di prede divenne l'ambiente ideale per lo sviluppo e la diversificazione dei rettili marini che continuarono ad evolversi per 100 milioni di anni, nutrendosi di pesci, calamari e gigantesche conchiglie. Tra essi, le specie più diffuse nei mari del Triassico furono i Placodonti e i Notosauri

 


Fossile di Ceresiosaurus calcagnii del Triassico. Fonte: V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

 

Si tratta di rettili marini che non erano ancora dinosauri, ma rispetto alle specie discendenti ne anticipavano già l'aspetto complessivo e soprattutto avevano un apparato respiratorio ormai diversissimo da quello dei pesci. Questi animali respiravano l'aria mediante i polmoni e dovevano spesso risalire in superficie per respirare.

 


Scheletro fossile del Placodonte Placodus

 

L'estinzione di questi rettili marini è avvenuta in tempi molto lunghi, i placodonti e i notosauri scomparvero alla fine del Triassico, gli altri si estinsero insieme ai dinosauri, alla fine del Cretaceo.  Accanto a queste specie nei mari del Triassico incominciarono a nuotare i primi Plesiosauri e i Mixosauri, la specie più antica del gruppo degli Ittiosauri, che diventarono dominanti nel Giurassico.

Sulla terraferma con il clima caldo e secco la maggior parte dei territori  del Triassico era di tipo desertico, con scarsa vegetazione, mentre le foreste si concentravano vicino ai fiumi e ai laghi. Nuovi gruppi di rettili comparvero e si diversificarono adattandosi ad ogni ambiente.

 

All'inizio del periodo Triassico, circa 225 milioni di anni fa risalgono i i resti fossili di molte specie di Rettili mammiferi risalenti all'inizio del Triassico. Spesso si tratta di carnivori con caratteristiche diverse, dai più grossi predatori ai più piccoli come le Lucertole, discendenti dai primi mangiatori di insetti. Accanto alle specie che vivevano sulla terraferma alcuni gruppi di questi animali si adattarono a vivere sia sulla terraferma che in acqua, come ad esempio il Proterosuchus.
Il Proterosuchus era un rettile discendente dai primi mangiatori di insetti che viveva presso i fiumi e i laghi. Era carnivoro e catturava sia i pesci sia gli animali che si avvicinavano per bere, con una tecnica simile a quelle dei coccodrilli.


Nella seconda metà del Triassico si diffusero anche gli erbivori, che vivevano in mandrie. Il Lystrosaurus fu uno dei rettili erbivori di maggiore successo, si era adattato alla vita semiacquatica vivendo sia nell'acqua che sulla terraferma. Fossili di questo animale sono stati ritrovati in Sudafrica, in India e nell'Antartide.

Tra i rettili carnivori del Triassico, gli Animali più comuni erano le Lucertole, che si cibavano soprattutto di insetti. Ne esistevano di tanti tipi, sia terrestri sia volanti.
Tra queste il Kueneosauro, una lucertola volante che poteva planare come un aliante, sfruttando le correnti d'aria.
I rettili del Triassico avevano infatti conquistato anche i cieli. Giganteschi rettili volanti planavano sopra gli alberi, cibandosi soprattutto di insetti. Furono le scogliere e le aree rocciose ad essere gli ambienti ideali per favorire lo sviluppo dei rettili volanti. Forse per sfuggire a qualche pericolo alcuni animali avevano imparato a lanciarsi dalle più alte scogliere. La loro evoluzione li portò a sviluppare membrane portanti, simili a paracadute con le quali potevano sfruttare le correnti ascensionali che soffiavano lungo le rocce scoscese. Tra i rettili volanti che comparvero nel triassico uno dei più impressionanti era l'Eudimorphodon, oltre al Peteinosaurus e il Preondactylus.

 


Fossile del rettile volante Edimorphodon ranzii

 

Nell'ultimo periodo del Triassico comparvero i primi Dinosauri. Inizialmente erano animali carnivori, come l'Ornitosuchus, poi alcune specie si adattarono a nutrirsi sia di carne che di vegetali, come il Thecodontosaurus e il Massospondylus, infine comparvero i primi dinosauri erbivori. Uno dei gruppi che ebbero maggiore diffusione fu quello dei Prosauropodi, di cui facevano parte i grandi Plateosauri e Melanosauri.
Alla fine del periodo, la diffusione dei carnivori provocò la scomparsa di gran parte dei rettili-mammiferi e anche l'estinzione della maggiorparte degli stessi carnivori. All'inizio del Giurassico, il periodo successivo, sopravvisse solo una specie di rettile mammifero simile ad un ratto e altri animali che si erano già trasformati in mammiferi notturni. Tra i rettili sopravvissero pochi grandi carnivori e i più grandi rettili-mammiferi erbivori.

 

La vita nei mari del Triassico

 

I mari del Triassico erano molto popolati da moltissimi gruppi di Animali. Accanto ai Crostacei, ai Molluschi e ai numerosissimi Invertebrati, alcuni gruppi di Pesci ossei che fin dal Devoniano si erano adattati a vivere nelle acque dolci dei fiumi e dei laghi, ritornarono al mare.


Fossile di Encrinus liliiformis, crinoide del Triassico medio.
Fonte: V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili.
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

 

Li seguirono anche i loro predatori, come i Rettili acquatici. Questi ultimi adattandosi all'ambiente oceanico si evolsero trasformando il loro corpo in modo da renderlo un perfetto organismo marino. Gli Ittiosauri, erano dei veri animali d'alto mare, "rettili-pesci" che persero ogni capacità di muoversi sulla terraferma ma assunsero un aspetto perfettamente idrodinamico, con corpi molto slanciati e flessuosi, grandi pinne caudali e dorsali, molto simili agli attuali Delfini. Uno dei cambiamenti più importanti fu che non deposero più le uova ma misero alla luce piccoli vivi.

Presso le coste nuotavano invece i Notosauri.

 

I Rettili delle zone costiere

 

Le zone costiere del Triassico erano piccole aree concentrate che sia con le spiagge sabbiose, sia con le scogliere a picco sul mare offrivano un ottimo habitat per diversi Animali. Dai litorali della Tetide molti resti fossili hanno permesso di ricostruire ambienti, caratteristiche e abitudini di quelle antiche creature.

Nel Medio Triassico, circa 210 miliono di anni fa, sulle coste settentrionali dell'Oceano della Tetide il mare inondò una grande area di terra corrispondente all'attuale Europa e si formò un mare interno e poco profondo, comprendente varie isole. La più impoertante e conosciuta di esse è l'Isola di Gliny, con un territorio prevalentemente roccioso, pieno di grotte, crepacci, ciottoli di arenaria e rive sabbiose.

In questi ambienti Rettili come gli Arcosauri e le piccole Lucertole si adattarono e divennero molto efficienti.
Dai piccoli Rettili mangiatori di Insetti come il Millerosaurus e lo Youngina (che si muovevano striscianto e tenendo gli arti flessi verso l'esterno) derivarono le Lucertole, delle quali l'antenato è rappresentato dalla Prolacerta. Le prime Lucertole si spostarono verso le coste e si evolsero adattandosi molto bene al nuovo ambiente. Le grotte e le fessure che si aprivano nelle rocce divennero rifugi perfetti per sfuggire ai predatori, mentre sulle spiagge si poteva trovare cibo con facilità. Le Lucertole preistoriche potevano infatti cibarsi degli animali arenati sulle spiagge, oppure scavavano alla ricerca dei piccoli Crostacei e degli animali con conchiglia che si potevano trovare nelle acque basse e sotto la sabbia.
Una delle Lucertole più singolari era il carnivoro Tanystropheus, che possedeva un collo di oltre tre metri di lunghezza e il Macrocnemus, che si nutriva di carogne e piccoli rettili.

La maggior parte delle Lucertole preferirono vivere sulla terraferma, alcune di esse rimasero sulle coste, altre si diffusero con successo sugli altipiani, ma ci fu anche una specie che si specializzò nella pesca: l'Askeptosaurus, l'unica Lucertola adattata completamente alla vita acquatica.

Le alte scogliere a picco sul mare rappresentarono l'ambiente preferito per un altro gruppo di Lucertole che si abituarono a vivere arrampicate sulle pareti scoscese. Le alte pareti rocciose offrirono le condizioni ideali per i primi tentativi di volo. Dalle rocce sulle coste della Tetide sono stati ritrovati i resti fossili dei primi vertebrati volanti. Si tratta di Lucertole che per catturare meglio gli insetti in volo svilupparono ampie membrane e si buttavano giù dalle cime degli alberi e dalle alte scogliere, sfruttando le correnti ascensionali. Si evolsero così i primi Rettili planatori e Rettili Volanti tra cui gli Pterosauri.

All'inizio del Triassico uno dei principali predatori semiacquatici era il Proterosuchus, un massiccio Coccodrillo primitivo e primo Arcosauro, discendente dai primi mangiatori di insetti. Riadattato alla vita semiacquatica, il Proterosuchus viveva presso i fiumi e i laghi. Similmente al comportamento dei Coccodrilli di oggi, cacciava sia in acqua - dove poteva nuotare per catturare i pesci - sia sulla sponda, dove si acquattava per aggredire gli animali che si avvicinavano per bere. Era anche uno "spazzino" preistorico, perchè all'occorrenza si nutriva anche di carogne. Il Proterosuchus e i suoi affini furono il gruppo di animali dalla cui evoluzione discesero i Dinosauri, che diventeranno dominanti nel Giurassico. Il più diretto precursore dei Dinosauri fu l'Euparkeria, agile lucertola bipede e insettivora, che poteva arrivare a circa un metro di lunghezza, comparsa successivamente al Proterosuchus.
Nel Medio Triassico sulla spiaggia si poteva incontrare il Ticinosuchus, antenato dei sauropodi che raggiungeva fino a tre metri di lunghezza, intento a cacciare o a ripulire i resti che poteva trovare. Tra le presenze più grandi erano frequenti i Notosauri, animali marini che spesso si rifugiavano nelle caverne per sfuggire ai predatori.


Nelle zone costiere oltre al gruppo delle Lucertole e agli Arcosauri erano presenti diversi altri Animali. Nel corso del Triassico, ancora per oltre 70 milioni di anni, i veri dominatori furono i Rettili mammiferi, che si diffusero distinguendosi in erbivori e carnivori. Appartenevano a questo gruppo anche gli erbivori Lystrosauri, che vivevano nelle paludi e nei fiumi. Oltre all'Euparkeria, agile lucertola bipede e insettivora, sulla terraferma vivevano carnivori molto aggressivi come il Cynognathus, in genere delle dimensioni di un grosso cane, ma che poteva raggiungere anche i due metri di lunghezza e il piccolo Thrinaxodon, mangiatore di Lucertole.

Tra i rettili-mammiferi i carnivori ebbero particolare successo, ma proprio la velocità della loro diffusione produsse un effetto deleterio. Avendo il sopravvento dugli altri Animali, provocarono l'estinzione di gran parte di essi per poi estinguersi a loro volta. Alla fine del Triassico sopravvissero solo pochi tra i più grossi sia tra gli erbivori che tra i carnivori e all'inizio del Giurassico scomparvero anche questi e sopravvissero solo mammiferi simili ai Ratti. Si era ormai stabilito un nuovo equilibrio in cui fu determinante la presenza dei Dinosauri.

 

Gli Animali degli Altipiani triassici.

 

A causa dei numerosi agenti erosivi, i fossili delle zone montuose e delle cime più alte sono molto rari, tuttavia alcuni eccezionali ritrovamenti hanno permesso di capire che alture del Triassico erano ambienti ricchi di presenze animali. Un importante giacimento di questi resti è quello di Mendip hills, situato sulle colline calcaree del South Wales, nell'Inghilterra occidentale. I crepacci e le caverne di questa zona hanna conservato i resti di animali che vi sono caduti. 

Molte qualità di Lucertole e piccoli mammiferi hanno trovato in questi luoghi la possibilità di evolversi in forme sorprendenti.
Il piccolo Kuehneosaurus sviluppando un'ampia membrana sostenuta da lunghissime costole cave, fu il primo vertebrato in grado di planare nell'aria, lanciandosi a caccia di insetti dalla cima degli alberi.
Una delle lucertole più diffuse era il Clevosaurus, progenitore dell'odierno Tuatara che vive ancora in Nuova Zelanda, ultimo sopravvissuto del suo gruppo. Nella stessa area viveva anche il Procolofono, lungo circa un metro e trenta centimetri e i Trilofosauri, che vivevano presso i pendii rocciosi e si nutrivano di insetti.
Altri animali riconosciuti attraverso i fossili erano alcuni piccoli Mammiferi ricoperti di peli e simili al Toporagno attuale. Tra questi i Morganucodon, insettivori dalle abitudini notturne.

 

I Rettili planatori e Rettili volanti del Triassico.

I primi vertebrati volanti derivano da un gruppo di Lucertole che dall'inizio del Triassico vivevano sulle alte scogliere presso le coste della Tetide.

Probabilmente questi piccoli rettili insettivori che si arrampicavano sugli alberi e sulle scogliere per sfuggire ai predatori impararono a buttarsi giù allargando il loro corpo per ridiscendere velocemente in basso. La nuova tappa evolutiva che portò allo sviluppo di membrane con funzione di "paracadute", permise alle Lucertole volanti di catturare meglio gli insetti in volo, imparando a sfruttare le correnti d'aria ascensionali per esercitare il loro volo planato. La più spettacolare di queste nuove creature fu il Kuehneosaurus, primo esemplare conosciuto dei Rettili planatori.
Oltre alle piccole Lucertole plananti come il Kuehneosaurus, che esercitavano un volo passivo, si evolsero gli Pterosauri, Rettili capaci di esercitare un volo attivo.

 

Asaki San

 

Animali preistorici da colorare

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Bibliografia:

 V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977

L.B. Halstead, G. Caselli. Evoluzione ed ecologia dei dinosauri. Eurobook Londra, 1976; Vallardi Industrie Grafiche per l'edizione in lingua italiana, Lainate (MI) 1976

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C.Walker, D. Ward. La Biblioteca della Natura. Fossili. Guida fotografica a oltre 500 generi fossili di tutto il mondo. Arnoldo Mondadori Editore S.P.A. Milano, 2006

M. Lambert. I fossili. Vallardi Industrie Grafiche S.P.A. Lainate (MI) 1994

P. D'Agostino. Dinosauri dalla A alla Z. De Agostini editore, Novara 2010

D. Meldi, S. Boni, L. Cecchi. Dinosauri dalla A alla Z. Origine, evoluzione, estinzione. Rusconi Libri S.p.a. Santarcangelo di Romagna.

A. Rigutti. Zoologia. Atlanti scientifici Giunti Editore, Firenze 2010

M. La Greca, R. Tomaselli. La natura questa sconosciuta. Vol.3. Istituto Grografico De Agostini. Novara 1968

Enciclopedia Universo. Istituto Geografico De Agostini, Novara. 1971.

 

 

 

Approfondimenti:A. San, Triassico, Mesozoico, Era Secondaria, animali, evoluzione, estinzione, fossili, .

 



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Fossili di Aetosaurus, Rettile Tecodonte del Triassico. Fonte: V. De Zanche, P. Mietto. Il mondo dei fossili. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977





 

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